Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

5 domande per 1 candidato. Risponde Elisa Marchioni

7 Aprile 2008 · 1 Commento

Elisa Marchioni è candidata alla alla Camera dei Deputati.

1. Rete e partecipazione

Il Partito Democratico è il primo partito italiano che riconosce la partecipazione alla vita politica tramite la Rete. E’ il primo partito che ha parificato i circoli territoriali ed ambientali con i circoli interamente online. Il “Circolo Pd Obama” è il primo circolo che si è formato, appena a ridosso dell’approvazione dello Statuto. Che cosa ne pensa di questa innovazione? E, secondo lei, quanta importanza ha la Rete per questa campagna elettorale (quella del Pd e la sua personale)?
La rete è ormai un luogo d’incontro importante, che permette a chi ha interessi affini di incontrarsi anche se fisicamente lontano. Così può valere anche per il dialogo politico: la rete può essere uno spazio in cui confrontare le idee. Per il Pd il sito è un riferimento diretto per molti (per trovare gli appuntamenti, i materiali, i discorsi, il programma), capire cosa si muove, porre domande che vengono ascoltate in tempo quasi reale. Anche io ho attivato il sito all’inizio della campagna elettorale; anche se ho puntato molto ad una campagna ‘tradizionale’ di incontro con le persone, utile per conoscere e capire. Per me, è stata la prima campagna elettorale. Ai contatti e ai rapporti inaugurati di persona, spero che si aggiunga anche un buon funzionamento del sito, che possa diventare una finestra di dialogo sempre aperta con il territorio e con chi vorrà, specie per quando
sarò al lavoro a Roma. A proposito di uso della rete: non dobbiamo dimenticare quanto sia ancora reale la distanza fra tecnologie e molte persone (il digital divide); e che sono tanti coloro che invece non hanno accesso alla rete, non sanno usare strumenti informatici o addirittura ne sono esclusi, anche nel nostro Paese.

2.Precariato

Il Diritto al Lavoro è certamente al centro della campagna elettorale di ogni formazione politica. In cosa si differenzia la posizione del Partito Democratico? Che cosa possiamo fare nell’immediato, per aiutare i tanti giovani incatenati in posizioni contrattuali inique ed incoraggiarli a tornare a sperare nel futuro?
E’ un problema reale e che penalizza la voglia di fare, la creatività, l’accesso al futuro per tanti. Il programma del Pd è chiaro. Uno stipendio base di almeno mille-mille e cento euro al mese per chi
lavora, incentivi alle aziende per chi assume a tempo indeterminato e sgravi fiscali per chi assume stabilmente donne. Più valore alla creatività dei giovani e alla possibilità di creare impresa valorizzando le buone idee. Significa differenza chiara fra lavoro atipico e lavoro provvisorio: è importante anche per Rimini, che ha il 28% di lavoratori atipici a fronte di una media regionale del 20%. Facendo costare di più il lavoro atipico, si rende più diffusa l’offerta di lavoro a tempo indeterminato. Più formazione permanente garantisce anche chi non è più giovanissimo e si trova a doversi riqualificare; e la garanzia che anche chi cerca lavoro sia tutelato con una retribuzione che consenta di cercare il proprio percorso senza accettare il primo lavoro che capita solo per necessità.

3. Sicurezza sul lavoro

Ogni settimana è funestata da incidenti sul lavoro, spesso molto gravi. Cosa possiamo fare per migliorare la situazione e per esigere da ogni azienda, grande o piccola che sia, il rispetto delle normative preposte alla salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori?
La sicurezza deve essere garantita al massimo grado, la tutela dei lavoratori è un requisito indispensabile per lavorare sereni. Il programma del Pd prevede la realizzazione di una unica Agenzia nazionale per la sicurezza, che riunisca e coordini le attività ispettive, preventive e repressive. Accanto a questa iniziativa, saranno proposti incentivi per le aziende che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione. Inoltre, il lavoro nero è più esposto ai rischi sul lavoro: un motivo in più per farlo emergere e regolarizzarlo con ‘100 protocolli di civiltà’, concordati in ogni provincia per l’emersione del lavoro sommerso.

