Archivio Mensile: giugno 2009

Ipse dixit

“E’ mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane”

(Fabrizio De André - Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia Di Poitiers)

SuperObama

E per chi vuole, c’è anche il gioco.

5 e 1/2

Dei 6 nomi su cui vi avevam detto di puntare 5 son risultati vincenti e uno, quello da cui ci si aspettava la disfatta peggiore, ha retto il colpo, superato di solo uno zero virgola percentuale.

Malissimo però il computo totale, contando anche il primo turno.

Il centrosinistra amministrava 50 province e ora ne amministra 28. Il centrodestra ne governava 8 (una era targata Lega Nord) e ora ne ha 34.

Fra i comuni capoluogo la sfida finisce 16-14 per il centrosinistra, che arretra comunque rispetto al 25-5 da cui si proveniva.

5 e 1/2 diventa allora forse un voto per il partito, un voto che nonostante i miglioramenti (e nonostante gli autogol dell’avversario) non è ancora sufficiente alla promozione. E ora, passati gli impegni elettorali, è di certo il momento migliore per mettersi a studiare una seria e valida alternativa a questa destra.

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Firenze, Bologna, Prato, ecc…

Dalle 15 comincia un live blogging su queste pagine. Per i referendum, l’affluenza ieri sera alle 22 era del 16%, quindi c’è poco da aggiungere.

22.10
Visto che i ballottaggi non sono andati così bene, il centro destra propone di abolirli
22
Persa la provincia di Milano per 2000 voti.

20.40
Il nostro amico Renato ci ricorda il vantaggio notevole del centro sinistra a Padova
20.30
Pausa tecnica, abbiamo perso Prato. Male, molto male. Berlusconi si era fatto vivo qualche giorno prima del primo turno promettendo di chiedere al ministro dell’Interno di “occuparsi” dei cinesi. Ora vorremmo vedere che cosa succederà ai 20 – 30 mila cittadini che costituiscono la spina dorsale del tessuto economico pratese. L’amministrazione del centro destra del capoluogo comincia stasera con i saluti romani.
19.00
Polemica infinita sul referendum…
18.43
Anche Arezzo…
18.11
Bologna è nostra, ma avevamo dubbi? La provincia di Milano invece è appena passata di là.
18.08
Venezia provincia invece è decisamente persa.
18.00
Matteo Renzitocca ferro, ma è sereno, molto sereno.
17.58
Milano Penati in vantaggio (!) di pochissimi voti questo si gioca all’ultima sezione. Bari è solida al centro sinistra.
17.52
Provincia di Grosseto, Toscana, dato comunque niente affatto scontato vede il vantaggio di Marras su Antichi. Marras è quello della lettera ad Alemanno sul fascismo.
17.32
La provincia di Torino è ormai abbastanza sicura: il candidato del centrosinistra Antonio Saitta è al 60%
17.11
Comincia lo scrutinio dei ballottaggi. Torino e Firenze (ci mancherebbe altro) vedono il PD in vantaggio.
17.01 Leggi l’articolo completo

Un falco alla Casa Bianca

Tony Hawk, leggenda vivente dello skate, ha avuto il permesso di godere dei corridoi della White House.

Metafore

“Le mummie a volte sciolgono le bende”. Con questa battuta Marcello Lippi, allenatore della nazionale di calcio, aveva difeso la sua scelta di tenere in campo i senatori della squadra a scapito del ricambio generazionale.

Ma dopo aver sciolto le bende sembra che le mummie si decompongano, anche.

Il risultato si vede nel 3-0 appena inflittoci da un Brasile che non ha mai avuto paura di mettere in campo anche nei ruoli chiave le giovani promesse, affiancandole ai più rinomati campioni (e l’età media, con quel che ne deriva in termini di corsa e di voglia, è di 2 anni minore della nostra).

Nell’intervista del dopo-partita, però, il commissario tecnico va contro le evidenze:

“Dall’esterno devono stare calmi e non spingere con i giovani, perché ci vuole personalità, esperienza, una certa abitudine a certe partite”.

