Caro Zoro, ti ho visto alla presentazione della candidatura di Bersani all’Ambra Jovinelli. Che ne pensi? Ti ha convinto? – Circolo Pd Zocca Dura
Quest’idea che ha avuto Bersani di rifare il Partito Comunista Italiano non è niente male, può funzionare, l’importante è non dichiararla mai.
Il resto qui, ce n’è per Veltroni, Franceschini, i Piombini e tutti gli altri.
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Dopo il grandissimo esordio, Little Odessa, datato ormai 1992, James Gray, autore newyorkese di origini russe, è stato accostato più volte a Martin Scorsese.
Nonostante non sia un paragone semplice da gestire, affiancare i due registi non è una scicchezza. Gray, come Scorsese, è cresciuto a New York e ama raccontare la sua città, specie quel lato meno conosciuto, meno raccontato, meno patinato. Le periferie, in cui se guardi in cielo vedi l’Empire State Building, ma se ti guardi attorno il clima che si respira è molto diverso: niente grattacieli, il melting pot culturale non è ancora in uno stato osmotico sano, e le diseguaglianze sociali sono spesso esplosive. Questo, ma non solo, accomuna Gray a Scorsese, perché i quartieri russi della Grande Mela non sono altro che una traslazione della Little Italy fatta conoscere, amare e odiare dall’autore di Mean Streets.
Dopo Little Odessa è venuto The Yard, sulla falsa riga del primo, solo più collettivo. Due anni fa poi ha presentato a Cannes I padroni della notte, film diverso rispetto ai primi due, più violento, più impostato sui parametri del genere. Un poliziesco che passeggia sui binari del noir, che mantiene sempre alta la tensione e con un’ideologia alle spalle leggermente reazionaria. Un ottimo film, in ogni caso.
Con Two Lovers Gray fa un passo indietro, o avanti. Indietro perché ritorna ad un cinema meno legato al genere, proprio come era accaduto per i primi due lavori, avanti perché così facendo ne guadagna quanto ad autorialità e a libertà esperssiva. Il protagonista della vicenda è Leonard (interpretato dall’attore feticcio Joaquin Phoenix), ragazzo non più tanto giovane che dopo una grande delusione d’amore e un passato tormentato torna a vivere con i suoi genitori. Il nucleo familiare però non riesce a tirarlo su e la sua inettitudine sembra avere il sopravvento su tutto il resto. I genitori vorrebbero che si sposasse con la figlia di alcuni amici di famiglia (oltre che potenziali partner lavorativi), la dolce e sensibile Sandra (Vinessa Shaw), ma lui si infatua per una vicina di casa, la tormentata e volubile Michelle (Gwyneth Paltrow). L’intreccio prosegue con una serie di colpi di scena e Leonard sarà soggetto a conflitti interiori notevoli e decisioni impegnative, fino allo struggente finale.
Apparentemente Gray sembra cambiare registro anche rispetto ai primi due film in quanto se il genere immediatamente tangenziale alle prime due opere era in noir, questa volta è il melodramma. A ben vedere però il film continua a trattare quegli argomenti, quelle tematiche che sono state sviluppate dal regista in passato, ossia il rapporto tra uomo e famiglia, le conseguenze della separazione della stessa, l’emancipazione sociale, la criminalità nei quartieri suburbani di New York, i conflitti di classe all’interno della società, il rapporto di coppia.
In particolare Two Lovers sceglie una cifra nettamente realistica e dei personaggi quasi comuni, in qui ognuno può rivedere se stesso, nei propri incubi, nei propri sogni, nei propri difetti
Attualmente in programmazione
Attilio P.

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Oggi frantumato quello del deficit pubblico.
A cosa tocca domani?
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foto di Carlo Traina
Ora che infuria una italianissima ed estiva polemica sull’intervista che Debora Seracchiani ha rilasciato a Curzio Maltese su Repubblica sarebbe il caso di tornare un attimo indietro e cercare di capire che cosa ci è sfuggito fenomeno Serracchiani. Continua a leggere →
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Presentata la candidatura Bersani alla segreteria. Certe affermazioni sanno anche a voi di déjà vu?
Inno: Vasco Rossi, Siamo solo noi (e stiamo bene così, sembra)
Rinnovamento? “Ho in mente un partito in cui c’è rispetto per la generazione precedente” (non ci schiodiamo)
Primarie? “La sovranità appartiene agli iscritti che, sulla base di regole, la delegano in determinate occasioni agli elettori” (scordatevele, si torna alle tessere che si controllano meglio)
Alleanze? “Bisogna riconoscere autonomie e responsabilità alle altre forze del centrosinistra e di opposizione e lavorare ad una ricomposizione del campo alternativo alla destra: da soli non si può fare nulla” (rifacciamo il carrozzone dell’Unione, olé!)
[DA]
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Franceschini, Bersani, Chiamparino, Serracchiani, D’Alema, Adinolfi, Marino o Civati?
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