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Lezione “blu” e dibattito 2.0 (ovvero meno 32)

3 Ottobre 2008 · 6 Commenti

C’è una campagna che ha già mosso l’attenzione dei media americani da tempo e che oggi si sta trasformando come la vera frontiera da superare: l’ho già scritto, è la caccia al voto. Il video illustra come si concretizza il “neighbor to neighbor” di Obama per bussare alle porte o chiamare al telefono tutti coloro che potrebbero registrarsi e votare, poi, per i Democratici. E’ un passaggio fondamentale per un Paese dove convincere a votarti è il passo successivo rispetto al convincere ad andare a votare. Fatica doppia.

Ma detto questo, giornali e tv sono fermi alle reazioni dopo il dibattito tra i numeri due Palin e Biden. “Pareggio fa punteggio”, si dice ancora oggi restando in metafora calcistica, come ben scrive Francesco Costa qui. Biden, a caldo ricorda come l’unica sostanziale discontinuità della Palin rispetto al Governo Bush sia in materia fiscale, per il resto i Democratici continuano a far passare il messaggio: “L’America non può tornare indietro. No ad altri quattro, dopo otto anni di Bush”. Ma Le gaffe non ci sono state e il colpo del cappaò non si è visto. La Palin resta in corsa e per lei è come una sfida salvezza sostanzialmente vinta. Solo Drudgereport le assegna gli allori da stravincitrice, ma è una voce fuori dal coro, gli altri ricordano da parte di entrambi i toni distesi e la paura di sbagliare.

E’ chiaro, come si dice da tempo (qui e qui), che queste elezioni siano davvero le prime (timide) presidenziali 2.0. Si conferma la crescente incidenza di internet (il 46 per cento fino alla fase delle primarie) col 35 per cento solo per i video di carattere politico. Senza dimenticare che proprio il primo confronto era sponsorizzato da Cnn-YouTube. Allora il clima è quello di passaggio (come fu per Kennedy e Nixon dalla radio alla tv) e il dibattito tv non ha più quel ruolo di “all in”. Forse da questo dipende il doppio pareggio.

Intanto negli Stati McCain si ritira dal Michigan, mentre in Virginia lancia accuse contro gli insegnanti che hanno deciso di aderire alla “giornata in blu” proposta da Obama. I docenti si difendono appelandosi allo spirito dell’iniziativa: “Non è propaganda per un candidato, ma un invito ai ragazzi ad iscriversi al voto”.

Alessandro Cappai per CO Obama

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