Il giornalista chiede di nuovo qualcosa sull’inserimento delle nuove leve, Lippi non risponde e scappa via..

Se anche a voi questo negare le sconfitte per difendere l’”esperienza” di chi perde (l’esperienza a perdere, forse) ricorda qualcosa… beh, allora sabato prossimo ci si vede al Lingotto, vero?

Film della settimana: Sugarland Express

Questa settimana proponiamo un film che secondo buona parte della critica nazionale ed internazionale è tra le opere minori di Steven Spielberg, ma che per chi scrive ha notevoli motivi di interesse. In primo luogo perché ci si imbatte con un regista tra i più popolari degli ultimi trent’anni, forse quello che più di ogni altro ha segnato l’immaginario collettivo, grazie a film che hanno riscosso grande successo al botteghino senza per questo scoprirsi sul fronte qualitativo.
In questo caso l’interesse sorge dalla rarità del film in quanto Sugarland Express oltre ad essere il secondo film del regista di Schindler’s List è anche uno di quelli meno visti e più spesso dimenticati.
La trama riprende i canoni del più classico dei road movie, declinato nelle modalità dell’inseguimento e impostato sulla dicotomia legge/fuorilegge. I fuorilegge sono una giovane coppia che cerca di riappropriarsi del bambino che in passato gli era stato tolto. Da ciò scaturiscono una serie di reati che fanno scattare come un domino un inseguimento iperbolico da parte della polizia (ma anche dei giornalisti e di gente comune a caccia di gloria). I due taglieranno tutto il territorio texano ma il loro finale sembra essere già scritto.
Uscito cinque anni dopo Easy Rider questo film a prima vista potrebbe ricordarlo, potrebbe richiamarne il paesaggio, l’ambientazione e il ritmo del film di Dennis Hopper. Ma soprattutto potrebbe ricalcarne il messaggio di fondo: due giovani anarchici in lotta con la legge e con lo stato, alla ricerca di libertà e in fuga dalla castrante oppressione delle regole. Questa lettura però è per questo film decisamente superficiale perché l’intenzione di Spielberg non è quella di operare un’analisi sociale andando ad indagare nelle ragioni dell’anarchia come aveva fatto Hopper. Probabilmente non è nemmeno più tempo di farlo. Diversamente Spielberg mette in scena una realtà molto più concreta, meno velleitaria, rappresenta due persone comuni che si trovano coinvolte in una vicenda che si rivela per loro insormontabile. Con questo pretesto il regista ci offre (ventitré anni dopo L’asso nella manica di Billy Wilder) un ritratto del giornalismo (spietato e sempre a caccia della notizia a tutti i costi) dal sapore amarissimo, all’interno di un’opera in cui la tensione non cala mai. Sicuramente il preludio di un autore che in futuro confezionerà opere più mature ma che già in questa si afferma come grande costruttore di drammi adrenalinici e emozionanti.

Domenica 21 Rete 4 ore 16,25

Attilio P.

sugarland express

Mosquitos

Ballottomatica

Filippo Penati sulla ruota di Milano

Antonio Saitta sulla ruota di Torino

Flavio Zanonato sulla ruota di Padova

Matteo Renzi sulla ruota di Firenze

Flavio Del Bono sulla ruota di Bologna

Michele Emiliano sulla ruota di Bari

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Stasera, ore 22.55, all’Era Glaciale, Rai Due, va in onda l’intervista di Daria Bignardi a Mario Calabresi.

Si parla un po’ di tutto: Obama, Noemi, Wojtyla, Gheddafi, gli Agnelli, e  soprattutto dell’incontro fra le vedove Calabresi e Pinelli. La Bignardi è nuora di Adriano Sofri, Calabresi è figlio dell’omonimo commissario ucciso durante gli anni di piombo. Vederli insieme sarà un bel momento di televisione. La nuova generazione spazza finalmente via l’odio di quegli anni?