Archivio Mensile: giugno 2009

Ecco chi ci ricorda

Brambillalove(grazie a cacioman per l’idea)

Non siamo razzisti però

La regione Lombardia ha reso dura la vita a chi vende Kebab.

Matteo Salvini (Lega Nord) ha proposto di riservare posti in metrò per i milanesi.

Berlusconi ha detto che l’Italia non deve diventare multietnica e lamentato che Milano sembra l’Africa.

Il Comune di Milano vieta le colonie estive ai figli degli immigrati.

Oggi si aggiunge un altro tassello. Davide Boni (sempre leghista, e assessore al Territorio sempre per la Lombardia) propone di cacciare gli immigrati dai giardini pubblici.

Bananas

C’è chi sta messo peggio di noi.

A Cuba il figlio di Castro è stato sbeffeggiato da un dissidente emigrato in USA, che l’ha conosciuto in chat (svelando dunque che le limitazioni a internet non valgono per i privilegiati del paese) e “sedotto” fingendosi una colombiana di nome Claudia.

Ancora Ghedini

Impareggiabile.

“Non è casuale che l’avvocato (Giommaria Uggias-ndr) che difende Zappadu sia un eurodeputato dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. C’è una doppia veste – avvocato e parlamentare – che non si dovrebbe confondere.”

Firmato Niccolò Ghedini, avvocato e parlamentare.

(hat tip: D-Avanti)

L’utilizzatore finale

Si chiedeva, in un commento ad un altro post, la ragione per cui questo blog non avesse ancora parlato della vicenda raccontata qui e  qui. Beh come spiega il legale di Silvio Berlusconi e deputato del Pdl, Niccolò Ghedini:

Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile”.

E’ solo un cliente, via…

Saluti Romani (anche a Lecco)

Oggi si torna in piazza

6a00d83451c45669e2011570277e4c970c-800wiUna nuova manifestazione è in programma per quest’oggi a Tehran. Nel frattempo mentre le autorità limitano il raggio di azione della stampa straniera, anche la twitter revolution sembra mostrare qualche limite. Scrive il ben informato Sullivan:

twitter is making Tehran look like a warzone. chill out people! report what’s happening. not what you wish happened.

Le manifestazioni di questi giorni avranno successo? Ricordiamoci che le proteste in Iran non sono certo una novità, sia nel 1999 che nel 2003 la frustrazione dei giovani e dei riformisti era arrivata nelle piazze.
E’ ipotizzabile che un eventuale nuovo conteggio delle schede possa far scemare le proteste e consentire Ahmadinejad anni di governo incontrastato, oppure il regime è destinato ad un cambiamento nella direzione riformista? La richiesta dell’Ayatollah Khamenei  al Consiglio Rivoluzionario di prendere in seria considerazione le richieste del candidato perdente sembrano una prima apertura in questa direzione. Una direzione che vedrebbe  confermata la vittoria di Ahmadinejad, ma i suoi poteri ridotti e sottoposti comunque ad un qualche tipo di scrutinio dell’opposizione.
Una soluzione che eviterebbe una ulteriore radicalizzazione dello scontro, possibilità vista non favorevolmente dagli Stati Uniti. Nel frattempo l’Unione Europea nella persona dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera tace.

Telenovela

Riassunto breve delle puntate precedenti

Non succede quasi nulla. Le cose vanno male. Tutti ripetono di aver capito la causa del problema. Il problema rimane.

Riassunto esteso delle puntate precedenti

Bersani ha dichiarato mesi fa di volersi candidare alla leadership del partito, ma come altre volte potrebbe tirarsi indietro. Lo sponsor della candidatura è D’Alema, che però come extrema ratio potrebbe candidarsi in prima persona.
Intanto Veltroni, ex segretario che ha lasciato il posto a Franceschini, suo vice, sponsorizza proprio l’attuale leader, anche se questi ha dichiarato di non volersi ricandidare. Chi non si candida è Zingaretti, nonostante il pressing dei “giovani” del partito, mentre la Serracchiani, rappresentante di questa nuova ala, viene considerata come possibile vice-Franceschini. E in opposizione al segretario odierno si fanno strada altri due nomi, con Rutelli che propone Realacci e Bettini che sponsorizza Ignazio Marino. Alla possibilità di candidatura di quest’ultimo risponde la Binetti autocandidandosi “in difesa dei valori cristiani”. Tutto questo mentre per il 27 Giulia Innocenzi chiama a raccolta i suoi per un futuro radicale dentro il Partito democratico (con ancora un altro leader). Stessa data già segnata sul calendario dai piombini, che si incontrano al Lingotto (e, per chi fosse interessato, stessa data del Gay Pride nazionale a Genova). E, per finire, il 2 Luglio lo “spirito del Lingotto” verrà rievocato anche da Veltroni, a due anni di distanza ma al Centro Congressi Capranica.

Anche noi

Di Pennarossa
Èvero, non eravamo in molti del PD al Gay Pride romano, ma c’eravamo.
C’eravamo come l’anno scorso, c’eravamo quasi tutti da etero, c’eravamo con le bandiere prese con un blitz, c’eravamo per beccarci i vaffa giustamente destinati ad una parte considerevole del PD, c’eravamo per scusarci per non aver fatto abbastanza la nostra parte.
C’eravamo perché sapevamo d’interpretare le volontà di tanti che non potevano essere presenti, c’eravamo perché convinti che avremmo trovato degli incoraggiamenti e ne abbiamo avuto conferma.
C’eravamo perché il PD che vogliamo dovrebbe essere sempre più impegnato sui diritti negati alle minoranze sessuali, di razza o di orientamento religioso. C’eravamo perché crediamo in una Italia civile, un’Italia sempre più orientata alla legislazione delle grandi nazioni europee.
C’eravamo come iMille, c’eravamo con l’unico striscione di circolo del PD (”Barack Obama”), oltretutto, in attesa d’esser riconosciuto, c’eravamo come “diversi” perché così ci siamo sentiti avendo sperato in una maggiore partecipazione dei disposti a metterci la faccia.
C’eravamo perché siamo convinti che l’omofobia e il razzismo hanno la stessa radice, c’eravamo perché vogliamo una linea chiara, una linea prevalente, sui matrimoni e sulle adozioni.
C’eravamo perché crediamo ostinatamente e ci batteremo sempre per un Paese in cui non esistano forme di discriminazione.

“Prestigio” internazionale

[dal sito BBC]

ohnosilvioNota: l’Italian PM è il Primo Ministro, non sia mai che l’accusato ne approfitti per attaccare la magistratura…