In video Jason Mraz. Ieri l’autore di I’m Yours ha postato sul suo canale ufficiale di YouTube un video per invitare i ragazzi a registrarsi per il voto del prossimo 4 novembre. Il cantante ha messo in palio anche un suo concerto e un giro nel backstage. Un’iniziativa supportata anche da un’applicazione di Facebook.
Saranno il 33 per cento gli early voters, secondo gli analisti. Il calcolo nasce dalla proiezione di un trend che parte dal 14 per cento del 2000 durante la sfida tra Gore e Bush jr, passando per il 20 per cento nel 2004 e il 25 per cento del 2006.
I dati sono raccolti in un articolo del Washington Post che titola in modo definitivo: “Il 4 novembre non è solo un’elezione”. Il pezzo si concentra sulla rincorsa ai giovani nuovi iscritti partendo dall’impegno dei comitati elettorali e da un’analisi sugli Stati in bilico.
La rincorsa sta continuando, basti pensare che il New York Times, la sera del primo faccia a faccia, ha chiesto (e poi pubblicato) le osservazioni a caldo a degli opinion maker particolare, i direttori dei giornali dei principali College.
Alessandro Cappai per CO Obama





8 risposte finora ↓
silvia // 2 Ottobre 2008 a 2:10 am
Alessandro, mi spiace che nessuno “reagisca” ai tuoi pezzi, che meriterebbero, almeno, i nostri complimenti… sono sicura però che in molti li stiamo leggendo ed apprezzando. Grazie, in ogni modo.
esse
Alessandro // 2 Ottobre 2008 a 9:32 am
Grazie, Silvia…
Fuchira // 2 Ottobre 2008 a 10:02 pm
@ silvia
io non sono sicura che in molti stiano leggendo e apprezzando, perchè purtroppo appena ci si impegna a scrivere qualcosa che richieda un minimo di attenzione in più, ci pensano tutti due volte prima di fermarsi a leggere.
è molto più comodo commentare post facili, quelli che appena leggi hai anche tu la tua da dire.
davide andriolo // 2 Ottobre 2008 a 10:19 pm
@Fuchira
Son sicuro che chi passa da queste parti ha abbastanza maturità politica per fermarsi a leggere.
Più che altro le news son belle ma in quanto news c’è meno da commentare rispetto a altri post, sul quale ci sono opinioni discordanti da confrontare. Qui siam tutti felici di avere la nostra cronaca aggiornata dall’america, ma più di rimanerne affascinato non ho poi molto da aggiungere, almeno io. Anzi, una cosa da dire c’è: grazie, Alessandro!
Francesco C // 2 Ottobre 2008 a 10:24 pm
Fuchira un po’ di ragione ce l’ha, le poche volte che ho postato post di una cartella e più, peraltro costati sudore e fatica, sono stati poco commentati. Intanto quattro gatti in redazione ma abbiamo una corrispondenza quotidiana dagli Stati Uniti!
Grazie Alessandro
Fuchira // 2 Ottobre 2008 a 10:36 pm
@ davide andriolo
è vero che sono più che altro news e che alessandro ha uno stile molto “asciutto”, ma non sono d’accordo sul fatto che ci sia meno da commentare: il problema qui è che il commento non nasce immediato, c’è da informarsi e farsi un’opinione, per poi (forse) commentare. non metto in dubbio la maturità politica di tutti voi, il punto è fermarsi a commentare un qualcosa di cui si sa poco e ci si deve attivare per farsi un’idea..
insomma, leggendo i post più commentati e i relativi commenti, date un po’ quest’impressione.
davide andriolo // 2 Ottobre 2008 a 11:34 pm
LaVoce.info non ha commenti, la qualità di un blog non si misura solo da quelli.
Ripeto una semplice legge: per avere tanti commenti bisogna fare qualcosa di provocatorio.
Guardate la Stampa, che ha i commenti agli articoli: tantissimi per il provocatorio Gramellini, tendenti allo zero sulle news. È naturale, fisiologico. Ricercare il commento e la popolarità a ogni costo ci farebbe diventare come il famigerato colonnino destro di Repubblica.it
I commenti servono, ma non sono l’obiettivo principale di chi deve avere anche serietà politica. L’importante è che quei post vengano letti e che, soprattutto, venga loro riconosciuta una certa “autorevolezza”.
Queste notizie americane hanno queste caratteristiche e ci dicono tanto che altrimenti sarebbe difficile sapere.
Alessandro C. // 3 Ottobre 2008 a 12:04 am
Grazie a tutti per gli attestati di stima… io mi sto divertendo molto a raccogliere notizie.
Per Lucio: C’è ancora un po’ di difficoltà a reperire dati perché attualmente molti siti, blog e giornali si limitano a ricordare le deadline prossime.
Morning Call, secondo il blog di chi sta seguendo Obama nella campagna, cita un dato della Pennsylvania dove al 22 settembre scorso si erano registrati 4,3 milioni di elettori democratici e 3,2 milioni Repubblicani. Un dato che aumenta di 500 mila persone la quota raggiunta alle scorse presidenziali.