Archivio Mensile: gennaio 2009

Johanna era etero

[rubata a Luca Sofri]

Aveva un marito e due figli. Adesso è lesbica, e capo del governo. Ci provi Luca.

L’origine sociobiologica di Facebook

Da la Repubblica Scienze

Uno studio condotto da ricercatori della Harvard University e dell’Università della California a San Diego sostiene che la nostra posizione all’interno di una rete sociale sarebbe in parte influenzata dai nostri geni. La ricerca, condotta da Nicholas Christakis, Christopher Dawes e James Fowler, e pubblicata sull’ultimo numero dei PNAS, è la prima che esamina le caratteristiche ereditarie di un network sociale e cerca di stabilire un ruolo dei geni nella formazione e nella configurazione di tali reti.

“Siamo stati in grado – sostiene Christakis – di mostrare che la nostra particolare localizzazione nei vasti network sociali ha una base genetica e che i meravigliosi e complessi schemi dei collegamenti umani dipendono in misura significativa dai nostri geni.”

I ricercatori hanno trovato che la popolarità, intesa come numero di volte che un individuo è nominato come amico, e la probabilità che questi amici ne conoscano un altro sono fortemente ereditabili. Inoltre, la localizzazione in una rete sociale, ossia la tendenza a essere al centro o ai margini del gruppo, sarebbe correlata ai geni.

Nel loro studio i ricercatori hanno confrontato le reti sociali di 1110 gemelli, sia identici che eterozigoti, trovando una maggiore similarità nella struttura di quelle dei gemelli identici che in quella dei gemelli eterozigoti.

Secondo i ricercatori può esserci una spiegazione evolutiva di questa influenza genetica e della tendenza di alcune persone a essere al centro o ai margini del gruppo. Se un’infezione mortale si diffonde in una comunità, gli individui ai margini vi sono più difficilmente esposti. Per contro, la maggiore disponibilità a importanti informazioni sulla localizzazione di eventuali fonti di cibo va a vantaggio di chi si trova al centro del network.

“Una delle cose che ci dice lo studio è che le reti sociali sono probabilmente una parte fondamentale del nostro patrimonio genetico”, afferma Fowler. “E’ possibile che la selezione naturale agisca non solo su cose come il fatto di poter resistere o meno alla normale influenza, ma anche sul modo in cui vi entriamo in contatto.”

Presidente, non molli

[lettera-provocazione di Luisa Bossa, deputata PD]

Egregio Sig. Presidente del Consiglio,

lei ha detto: “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle donne in Italia e credo che non ce la faremo mai”. Sono totalmente d’accordo con lei, mi sembra plausibile. Sig. Premier, non si scoraggi, secondo me è una cosa che si può fare. “Yes, we can!” direbbe un suo avversario. Mi segua…

Innanzitutto, ogni bella donna italiana dovrebbe avere nel cassetto del comodino il proprio bel book fotografico. Di profilo, primo piano, di tre quarti, da tergo. Si, insomma, bisogna che ci si assicuri che sia stuprabile, ché noi non siamo un popolo che spreca risorse, figuriamoci un militare. Una raccolta di foto dai 18 ai 40 anni, non di più: gli stupratori, lo sappiamo tutti, son personcine dal palato fine e le cariatidi o le acerbe manco le guardano. Chiunque si trovi nella fascia d’età citata, manderà il suo curriculum fotografico, corredato da qualche breve nota su giro vita, peso e taglia di reggiseno.

Lei, intanto, provvederà ad istituire in Parlamento una apposita CCS (Commissione Candidate allo Stupro) che vaglierà, scrupolosamente, ogni invio, decretando chi è inclusa o meno nell’assegnazione del soldato anti-violenza. Qualora la donna superi le selezioni, un militare le sarà inviato direttamente al suo domicilio e la seguirà passo passo, più fedele di un cucciolo salvato dal canile e più vigile di un mastino insonne.

Ovviamente sono escluse dalle selezioni quelle donne che hanno già aderito alla campagna “sposa un milionario” le quali sono nelle condizioni economiche di procurarsi un body guard di tasca loro. La Commissione dovrà, altresì, lavorare sulle candidature dei militari che saranno assegnati alle miss da stupro. Saranno esclusi soldati in astinenza sessuale da tempo protratto.

I quiz preselettivi dovranno prevedere prove di resistenza quali “Non perdere il tuo aplomb in un harem di donne discinte” o “Tieni indosso la tua divisa su una spiaggia di nudiste senza implodere”.

Coloro che risulteranno vincitori delle prove, saranno inclusi nell’albo dei soldati anti-stupro e non potranno fare richiesta per altre liste, quali, ad esempio, quelle di soldato vigila-discarica per ovvi motivi di conflitto di interessi. Una volta accoppiati, donna stuprabile e militare anti-violenza saranno legati da vincolo legale inscindibile fino a quando non si presenterà una delle cause di rescissione dal contratto e cioè:
a) sopravvenuta bruttezza imputabile ad un improvviso e inaspettato decadimento fisico o ad incidente sfigurante;
b) sopraggiunti limiti d’età;
c) caduta del governo.

Ha visto, Sig. Presidente, com’è stato facile? Non è complesso, ci ripensi, non molli. Io sarò con lei per l’organizzazione di tutto. Posso dedicarle tutto il tempo di questo mondo: sono racchia, e non devo passare il mio tempo a preoccuparmi di chi potrebbe violentarmi.

