Archivio Mensile: agosto 2009

In the name of Barack

ParoleDemocratiche

InFeltrito

Dopo tutto il polverone sollevato, sta venendo fuori che la “nota informativa” agitata da Feltri per attaccare Boffo è stata costruita ad hoc e non viene dal tribunale. Il prode direttore de Il Giornale non è certo nuovo a questo tipo di ardite ricostruzioni. Memorabili, anni fa, le sue tesi sul rapporto fra Montanelli e Berlusconi, smentite telefonicamente dallo stesso Montanelli in diretta da Santoro.

Vento (democratico) di levante

Dopo 54 anni, il Partito Democratico giapponese ha vinto le elezioni e si prepara a governare il paese

Per la cronaca, il PD giapponese è nato nel 1998 dall’unione di diversi partiti allora all’opposizione. Noi all’epoca eravamo al governo, e abbiamo aspettato altri 10 anni per capire che quella era la strada giusta da seguire.

Papi domenicale

La soluzione per uscire dalla crisi non è questa, vero?

La lezione del Giornale

I cronisti del gruppo Berlusconi sono stati incaricati di cercare qualsiasi cosa potesse mettere in imbarazzo i critici del Cavaliere, anche avvalendosi di aiuti non giornalistici. Il che ha portato a pedinamenti, intercettazioni, passaggi al setaccio del passato di ciascuno. Obiettivo principale di queste ricerche è stato il gruppo Espresso-Repubblica, poi si è passati anche ad altre testate critiche verso il Cavaliere, come appunto l’Avvenire. Mentre alla Stampa e al Corriere, i cui nuovi direttori peraltro sono più graditi al premier rispetto ai precedenti, sono stati mandati messaggi più trasversali, come le campagne contro la famiglia Agnelli.

Allessandro Gilioli

Montanelli diceva:  “Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello”.

Il manganello forse è esagerato ma, per dirla alla Francesco Costa, c’è “un isolotto nordocoreano nella penisola italiana”. E, aggiungiamo noi, sta tentando dalle tv (praticamente monopolizzata) di allargarsi all’informazione tout court.

Vittorio Feltri è da poco direttore de Il Giornale, posto ottenuto dopo la scandalosa campagna di aggressione che ha condotta a Libero contro Veronica Lario, rea di non aver perdonato le notti brave del marito.

Dalla scrivania che fu di Montanelli, adesso, può lanciare nuovi attacchi. Ed ecco una sortita contro il direttore di Avvenire, Dino Boffo, “noto omosessuale già attenzionato“.

Il Presidente del Consiglio, a cui forse per questo il Vaticano ha negato la Perdonanza, si dissocia dalle affermazioni del giornale di proprietà del fratello. Ma, nel frattempo, può permettersi l’attacco a Repubblica.

E anche Schifani non vuole essere da meno, e attacca Fini per le sue parole sulla questione del testamento biologico, accusandolo di voler influenzare i deputati.

Democrazia, per questa maggioranza, pare significhi star zitti.

FIRMA L’APPELLO DI REPUBBLICA

CONTRO GLI ATTACCHI ALL’INFORMAZIONE

Franceschini: no a Bassolino

(Adnkronos) – “Ho detto che bisogna avere il coraggio di non dire cose generiche ma di dire dei si’ e dei no. Siccome a Napoli mi era stato chiesto se ero favorevole all’ipotesi di Bassolino sindaco, ho cercato di rispondere senza ipocrisia dicendo che arrivano dei momenti in cui bisogna voltare pagina e, quindi, bisogna avere il coraggio di cambiare”. Lo ha ripetuto il segretario del Pd, Dario Franceschini, rispondendo alle domande dei simpatizzanti della sua mozione alla pineta del Passetto di Ancona.

L’insostenibile ipocrisia di Franceschini e Bersani

Riceviamo da Gabriele Zamparini e volentieri pubblichiamo.

A leggere le dichiarazioni di Franceschini e Bersani quasi ci si commuove.

Franceschini:

”L’impegno per l’approvazione di una legge contro l’omofobia sara’ prioritario nell’attivita’ parlamentare del Partito democratico. L’episodio gravissimo dell’aggressione ai due giovani gay a Roma rende ancora piu’ urgente una reazione culturale a difesa dei diritti civili di tutti i cittadini e l’approvazione di norme specifiche per contrastare i reati legati all’omofobia”.