4. La Laicità del Pd

Nonostante alcune esternazioni dei nostri avversari e purtroppo, talvolta, anche di candidati del Pd, la laicità del partito ed i temi cosiddetti “eticamente sensibili” sono argomenti molto sentiti dalla base del Partito Democratico. Nell’ondata di conservatorismo che sembra voler isolare il nostro Paese, sono in molti a chiedersi: “che cosa sarà di noi?” A volte si ha l’impressione che tematiche come i diritti delle coppie di fatto, il testamento biologico o una revisione della legge sulla fecondazione assistita siano lasciati alle bandiere degli altri. Qual è la sua posizione in merito? Cosa può dire per tranquillizzare i tanti cittadini che temono di rimanere il fanalino di coda dell’Europa in quanto a riconoscimenti dei Diritti Civili?
I temi etici, o ‘eticamente sensibili’ sono complessi e molto delicati, e mi pare che da sempre siano oggetto di dibattito all’interno di ogni partito (tanto che talvolta le indicazioni di voto sono state lasciate alle coscienze dei singoli senza che gli schieramenti come tali si esprimessero in modo univoco). Il Pd è un percorso nuovo, nel quale sono confluite le esperienze della sinistra riformista, del cattolicesimo democratico, e anche le storie di tante persone che non hanno finora aderito a partiti ma ritengono sia fondamentale farlo ora, davanti ad un richiamo forte alla responsabilità personale che il Paese ci chiede. C’è grande sintonia su molte tematiche, e sulle modalità per affrontare molti problemi concreti del nostro Paese; e ci sono anche temi davanti ai quali la sensibilità di queste ‘anime’ non è concorde: mi pare che dentro il Pd non accada qualcosa di diverso da quanto ci fosse anche in passato in ogni partito (anche dentro Ds e Margherita). La compresenza di pareri differenti non mette in discussione che il Partito democratico sia un partito in grado di governare questo Paese; invece di accentuare le differenze di vedute sul piano etico, sottolineerei allora la sintonia di intenti sulla grande maggioranza di altri temi. Ma non voglio eludere la domanda: per quanto riguarda le differenze e i temi etici, io credo comunque che sia possibile risolvere ogni problema entrando nel merito, senza pregiudizi e senza barricate da una parte e dall’altra. Il Pd rappresenta e interpreta attraverso le persone elette anime presenti anche nel Paese: e il fatto che ci siano posizioni diverse è per me una ricchezza, che aiuta tutti a non essere chiusi nella propria verità: e a cercare una sintesi davvero nuova e che possa rispondere alle aspettative e alle attese del Paese.