Obama – Week 1

[di Simone Pigolotti]

Prima settimana dell’Era Obama: una serie di iniziative, una piu’ positiva dell’altra. La procedura per chiudere Guantanamo. I fondi riaperti per le associazioni pro-aborto. L’impegno per le trattative e la pace in Medio Oriente. Via libera a standard energetici piu’ severi, anche per le automobili. In questa settimana i primi test americani sull’uso delle cellule staminali embrionali sono stati autorizzati, una linea ricerca che era stata duramente ostacolata dalla presidenza Bush.

Tutte cose ovviamente giuste, e in realta’ ci sarebbe poco da discutere. Se non che siamo italiani, e in quanto italiani siamo abituati a vedere delle decisioni politiche semplici e ovviamente giuste bloccate da ostacoli che sembrano insormontabili. Con le dovute differenze, questa prima settimana ha ricordato molto le reazioni ai primi mesi del primo governo Zapatero.

Quando ha annunciato il ritiro delle truppe dall’Iraq e poi le ha veramente ritirate. Quando ha dichiarato di voler introdurre i matrimoni gay e poi li ha introdotti veramente. Diciamoci la verita’, noi italiani di sinistra, sotto sotto, stavamo li’ a pensare “mio Dio, questo qui e’ veramente di sinistra, chissa’ la Spagna cattolica come reagira’, chissa’ cosa succedera’, rischia di spaccare il paese”. E che doveva succedere? Quattro vescovi sono scesi in piazza, cosi’ come in questi giorni quattro associazioni antiabortiste si stanno lamentando. La Storia va avanti e la direzione del progresso e’ chiara alle persone intelligenti.

Speriamo che i politici nostrani prendano appunti.

Tempismo Obamiano?

Proprio nel giorno in cui Obama lancia la sua Rivoluzione Ambientale sulle Daily News di Science viene data notizia di un articolo del gruppo della climatologa Susan Solomon del National Oceanic and Atmospheric Administration’s Earth System Research Laboratory in Boulder, Colorado, nel quale vengono riportati i risultati di due modelli a scala temporale diversa per stimare l’andamento del clima nel 3000.
I climatologi si mostrerebbero molto preoccupati in quanto, secondo le previsioni dei modelli, il biossido di carbonio che e` stato emesso nell’ultimo secolo sarebbe talmente lento nel decremento e cosi` lenta la risposta del sistema clima, che gli effetti potrebbero farsi sentire tra 1000 anni e potenzialmente un cambiamento irreversibile potrebbe essere possibile.
Secondo David Archer della Chicago University “quella del cambiamento irreversibile non e` un’idea nuova, bensi` ampiamente fraintesa. M Molte presentazioni degli scienziati al pubblico ed ai policymakers hanno fatto sembrare il cambiamento climatico una questione su scala secolare”. Questo lavoro dovrebbe aiutare a correggere questa impressione errata.

S. SOLOMON ET AL., PNAS EARLY EDITION (JANUARY 2009))

Siccita` intorno al globo a fine millennio. (CREDIT: S. SOLOMON ET AL., PNAS EARLY EDITION (JANUARY 2009))

Le nuove linee guida del ministero dell’Interno

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via macchianera

Oświęcim

Foto di Davide Andriolo per www.trenodellamemoria.net/

Foto di Davide Andriolo per www.trenodellamemoria.net

La città vorrebbe esser ricordata col suo nome originale polacco e non col tristemente famoso Auschwitz che gli avevan affibbiato i tedeschi. Oggi, però, la memoria va a quello.

Lotta dura al Kebab II

qqqqqqq-001Se non ci riesce il Governo ci penseranno i comuni.  A Lucca comune governato del centro destra nella rossa Toscana il nuovo recgolamento comunale prevede che: “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse”.

Parola di donna

La settimana nel mondo, Obama

di Ivana Di Carlo

A pochi giorni dall’insediamento del quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti è difficile non dedicare questo spazio proprio a lui, e a come la stampa ha commentato questo avvenimento e le aspettative, enormi, che lo accompagnano.

The New York Times, chiarezza e rispetto
Su questo si concentra il quotidiano newyorkese, a sottolineare l’atteggiamento pragmatico e rispettoso nei confronti degli americani, seppur accompagnato da immagini potenti. Il suo discorso dopo il giuramento è un completo voltare pagina rispetto ai simboli dell’amministrazione Bush, paura, xenofobia, e fine che giustifica i mezzi, sacrificando anche gli ideali della più grande democrazia al mondo.

The Boston Globe, una nuova primavera
A Boston vanno più sul sentimentale, metaforizzando con il cambio delle stagioni il passaggio da Bush al primo presidente afroamericano. Si pone l’accento in questo articolo sul modo in cui Obama, nonostante un discorso serioso e molto difficile considerando la situazione, è riuscito comunque a tenere alto il morale della folla che lo acclamava, ancora convinta che questo presidente rappresenti speranza.

Il potere del Presidente, e della First Lady
Chiudiamo con l’interessante il punto di vista che ci viene offerto da Der Spiegel, con l’articolo di Klaus Brinkbaumer, che ci spiega come il cambiamento non riguardi soltanto il presidente, ma anche Michelle Obama, che non è certo una first lady alla Laura Bush, e certamente ha avuto un ruolo fondamentale in tutto il percorso che ha portato il marito alla Casa Bianca. L’articolo ripercorre la biografia di Michelle, e il ruolo che ricoprirà in questa amministrazione.