Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

And All That Could Have Been

9 Maggio 2008 · 5 Commenti

Forse, come è stato scritto, Veltroni ha dovuto “piegarsi a una sorta di manuale Cencelli interno nella scelta dei ministri ombra”. Ma a noi tutto questo sarebbe piaciuto? Un confronto utile:

Piero Fassino Esteri Franco Frattini 
Marco Minniti Interno Roberto Maroni 
Lanfranco Tenaglia Giustizia Angelino Alfano 
Roberta Pinotti Difesa Ignazio La Russa 
Pier Luigi Bersani Economia e finanze Giulio Tremonti 
Matteo Colaninno Sviluppo economico Claudio Scajola 
Alfonso Andria Agricoltura Luca Zaia 
Ermete Realacci Ambiente Stefania Prestigiacomo 
Andrea Martella Infrastrutture Altero Matteoli 
Enico Letta Welfare Maurizio Sacconi 
Vincenzo Cerami Beni culturali Sandro Bondi 
Maria Pia Garavaglia Istruzione e università. Maria Stella Gelmini 
  Rapporti con il Parlamento Elio Vito
Sergio Chiamparino Riforma federale Umberto Bossi
Beatrice Magnolfi Semplificazione Roberto Calderoli 
Mariangela Bastico Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto 
Vittoria Franco Pari Opportunità Mara Carfagna 
  Funzione pubblica Renato Brunetta 
Michele Ventura Attuazione del programma Gianfranco Rotondi 
Maria Paola Merloni Politiche comunitarie Andrea Ronchi 
Pina Picierno Politiche giovanili. Giorgia Meloni 
     
Giovanna Melandri Comunicazione  
Linda Lanzillotta P.A. e innovazione  

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Su D’Alema e le correnti

9 Maggio 2008 · 7 Commenti

Non ho particolare simpatia per D’Alema, ma ne riconosco alcune qualità, insieme, ovviamente, a grossissimi limiti, eminentemente caratteriali: che però hanno la spiacevole implicazione di riverberarsi talvolta – e, non solo a mio giudizio, negativamente (quando non perniciosamente!) – sui suoi comportamenti politici.

Detto questo, affermo però che non credo affatto che le azioni di D’Alema rispondano soltanto all’esigenza di praticare una “politica fine a se stessa”; sono, al contrario, convinta di un paio di cose:
- che D’Alema sia tra i pochi in Italia e nel PD ad avere una visione complessiva – e complessa – di quello che deve essere il futuro del Paese (e non mi preme, ora e qui, pronunciarmi o discutere sul fatto se tale visione sia corretta o meno);
- che le sue azioni rispondano ad una logica (forse vecchia, ma per ora non pare ce ne siano molte altre disponibili) di “acquisizione del consenso” mediante alleanze, accordi, forse anche do-ut-des, finalizzata nelle sue intenzioni non credo a perseguire vantaggi personali bensì ad assicurare il necessario appoggio alle proprie strategie e alla propria “visione” del da farsi.
(continua…)

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Le Liberalizzazioni Promesse e mai Fatte: i Servizi Pubblici Locali

9 Maggio 2008 · 13 Commenti

di Paolo Borrello

La liberalizzazione dei servizi pubblici è stata oggetto di attenzione da parte del governo Prodi grazie soprattutto ai provvedimenti proposti dal ministro Bersani. I risultati non sono stati eclatanti ma qualcosa si è fatto.

Diversa la situazione per quanto riguarda i servizi pubblici locali. Il disegno di legge del ministro per gli affari regionali e le autonomie locali Linda Lanzillotta si è “arenato” in parlamento per l’opposizione di Rifondazione comunista ma anche di molti Sindaci sostenuti da maggioranze sia di centro sinistra che di centrodestra, come testimonia ad esempio la stessa posizione assunta dall’ANCI. E tale situazione non può che essere valutata negativamente perché se si fosse proceduto ad una estesa liberalizzazione dei servizi pubblici locali i benefici sarebbero stati evidenti, si intende per i cittadini, non certo per le corporazioni che si annidano anche nella gestione di quei servizi. Quali i benefici principali? Quelli tipici delle liberalizzazioni dei servizi pubblici: una riduzione delle tariffe, conseguente alla diffusione della concorrenza, oggi pressocchè assente, una riduzione degli sprechi e quindi dei costi e pertanto una riduzione della spesa delle pubbliche amministrazioni. E poi, “last but not least”, un miglioramento della qualita’ dei servizi erogati.

Ma come spesso avviene in Italia i benefici di molti passano in secondo piano rispetto ai vantaggi di pochi ma ben garantiti e protetti.
(continua…)

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