Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

5 Domande per 1 Candidato. Doppia intevista Antonio Boccuzzi – Mirko Lami

10 Aprile 2008 · 1 Commento

Oggi pubblichiamo le interviste di due candidati provenienti dal mondo del lavoro, ed in particolare dall’esperienza diretta della fabbrica. Antonio BOCCUZZI, 34 anni, candidato del Pd in Piemonte e Mirko LAMI, 44 anni, candidato Pd al Senato per la Toscana.

Antonio, già protagonista di un’intervista per il nostro circolo, è salito suo malgrado alle cronache dopo le tragiche vicende della Thyssenkrupp di Torino, svolge la funzione di delegato Uilm. Mirko, operaio siderurgico alla Acciaierie Lucchini di Piombino (LI), fin dal suo ingresso in fabbrica ha affiancato il ruolo di sindacalista al suo impegno lavorativo. Si occupa di sicurezza dal 1996, attualmente è coordinatore Fiom Cgil Rsu per la Lucchini, responsabile sindacale per la sicurezza dello stabilimento e segretario del Comitato Aziendale Europeo del gruppo Lucchini/Severstal. Una candidatura nata durante la campagna elettorale e confermata durante il Giro della Province di Veltroni, nel quale ha fatto tappa a Piombino e pranzato a casa della famiglia Lami.

Insieme agli imprenditori, due candidati provenienti dal mondo operaio e del sindacato, che mettono al centro del loro impegno elettorale uno dei punti più importanti del programma del Partito Democratico, la Sicurezza dei Lavoratori.

1 La rete e la partecipazione
Il Partito Democratico è il primo partito italiano che riconosce la partecipazione alla vita politica tramite la Rete. E’ il primo partito che ha parificato i circoli territoriali ed ambientali con i circoli interamente online. Il “Circolo Pd Obama” è il primo circolo che si è formato, appena a ridosso dell’approvazione dello Statuto. Che cosa ne pensa di questa innovazione? E, secondo lei, quanta importanza ha la Rete per questa campagna elettorale (quella del Pd e la sua personale)?

Boccuzzi:
“In tema di cittadinanza attiva faccio una citazione di Norberto Bobbio che amo molto e , credo, ben esemplifichi lo spirito che anima i membri di questo circolo:
“La Democrazia ha bisogno, più di qualunque altra forma di Governo, di cittadini attivi. Non sa che farsene di cittadini passivi, apatici, indifferenti, che si occupano soltanto dei propri affari e delegano agli altri il compito di occuparsi degli affari comuni. La democrazia vive e prospera solo se i suoi cittadini hanno a cuore le sorti della propria città come quella della propria casa, che della città è soltanto una parte”
Credo che il web offra l’opportunità di andare proprio in questa direzione, contribuendo a formare cittadini più informati, più consapevoli, più organizzati e dunque più forti nel far valere i propri diritti .”

Lami:
“Certamente il mondo dell’informatica sta viaggiando a gonfie vele, tanto che non si può più fare a meno di questi strumenti tecnologici. Oggi con il computer, con i telefonini con cui è possibile leggere la posta elettronica, ma anche connettersi ad internet, si è creato un sistema che ci permette di non avere più agende e rubriche cartacee in tasca e che ha dato il via anche ad un nuovo linguaggio, soprattutto nelle giovani generazioni. Per questo motivo, ritengo importante che il PD si avvalga di questi strumenti per dialogare con i giovani. In un mondo dove si leggono sempre meno libri e giornali, questo è un metodo (ancora poco diffuso) diretto per raggiungere le persone. Per quanto riguarda la mia campagna elettorale, la Rete, senza dubbio ha contribuito ha farmi conoscere anche ad un mondo non ancora legato al lavoro in fabbrica, quindi soprattutto tra gli studenti”.

2 Precariato
Il Diritto al Lavoro è certamente al centro della campagna elettorale di ogni formazione politica. In cosa si differenzia la posizione del Partito Democratico? Che cosa possiamo fare nell’immediato, per aiutare i tanti giovani incatenati in posizioni contrattuali inique ed incoraggiarli a tornare a sperare nel futuro?

Boccuzzi:
“Nel nostro Paese stiamo vivendo una vera e propria emergenza precariato: il 25% della forza lavoro, un lavoratore su quattro, è assunto con un contratto atipico. I lavoratori temporanei sono prevalentemente donne e giovani al loro primo passo nel mondo del lavoro.
Partendo dalla constatazione che la produttività del lavoro cala con l’aumentare delle precarietà occorre sancire un patto tra produttori, che riconosca il valore del lavoro manuale così come dell’attività imprenditoriale, un patto per far aumentare il Pil e al tempo stesso garantire una redistribuzione socialmente giusta e garanzie ai lavoratori più deboli, in particolare i giovani e le donne. La sfida del Pd è dare più valore al lavoro – che deve diventare più retribuito, più stabile e più sicuro – e pensare ad una flessibilità sostenuta da garanzie sul modello della flexicurity danese, un modello che dimostra di saper conciliare flessibilità e sicurezza.
Il Pd punta su: aumento del salario minimo, estensione dei diritti fondamentali – sanciti dalla carta dei diritti del mondo del lavoro – a quelle forme di lavoro che ora non sono tutelate, introduzione di servizi a sostegno della flessibilità come corsi di formazione e indennità di disoccupazione.
I lavoratori come me sono abituati a conoscere il valore delle cose pratiche e hanno capito che da ciò che decideranno tra meno di una settimana dipende direttamente il loro futuro e il futuro di chi sta loro a cuore.”

