Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

Spendono di più per la calvizie che per la lotta alla malaria*

9 febbraio 2010 · Lascia un commento

Con il governo Berlusconi l’Italia “e’ diventata un dei paesi piu’ taccagni tra i donatori europei”. Lo afferma il ‘patron’ di Microsoft, Bill Gates, nella lettera annuale della Fondazione benefica “Bill e Melinda Gates”. “L’Italia – ha scritto il numero uno di Microsoft – era’ gia’ tra i paesi europei che versavano di meno prima che il governo Berlusconi salisse al potere e tagliasse i fondi di piu’ della meta’ rendendo il Paese tra i piu’ taccagni dei donatori europei”. Gates cita anche le parole di un altro paladino degli aiuti ai poveri, il cantante inglese Bob Geldof che, sostiene il magnate Usa: “dice bene quando afferma che il governo italiano sembra che voglia equilibrare il suo bilancio sulle spalle dei poveri – che vergogna!”. “A giugno – ha continuato Gates nella lettera – ho incontrato Berlusconi personalmente per cercare piu’ sostegno, senza risultati. E’ stata un enorme delusione dal momento che penso ancora che gli italiani vogliano essere generosi come tutti gli altri paesi”.

(da Affariitaliani)

*La citazione del titolo è dello stesso Gates

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Le bouffon de l’Europe

9 febbraio 2010 · Lascia un commento

Secondo L’Express, l’articolo qui

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Presidente, ora basta

9 febbraio 2010 · Lascia un commento

dal blog di Vittorio Zucconi

Nell’estate del 1974, quando gli Stati Uniti stavano sprofondando in una crisi costituzionale spaventosa creata da Richard Nixon, dai suoi tentativi di sottrarsi alle inchieste della magistratura nixon5e di collocarsi al di sopra della legge inventandosi un’immunità presidenziale che la Corte Suprema (senza comunisti) avrebbe respinto, furono i “grandi vecchi” del suo stesso partito, rappresentati dal senatore Barry Goldwater, a muoversi. Andarono a dirgli che era arrivato il momento di dimettersi, per il bene della Nazione e del partito stesso. Nixon, che era stato eletto democraticamente e largamente dai cittadini, si piegò, ottenendo in cambio dal vice Gerald Ford che gli sarebbe succeduto alla Casa Bianca il “perdono”, cioè l’immunità da ogni futuro procedimento penale. Il sistema America ne uscì rafforzato e lo stesso partito repubblicano, dopo avere pagato per quattro anni il prezzo dello scandalo perdendo la Casa Bianca a favore di Carter, tornò più forte di prima, portando Ronald Reagan al potere per otto anni. Tra lo stravolgimento della Costituzione, sulla quale si regge la identità e la convivenza di una nazione e il sacrificio temporaneo del potere, i Repubblicani americani scelsero il secondo e ne furono premiati. Ogni riferimento a fatti o persone italiani attuali è del tutto casuale. Purtroppo.

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Probabilmente il kebab gli viene indigesto

9 febbraio 2010 · Lascia un commento

Con una delibera di giunta, l’amministrazione comunale di Ceriano Laghetto, passato di recente sotto la provincia di Monza e Brianza, ha bloccato l’avvio delle attività commerciali legate agli stranieri. Limiti e divieti sono stati introdotti per “quelle attività considerate potenziali cause di disagio sociale, viabilistico e di quiete pubblica”: nell’elenco figurano kebab, phone center e servizi di trasferimento di denaro.

da Repubblica

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Pronostici

8 febbraio 2010 · Lascia un commento

Per Civati finisce 8 a 5, ma le buone notizie arrivano soprattutto dalla finora infallibile sfera di cristallo di Anellidifumo:

Vedo un filotto. Piemonte, Lazio e Puglia: vincono Bresso, Bonino e Vendola. Troppo presto per parlare di percentuali. Ma pare che Vendola vincerà largo, con molta più tranquillità delle due candidate donne.

