Come sposare un miliardario e risolvere il problema del precariato

14 Marzo 2008 · 1 Comment

matrimonio.jpgLeggo su “la Repubblica” l’intervista a Berlusconi in cui presenta, a mo di battuta, la sua soluzione al precariato in Italia. Se non fosse tragica sarebbe quasi comica. Come in una commedia americana degli anni 50 insegniamo ai nostri precari a sedurre un miliardario: scuole di seduzione invece di corsi di formazione.
Purtroppo la realtà e’ che si sta discutendo di migliaia di cittadini che vivono una condizione di precarietà e la vivono male, perché il sistema Italia non e’ pensato per accettare ed integrare i precari.
Continuo a leggere e trovo di nuovo il blocco del “turn-over” nella pubblica amministrazione. Ancora una volta rabbrividisco. La pubblica amministrazione e’ il “tutto”, comprende ospedali, enti di ricerca, università. Ci sono realtà in cui si dovrebbe intervenire per aumentare il personale altre per razionalizzarlo. Ci sono realtà in cui dovremmo investire per garantire un futuro al Paese, altre in cui dovremmo tagliare per far aver al Paese un futuro. Fare di tutta un erba un fascio non aiuta, anzi e’ proprio questa ricetta poco oculata che ha condotto la nostra Italia al declino.
Penso ai tanti giovani ricercatori che non potranno avere un posto, alla ricerca che sarà fatta all’estero, con grande lustro dei nostri “cugini” concorrenti Europei. Ma in fondo, al di la’ delle parole, quanto vale la ricerca da noi? Quale e’ il peso di un ricercatore? Certo meno di un tir visto che i fondi dedicati alla ricerca sono stati sottratti per darli agli autotrasportatori.
Leggo “la Repubblica” e mi chiedo che futuro vogliamo dare al nostro Paese.

Scarica l’ istanza_di_matrimonio.pdf

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