Lami:
“Per una decina di anni abbiamo fatto l’errore di lasciare a latere il mondo del lavoro, in particolare quello operaio. Oggi siamo di fronte ad uno scenario nuovo che ci porta ad avere nelle liste dei candidati, tutto il panorama sociale, dall’imprenditore all’operaio, che dovranno lavorare per far sparire il precariato e dare ai giovani quella fiducia che hanno perso negli anni passati. I giovani dovranno avere gli strumenti per farsi una casa e creare una famiglia. Certo non sarà facile. E non sarà una cosa veloce far sparire il precariato, ma possiamo mettere in campo strumenti che già sono stati collaudati, come ad esempio, scrivere una legge che impegni le aziende ad assumere a tempo indeterminato i neo assunti dopo due anni di apprendistato o dopo tre mesi se provenienti da agenzie interinali. Chiaramente i lavori a chiamata, o attraverso le agenzie, devono costare di più, ma dovremo scrivere delle leggi secondo cui chi ha potuto usufruire di leggi sull’amianto perché esposto a tale rischio, non potrà più rientrare nelle fabbriche come sta facendo oggi, come consulente.”

3. Sicurezza sul lavoro
Ogni settimana è funestata da incidenti sul lavoro, spesso molto gravi. Cosa possiamo fare per migliorare la situazione e per esigere da ogni azienda, grande o piccola che sia, il rispetto delle normative preposte alla salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori?

Boccuzzi:
“In materia di sicurezza sul lavoro l’Italia si pone come un Paese all’avanguardia:la legge 626 è considerata la più avanzata d’Europa, il dramma è che non viene applicata. Questo determina una situazione in cui il nostro Paese, pur essendo il più avanzato sotto il profilo legislativo, registra il più altro numero di morti sul lavoro: 1300 morti all’anno, quasi uno ogni 7 ore, una realtà inaccettabile.
Il testo unico Damiano ha dato una risposta forte, inasprendo le pene e accrescendo i poteri e le tutele agli RLS e agli RLST, ovvero i responsabili della sicurezza all’interno delle aziende, e premiando le aziende virtuose che si attengono alle norme. Ciò che ancora deve essere garantito è l’iter del processo e la certezza della pena. Questo è il miglior deterrente nei confronti delle aziende che non si attengono alle norme preposte alla salvaguardia dell’incolumità dei lavoratori.”

Lami:
“Qualcosa di importante è stato fatto dal Ministro Damiano, con il Decreto Legge del testo Unico sulla Sicurezza. Si può fare molto di più se questo tema entra nella pratica degli imprenditori e delle aziende, dando strumenti agli RLS di costituire insieme ad ASL e tecnici SPP della Task-force che giornalmente esaminino aspetti di sicurezza e ambiente. Tale strumento può essere allargato anche alle piccole e medie aziende, attraverso l’RLS Territoriale. Poi è necessario iniziare a parlarne nelle scuole, come si insegnava l’educazione civica, ed anche attraverso la formazione di lavoratori e imprenditori.

4 La laicità del Pd
Nonostante alcune esternazioni dei nostri avversari e purtroppo, talvolta, anche di candidati del Pd, la laicità del partito ed i temi cosiddetti “eticamente sensibili” sono argomenti molto sentiti dalla base del Partito Democratico. Nell’ondata di conservatorismo che sembra voler isolare il nostro Paese, sono in molti a chiedersi: “che cosa sarà di noi?” A volte si ha l’impressione che tematiche come i diritti delle coppie di fatto, il testamento biologico o una revisione della legge sulla fecondazione assistita siano lasciati alle bandiere degli altri. Qual è la sua posizione in merito? Cosa può dire per tranquillizzare i tanti cittadini che temono di rimanere il fanalino di coda dell’Europa in quanto a riconoscimenti dei Diritti Civili?

Boccuzzi:
“Il processo di costituzione del Pd è un processo non solo politico ma anche culturale, che mette insieme il cattolicesimo sociale e solidale con la cultura socialdemocratica; è importante che queste due anime coabitino e la prima regola della coabitazione è il riconoscimento condiviso del principio di Laicità dello Stato. Tutela della laicità significa educazione al giudizio inteso come ascolto dell’altro e rispetto delle posizioni diverse dalla propria, senza pretesa di imposizione di una “verità assoluta” . In questa ottica il Partito Democratico è un grande laboratorio culturale.”

Lami:
“Le norme che vincolano i comportamenti collettivi, non possono essere scritte in funzione di un’obbedienza religiosa, qualsiasi essa sia. Le Istituzioni devono garantire un terreno comune per l’integrazione e le pari dignità di ciascuno. Questo lo dico pur sapendo che nel PD la laicità dello Stato è fondamentale, anche se dentro il PD ci sono molte religioni. “

Lami ha risposto anche ad una quinta domanda personalizzata:
Repubblica ha recentemente pubblicato un sondaggio dal quale è emerso uno spostamento a destra della classe operaia, qual è la sua opinione secondo la sua esperienza diretta di sindacalista? E quanta fiducia c’è ancora nella politica all’interno della fabbrica?

Lami:
“In Italia c’è un forte problema di salari, dovuto soprattutto ad un mancato controllo all’ ingresso nell’ Euro ed una pressione fiscale sul lavoro piuttosto alta. Di fronte alle difficoltà economiche, si lasciano da parte le ideologie, il civismo e prende campo un individualismo in cui strutturalmente la sinistra ha più difficoltà della destra. Dopo di che ci sono ancora moltissimi lavoratori, una maggioranza larga di lavoratori che guarda a sinistra e al centro sinistra, in questo senso non credo a letture semplificate per cui la destra spopola tra i lavoratori, non è affatto così, c’è una situazione di disagio complessiva e compito nostro è quello di affrontare di petto questo tema.“

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