Archivio Mensile: maggio 2009

Una campagna senza abusi

8636_0 E i manifesti? Il modo più economico e rapido per affiggerli è farlo abusivamente, pagando poche centinaia euro a qualche ragazzino o rivolgendosi a una delle tante organizzazioni criminali che operano in questo fertile settore. Le sanzioni sono praticamente inesistenti: basta pagare una multa forfettaria di mille euro a fine campagna per sanare il reato di affissione abusiva. Io naturalmente ho deciso di non farlo, e piuttosto pretendo che vengano inasprite le sanzioni nei confronti dei politici che deturpano le città con i loro manifesti abusivi. 

Via Ivan

L’Italia e l’Europa

Questa animazione di Bruno Bozzetto ha ormai qualche anno, ma le cose non sembran cambiate…

PD e Obama (quello vero)

Il Pd si mette a studiare la campagna di Obama per trarre spunti utili e carpire il segreto del successo del candidato alla Presidenza Usa che ha superato tutti i record di donazioni e mobilitazione elettorale. Paolo Gentiloni e Francesco Verducci hanno promosso oggi un seminario con Dan Thain e Ben Self, due giovani esperti di comunicazione sul web che hanno curato la campagna di raccolta fondi di Obama, con l’auspicio che nel 2012 “ci possa essere una collaborazione con il Pd”. Intanto qualche dato, la campagna via web ha permesso di avvicinare 68 dei 180 milioni di elettori americani, ha spiegato Self, e di avere 220 milioni di contatti diretti, questo ha permesso di raccogliere 770 milioni di dollari, due terzi di tutti i fondi raccolti, attraverso 3 milioni e 200 mila donazioni e una media di meno di 100 dollari a contributo. Il segreto della risposta massiccia sta nella facilità con cui si è reso possibile contribuire a chi desiderava farlo. “Le e-mail sono spesso sottovalutate – ha detto lo stratega di Obama – ma sono l’elemento più importante di una campagna on line” e il modo più facile per ottenere fondi è “chiedere piccole cifre, non più di 5 dollari, quando qualcuno ha dato un contributo poi si crea un legame che lo rende più disponibile a fare altro”. C’è una tecnica specifica per ottenere donazioni on line, quella dell’accoppiamento, e si basa su un sistema che mette in collegamento i donatori, se so che qualcuno che conosco ha dato un contributo lo farò anch’io, inoltre è utile mettere in collegamento i donatori anche se sono sparsi sul territorio perchè alla gente piace contattare quelli che condividono la propria passione. C’è poi il lavoro off line, quello tradizionale del porta a porta: “il volontario fornisce il suo indirizzo e noi gli mandiamo i contatti di 10 elettori che abitano vicino a lui perchè ci parli o distribuisca loro informazioni, così siamo riusciti a organizzarci anche dove non lo eravamo”. Gli esperti americani suggeriscono anche i contenuti e il linguaggio più utile per raggiungere volontari via e-mail, banditi i ‘press release’, i comunicati stampa, piace di più ricevere una lettera informale, diretta, in cui ci si da del tu, che una impersonale con il mittente di una organizzazione. “La tecnologia è utile a sfruttare la passione e a coinvolgere, permette di amplificarla, ma la passione deve esserci e il Pd ce l’ha deve solo metterla in campo”, è l’unico suggerimento che il guru del web si sente di dare. Quale occasione migliore per ‘mobilitare’ e dunque raccogliere fondi, che sfruttare l’antipatia verso le affermazioni fatte dagli avversari? Obama ha ricevuto un boom di donazioni dopo gli attacchi di Sarah Palin. A Gentiloni il compito di tirare le fila dell’incontro, certo “le differenze” tra la campagna elettorale americana e quella italiane “ci sono. Per fortuna da noi momentaneamente non c’è la pubblicità in tv, che rappresenta la spesa principale in una campagna elettorale, noi abbiamo strutture permanenti sul territorio, migliaia di sezioni e circoli, ma vogliamo mettere a frutto l’esperienza di Obama per capire come internet è riuscita a coinvolgere centinaia di migliaia di volontari, che in parte già ci sono, da noi sono gli iscritti, oggi la rete può essere lo strumento migliore per organizzare e ravvivare la partecipazione, per far tornare gli iscritti che non riusciamo più a coinvolgere”. Ma gli esperti americani promuovono il Pd: “Hanno fatto cose fantastiche più di quanto abbiamo visto in altri partiti”.
(fonte: APCOM)

Intervista a Luisa Laurelli

Le risposte alle domande di Scelgo Democratico

Europa e Integrazione europea

1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?

