[da il primo cerchio]
A me questo levarsi di scudi contro il super manager per i beni culturali nominato dal governo non mi suona. Avete presente quella sensazione di non convincimento che sgonfia ogni entusiasmo partecipativo? Da cosa deriva?
Andiamo per punti:
1. Non ho ancora capito quali saranno le esatte deleghe (e mi auguro che qualcuno le sappia) visto che i giornali italiani si soffermano con gran cura solo sul fatto che la persona indicata sia stato amministratore delegato di Mc Donald’s Italia come se questo significasse che fino a ieri ha fritto patatine e pulito vassoi.
2. Non sono poi così convinto che un approccio imprenditoriale spinto (e magari anche impietoso) sia un gran male per il rilancio di una risorsa sostanzialmente abbandonata a se stessa come il nostro tanto decantato patrimonio culturale, magari si riuscirebbe a smettere di pensare all’immobilismo come elemento di valorizzazione.
3. Per quanto detto sull’abbandono e sull’immobilismo il fatto che si lamentino tutti, e dicasi tutti, quelli che contro questo abbandono potevano lavorare, essendo investiti da anni di ruoli specifici per la salvaguardia dei nostri beni culturali, mi sembra da solo un buon motivo per tifare per il super manager.
Mi sbaglierò però, per adesso, non firmo.





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