
Questa la mappa elettorale ad oggi secondo NyTimes
Altra corsa. Altro regalo. Non si ferma la campagna per le presidenziali, anzi. Dopo giorni di offuscamento per l’ombra lunga dei tumulti a Wall Street, il dibattito tra candidati, rispunta, come un fiume carsico. La Campagna torna a prendere piede e pagine su giornali, blog e notiziari televisivi: sarà per l’indurirsi dello scontro o per la necessità di conoscere il nome (e il programma) di chi dovrà ricostruire dalle macerie, dagli “elementi del disastro”.
Torna la campagna con una dei primi editoriali a sostegno di un contendente. Il Newyorker ha scelto Obama. Scontato, si potrà dire, ma l’editoriale che sancisce questa decisione è un riassunto dei temi sul tappeto. E’ un’ottima sintesi: una specie di “riassunto delle puntate precedenti” o “dove eravamo rimasti”, ma a cinque stelle.
Una campagna dove per la prima volta sono assenti dal rush finale presidente o vicepresidente in carica, rende il risultato del 4 novembre un confine netto tra un’epoca e un’altra.
(continua…)
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Tutti vogliono misure rapide, efficaci, forti, unitarie, eccetera, per “salvare le banche”. Ma cosa vuol dire che occorre salvare le “banche”?
La ricetta di Noisefromamerika é semplice e chiara: “riempire il mercato di liquidità “artificiale” non forzerà mai le banche a prestare soldi che non intendono prestare. Non erano i keynesiani quelli che, una volta, insistevano che, pur portandolo all’acqua, non si può obbligare a bere un cavallo che non vuole? Il cavallo non intende bere perché teme che l’acqua sia avvelenata [..] Alberto Bisin ha chiesto di aprire i libri delle banche. Gli è stato risposto che “aprire i libri” richiede mesi, forse anni. Ragionevole obiezione; la mia impressione, però, è che forse non servano mesi per cominciare a produrre l’informazione che serve. La mia impressione è che tra regolatori, banche centrali ed altre autorità di vigilanza o associazioni professionali, vi siano abbondanti informazioni su quali parti del ruscello siano inquinate e quali no. Credo vi siano anche informazioni sul tipo di veleno e sulla quantità del medesimo che si trova in varie parti del ruscello. È questo che il cavallo ha bisogno di sapere. Solo che vi è una forte reticenza a rendere pubbliche tali informazioni e ad agire in base ad esse.”
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L’instabilità durerà fintanto che i mercati non avranno riacquistato fiducia nel sistema bancario, quando i prestiti interbancari riprenderanno, e le banche centrali e i governi potranno smettere di iniettare liquidità straordinaria nel sistema. I fatti di questi giorni dimostrano che i proclami alla calma e alla sicurezza che i governi europei ripetono ossessivamente, con in testa il nostro Presidente del Consiglio che ha la malaugurata abitudine di annunciare grandi soluzioni prima che siano concordate, stanno contribuendo alla destabilizzazione dei mercati, anziché risolverla.
[Marco Simoni, portavoce de iMille, su l'Unità]
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“Anche oggi le vendite si sono intensificate nell’ultima ora di scambi, per un’ondata massiccia di sell scatenati da programmi computerizzati, dovuti a vendite forzate di hedge funds“
[via Wallstreetitalia.com]
Alcuni li chiamano Hedge Funds, altri investimenti, altri ancora investimenti speculativi. Per fortuna c’e’ chi prevede che siamo di fronte ad una fase di distruzione creativa.
Certo e’ che l’inverno alle porte si preannuncia stabile per tutto il 2009. E’ erroneo pensare, checche’ ne dica il nostro premier, che passato lo tsunami finanziario – che non e’ un fenomeno naturale – tutto torni come prima in poco tempo. Il portfolio-ordini delle aziende per il 2009 preannuncia infatti una contrazione delle vendite.
Tuttavia, qualche nota positiva c’e': dicono che i prezzi delle case scenderanno tra del 10-20%. Si’, ma quelli dei mutui?
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