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Ricapitolando (il governo e la rete)

8 febbraio 2010 · Lascia un commento

da Piovono Rane

Con fantasia comunicativa degna dei radicali anni Settanta, Enzo Di Frenna e Claudio Messora stanno preparando un evento per far sapere in giro – e anche al di fuori dei nostri confini – che qui in Italia si stanno facendo leggi sulla Rete davvero bruttarelle.

A proposito di questo, ricordo che – tralasciando i disegni di legge più tragicomici e la nuova tassa sul digitale – al momento ci sono quattro spade di Damocle che pendono sulla libertà della Rete italiana:
1. il decreto Romani ammazza video (la discussione inizia in questi giorni);
2. il rinnovo del decreto Pisanu ammazza-WiFi che è stato inserito nella legge Milleproproghe e che quindi verrà votato presto;
3. il paventato “codice di autoregolamentazione” tra governo e corporation inventato da Maroni dopo il caso Tartaglia;
4. il ddl Alfano ammazza-blog rinviato lo scorso luglio e che il ministro della Giustizia ha appena ripescato dal cappello: e c’è da scommetterci che lo rimetteranno in calendario appena sistemate le leggi ad personam per il Cav.

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Cartolina da Orvieto

8 febbraio 2010 · 2 commenti

Ero ad Orvieto, come delegato dell’Assemblea regionale toscana, come membro di questo circolo,  come “millino” o tutt’e tre.

Chi come molti tra noi si è tolto la cappa di attivista on line ed ha sostenuto la mozione Marino all’ultimo congresso del PD starà vivendo, con sfumature diverse secondo il proprio territorio, una specie di “sindrome da abbandono”. Continua a leggere →

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Spazio ombelicale

8 febbraio 2010 · Lascia un commento

Volevate il contatto col paese reale? Basta con autisti e auto blu? Ecco la futura classe dirigente del PD, tra ritardi dei treni e sfighe meccaniche

Luca Sofri

Vi avevamo raccontato degli endorsement pro-Civati che girano in rete, ma tutto questo finora sembra non aver portato fortuna al buon Pippo, al ritorno dal seminario di Orvieto.

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Il tempo delle arance

8 febbraio 2010 · Lascia un commento

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Bufale

8 febbraio 2010 · Lascia un commento

da piovonorane

Le agenzie hanno battuto la notizia che il 75 per cento dei cittadini di Margherita Di Savoia – comune pugliese di dodicimila abitanti – vuole la Carlucci sindaco: «Lo afferma un sondaggio curato da Promomedia».

L’onorevole Carlucci, tutta contenta, nel suo sito parla di «percentuale plebiscitaria».

Caspita.
Mi sono un po’ incuriosito e, in effetti, non c’è voluto molto a scoprire che Promomedia è «un’agenzia di promozione sul territorio» di Bari «la cui mission è la consulenza e progettazione della comunicazione», come dicono nel sito.

Al telefono, quelli di Promomedia mi hanno gentilmente spiegato che «sì, un sondaggio sulla Carlucci è stato fatto». Ah, bene. Come? «Intervistando la gente per strada, in centro, con delle hostess». Con quale metodologia? «A caso, fermando i passanti». Chi l’ha commissionato? «L’onorevole Gabriella Carlucci». Quanto l’ha pagato? «Non possiamo dirlo».

Ah, ecco. Nessun campione statistico, nessuna trasparenza sui risultati, totale violazione delle direttive Agcom sui sondaggi.

Insomma, una bufala.

Per chi non lo sapesse, la Carlucci è quella che qualche settimana fa nel suo sito ha sostenuto di essere il deputato più attivo di Montecitorio. Poi si è scoperto che era balzata in testa alla classifica copiando e rifirmando in un solo giorno 141 proposte di legge di suoi colleghi.

Ora, dato che la Carlucci si batte con tanta veemenza per regolamentare la Rete, sono certo che vorrà includere tra reati da perseguire in Internet anche la propalazione di falsi sondaggi e il tentato abuso della credulità degli internauti.

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