5. Quali sono le proposte per migliorare, in una località turistica come Rimini, la qualità della vita dei cittadini, tenendo conto, sia della necessità di sviluppo ed innovazione delle attività produttive, sia delle questioni legate alla tutela dell’ambiente e della sicurezza degli abitanti? A me pare che il programma del Pd abbia un aspetto importante, sotteso a tutte le proposte concrete che vi sono annunciate: si vince si perde tutti insieme, L’Italia vince o perde tutta insieme, nessuno ha da guadagnare se andiamo a fondo, e nessuno perde se funziona il patto generazionale e sociale che il Pd propone. Infatti, alla contrapposizione, per cui per dare risposte agli operai devi togliere qualcosa agli imprenditori, e perché ci sia posto e stipendio per i giovani che cominciano a lavorare ci debba essere la prospettiva di una riduzione della pensione per gli anziani, o il lavoro delle donne tolga risorse a quello per gli uomini, il Partito democratico ha risposto con un progetto complessivo che ‘fa bene’, per essere sintetici, all’Italia, dentro il quale ciascuno trova la propria opportunità.
Così, credo che lo sviluppo del nostro turismo (nel programma declinato alla riminese, abbiamo indicato le linee base: forte incentivi per la riqualificazione e per passare dall’affitto alla proprietà delle strutture, incentivi per l’energia pulita, una nuova Enit per promuovere bene l’Italia intera) dia ricchezza e lavoro al nostro territorio; e che questo non possa prescindere da una qualità di vita e sicurezza. La sicurezza è ‘di sinistra’, per tornare al dibattito di qualche mese fa: lo è perché tutela i più deboli (gli anziani, ad esempio), e protegge tutti gli immigrati onesti che sono alla ricerca di un lavoro e una nuova vita. Emargina chi invece ha scelto scorciatoie passando per la delinquenza.
Una migliore qualità della vita per tutti passa dalla cultura di tornare protagonisti, di riappropriarsi delle nostre città, tornare a viverle di più a piedi, in bicicletta, utilizzando meglio e incrementando gli spazi verdi attrezzati, la spiaggia (ci ricordiamo bene di questo spazio meraviglioso?), il verde dell’entroterra… Un programma nuovo e un partito nuovo chiamano in causa ciascuno di noi, ciascun cittadino, a crederci e a dare il meglio: a pagare le tasse riscoprendo la fiducia che lo Stato dia i servizi migliori, a rifondare il rispetto per le Istituzioni, troppo spesso mancato negli anni recenti… Perché nessun cambiamento, per quanto azzeccato e atteso, si attua a partire dall’alto, ma si concretizza solo con la corresponsabilità di tutti per costruire a tutti i livelli una convivenza più equa, solidale, e un nuovo protagonismo civico che renda tutti più orgogliosi di far parte di questa comunità.

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1 risposta finora ↓

  • giulio mancabelli // 9 Aprile 2008 a 12:03 am

    “Data la congiuntura in corso… l’italica nostrana casta cavalcherà ulteriormente l’autoreferenzialità o provvederà a riformare effettivamente il nostro sistema elettoral-istituzionale per rendere il nostro BelPaese un vero Sistema Paese efficiente promuovere l’implementazione della sussidiarietà, governabilità-decisionalità, rappresentatività e non ultimo quello dell’economicità gestionale complessiva… Ottenibile questo, procedendo ad trasformandoinderogabilmente introdurre: riducendo1) un monocameralismo e comunque, il fa acquisire alla figura delil Senato in funzione federale; 2) numero dei parlamentari; 3) capo del governo quel necessario potere simile a €urozone: Canc.tedesco, Premier brit. e/oquello dei paesi dell’ revisionando spagn.; 4) i regolamenti parlamentari; 5) inderogabilmente introdurre un sistema elettorale completo autocorrettivo ed autorigenerativo quanto il SEMIALTERNO permette senza tanti “speculativi” pit stop (rappresentati dai soliti artificiosi monodirezionali referendum e/o attraverso infruttuose testate Bicamerali!) Pertanto serve mettere a sistema le risapute e più volte testate obsolete parzialità riscontrate negli attuali incompleti meccanismi elettorali dal Mattarellum al Porcellum per incarreggiarli a sistema in modo completo quanto si propone con:

    il sistema SEMIALTERNO “è” un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandate”(votazioni) elettorali PROPORZIONALI PURE, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia), quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una mandata elettorale (votazione) ad induzione PREMIO di MAGGIORANZA e/o MAGGIORITARIA, (ovviamente, anche qui, “la mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti saranno i collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale, quindi, non “regionalista” come si presenta or ora ritagliato il Senato! Bensì nazionale!) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA, comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”. da cui il termine SEMIALTERNO!SEMIALTERNO il sistema elettorale più completo per realizzare ed istituire la discontinuità concorrenziale sinergica permanente per incamminarci verso un effettivo virtuoso bipolarismo aperto!
    Giacché ”le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!” (MONOD)

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