L’Italia è l’unico paese al mondo nel quale, per non perdere la propria abilitazione all’insegnamento – raggiunta dopo aver frequentato una laurea, un esame d’ammissione, un biennio post-laurea e superato un ulteriore esame di Stato – ogni tot anni è necessario riempire dei moduli del Ministero dell’Istruzione e spedirli in raccomandata con ricevuta di ritorno al Ministero. Con quei moduli, si conferma la propria iscrizione alle graduatorie per l’insegnamento secondario. Chi si dimenticasse (e ogni anno, sono diverse centinaia o migliaia i distratti), subisce l’effetto retroattivo: “Tu eri abilitato a insegnare. Adesso non lo sei più, abbiamo scherzato”. In questo modo, la Gelmini tutti gli anni può bullarsi di avere “sostanziosamente ridotto l’elenco dei docenti precari in graduatoria”. Sì, ma mica perché li hanno assunti. Perché li hanno cancellati, declassati, disabilitati. E’ il bello della Destra al governo.
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