Sono molto favorevole perché finalmente si potranno realizzare gli obbiettivi dei padri fondatori dell’europeismo a cominciare da Altiero Spinelli. Leggi l’articolo completo

Matite contro pistole

Una delle vignette di Paolo Piccione, poliziotto e disegnatore anti-camorra

Vota Penati

Lo dice anche la Moratti

Il mondo cambia

…e in Danimarca agli esami di maturità il vecchio vocabolario è stato sostituito dal web.

Cercare informazioni su internet e saperle utilizzare è un requisito fondamentale per quasi tutte le moderne attività, requisito a cui spesso la scuola non si adegua rimanendo ferma al classico trio penna-carta-vocabolario. Questo costringe poi gli (ormai ex) studenti a dover imparare una modalità nuova e totalmente differente di scrittura direttamente sul campo, nei luoghi di lavoro.

E per chi pensa già di poter copiare, sappia che ci sarà un controllo sulle pagine visitate per evitare i copia-incolla!

La bella inchiesta di Repubblica


Perché non ce ne frega nulla della telenovela familiare, ma se è un bugiardo vogliamo saperlo, no?

(seconda parte del video qui)

Michele Nicoletti e l’Europa

Le risposte alle domande di Scelgo Democratico

Europa e Integrazione europea

1) Secondo lei, l’obiettivo dell’Europa deve essere la creazione di uno Stato Federale Europeo? Lei è favorevole a questa prospettiva in tempi brevi?

Nel corso del suo cammino l’Unione europea ha dato vita a una struttura economica e politica del tutto nuova e originale rispetto alle forme di Stato tradizionali, ivi compresa la forma di Stato federale. A questa costruzione guardano con interesse altre regioni del mondo e questa originalità, a mio parere, va coltivata e sviluppata. L’idea di uno Stato federale europeo che i federalisti europei hanno sognato è stato uno straordinario motore di unificazione e certamente dobbiamo andare nella direzione di una più stretta unione politica, ma non è detto che la forma di Stato federale (nel senso in cui questa si è realizzata nell’età degli Stati nazionali ad esempio in Germania) possa essere quella che meglio esprime questa originalità e quella che con maggior forza è in grado di affascinare popoli e governi. La fortissima integrazione politica dell’Europa di cui abbiamo bisogno deve passare attraverso la volontà dei cittadini. Sarebbe strano che un partito “democratico” non si preoccupasse del tasso di democraticità delle istituzioni politiche a qualsiasi livello.Per questo dobbiamo lavorare intensamente per rendere consapevoli i cittadini che i problemi più gravi che ci affliggono oggi, dalla crisi finanziaria a quella economica, dalla disoccupazione ai rischi di cambiamenti climatici, dalla sicurezza all’energia, possono essere risolti soltanto attraverso una più forte unità politica europea e una collaborazione a livello mondiale. Se la “forma” di questa unità dovesse spaventare i cittadini e indurli a ritrarsi nel loro egoismo nazionale, avremmo fallito il nostro obiettivo. Se invece realizzeremo una sempre maggiore unità politica europea attraverso processi di democrazia autentica, avremo realizzato non solo qualcosa di buono per l’Europa, ma un esperimento utile anche per altre regioni del mondo. E penso che anche i federalisti europei ne sarebbero contenti. Leggi l’articolo completo

Al Giornale son rimasti a Pearl Harbor

Se chiami i giapponesi musi gialli, aspettati una loro reazione. Composta, pacata e decisa, come dovrebbe essere in un paese civile:

Ambasciata del Giappone

Roma

Roma, 7 maggio 2009

Egregio Direttore,


ci riferiamo all’articolo apparso sul Vostro giornale il 30 aprile a p. 16, intitolato “Lambertow premiato dai giapponesi”. Nel medesimo si legge “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”.

E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli”, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.

Pertanto, richiediamo quanto prima una spiegazione a scopo di rettifica sull’espressione “musi gialli giapponesi” come apparsa sul Vostro giornale.

Attendendo una Sua risposta in merito, Le porgiamo distinti saluti.

Shinsuke Shimizu

Ministro e Vice Capo Missione

P.S.- Anticipiamo, inoltre, che la presente lettera sarà pubblicata in ogni caso sul sito della nostra Ambasciata al fine di informare i Vostri numerosi lettori.

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Gent.mo
Dott. Mario GIORDANO

Direttore Responsabile
Il Giornale

Via Gaetano Negri, 4

20123 MILANO