Antonio Panti , Presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze in un suo bell’articolo- pubblicato su ” Salute e sviluppo “-il periodico quadrimestrale di Medici con L’Africa .- commenta la presa di posiizione di Kenneth Rogoff, recentemente ospitata da Il Sole 24 Ore , che senza mezzi termini riconosce la superiorità della visione economica e sociale della “welfare Community ” che sta alla base dei servizi sociali nel continente europeo . E Rogoff chiude la propria riflessione con una battuta significativa ” Meglio rossi che morti ” .
Kenneth Rogoff, eminente economista liberale e docente della Harvard University snocciola una serie di dati economici a sostegno della tesi che le spese sanitarie, per come oggi si intende il dirtto alla salute nel mondo occidentale , sono incompatiibili con l’ economnia del libero mercato.
Senpre che non si voglia rinunciare a cure personalizzate, alle tecnologie di avanguardia nella dignaostica , ai nuovi orizzonti della chirurgia bionica , alle ricerhe sulle cellule staminali , all’assistenza alla procreazione ecc.
Come abilmente cerca di spiegare Antonio Panti la questione ci toccherà tutti, anche i redditi dei ceti medio- alti, visto che la stima, a breve termine, di questa spesa inciderà sul PIL nazionale dei popoli occidientali per una quota oscillante tra il 20 e il 30 %.
Ecco perchè Pardi che non vuole rinunciare ai valori costituzionali di universalità ed uguaglianza, nell’ accesso ai serivizi sanitari, si interroga e si impegna su come la politica può lanciare un nuovo patto che riesca a coniugare la ricerca di successo professionale della lobby medica e di profitto dei produttori, con le necessità e i desideri di una cittadinanza della salute sempre più pretenziosa e non di meno sempre bisognosa di accoglienza e di informazione per gestire la salute ed anche le malattie incurabili o terminali con un senso di dignità e di rispetto della vita e della morte, continuamente ancora oggi reso precario .
Per chi è interessato consiglio una visita al sito di Medici con l’ Africa. Se vi registrate l’ultimo numero della rivista è consultabile on line.
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