Questo è lo stesso Franceschini che poche settimane fa’ ribadiva che le coppie di fatto non sono famiglia, che gli omosessuali non possono essere genitori perché i bambini hanno “il diritto di avere in modo naturale un padre e una madre di sesso diverso” e che bollava le posizioni politiche laiche di Marino – che nel resto del mondo civile sarebbero giudicate timide – come pericolose. Intanto Piero Fassino, coordinatore nazionale della mozione Franceschini, non si stanca di dare fiato alle trombe e insultare Marino chiamandolo “laicista”.

Bersani:

“La drammatica e inqualificabile aggressione nei confronti dei due ragazzi gay a Roma è anche il segnale del diffondersi di una mentalità omofobica che non va lasciata senza una risposta culturale e politica. E’ importante che il gruppo del Pd, all’avvio dei lavori parlamentari, riprenda l’iniziativa sulla legge contro l’omofobia”.

All’inizio di luglio Bersani, il beniamino di Comunione e Liberazione, dichiarava in tema di coppie di fatto, “Uno stato che vede crescere un fenomeno, e lo vede crescere a dismisura, deve regolarlo. Poi- non è che lo chiamo matrimonio omosessuale, perchè riconosco che non sono assimilabili.” E quanto alle adozioni da parte di omosessuali il candidato favorito alla segreteria del Pd dice di avere “forti perplessità. Io non sono convinto perchè è un tema delicatissimo. Allo stato attuale, da quello che capisco, dico che non sono d’accordo”.

Sul “tema delicatissimo” ci sono pubblicazioni scientifiche – sia in Europa sia negli Stati Uniti – che sostengono l’ovvio, che cioè l’amore è l’ingrediente essenziale per crescere i figli e che l’orientamento sessuale dei genitori è irrilevante. La Revisione della Convenzione Europea sull’ adozione dei minori, la Corte Europea dei diritti dell’uomo, molti paesi europei e non-europei hanno già deciso sul “tema delicatissimo”, permettendo a singoli e coppie omosessuali di adottare. Il ministro della giustizia tedesco poche settimane fa’ ha dichiarato: ”Non c’è alcuna ragione per il governo di trattare le relazioni eterosessuali in modo differente dalle coppie omosessuali”. Ma che strano paese la Germania, terra di papa Ratzinger e di un pericoloso laicista come ministro della giustizia. Ma lí, lo sappiamo, le scomuniche di Roma sono accolte da fratello fuoco da almeno 500 anni.

Grazie all’impegno dell’ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI e della RETE LENFORD, il Tribunale di Venezia e la Corte d’Appello di Trento hanno recentemente sollevato la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta per quanto riguarda il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E’ troppo chiedere ai dirigenti del PD di esprimersi sulla questione invece di continuare con questa stucchevole ignavia politica?

Ma torniamo alle parole commoventi di Franceschini e Bersani contro il dilagare dell’omofobia in Italia e sull’attenzione del Partito Democratico su queste tematiche. Paola Concia e Andrea Benedino hanno denunciato dalle colonne dell’Unità,

“le tematiche lgbt risultano totalmente assenti dalla Festa Democratica Nazionale di Genova. (…) questo silenzio non può più essere tollerato, anche se purtroppo rischia di darci la misura del dibattito congressuale che ci attende.”

Riccardo Gottardi, Segretario nazionale Arcigay, fa’ notare come sia “una novità la scelta di non tenere un momento di confronto tra il partito nazionale e le associazioni omosessuali che fino ad oggi era stato sempre presente nelle feste dell’Unità prima e del PD poi.”

I tempi cambiano anche in Italia, terra di contro-riforme, restaurazioni e gattopardi; ci aspettano anni di regressione culturale spaventosa.

Inquietante…

Via Vincos
berlusconi joker

La sfida di Casson: «Pd invisibile in Veneto, non fa opposizione»

dal Corriere del Veneto

Il terzo incomodo per la segreteria veneta: qualcuno conosce i nostri consiglieri?

Felice Casson, senatore veneziano del Pd (archivio)

PADOVA — Come ti demoli­sco il Pd dal di dentro, consi­glieri regionali compresi, in mezz’ora di conferenza stam­pa. Felice Casson e Marta Meo, i due portabandiera della mo­zione Marino nel Veneto, han­no deciso di recitare fino in fondo il ruolo del terzo inco­modo rispetto alle due «coraz­zate» Bersani e Franceschini, senza risparmiare nulla ai com­petitori interni. Leggi l’articolo completo

Videocracy

Il trailer che non vedrete in tv.