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Archivio Mensile: agosto 2009
Compiti per settembre
Inserito in Pd
L’indifferenza uccide

[Fonte: Repubblica.it]
Non potevamo navigare, eravamo come rami che galleggiano nei fiumi. Il gommone andava avanti e indietro, girava attorno a se stesso. Di giorno era un inferno, il sole e l’acqua salata martoriava le nostre carni, la notte c’era freddo e non avevamo nulla per riscaldarci. Pregavamo e speravamo. Poi quel peschereccio che pensavamo ci potesse salvare e che invece se n’è andato via.
Quando abbiamo visto quel peschereccio avvicinarsi pensavamo di avercela fatta. A bordo molti erano già morti, ma in tanti, almeno una trentina, eravamo ancora vivi.
Eravamo stremati, stanchi, disperati, ma gli uomini di quel peschereccio, quando l’imbarcazione si è avvicinata, ci hanno dato soltanto un paio di bottiglie d’acqua e qualcosa da mangiare. Poi sono spariti, se ne sono andati via.
Non credevamo a quello che stava accadendo, gli uomini di quel peschereccio hanno visto che stavamo morendo, ma non ci hanno portato a bordo. Non erano italiani, parlavano inglese. Speravamo che magari dessero l’allarme, che segnalassero la nostra posizione a qualcuno, invece siamo rimasti in mare per altri giorni e tutti gli altri che erano ancora vivi, tranne noi cinque, sono morti.
Abbiamo incontrato altre barche o altre navi, almeno dieci, non li distinguevamo bene da lontano. Forse ci hanno anche visto, io e i pochi ancora con qualche energia gridavamo, sventolavamo le nostre magliette. Tutto inutile. Nessuno ci ha mai avvicinato.
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Etichette mediterraneo, migranti, morti, naufragio, respingimenti, soccorsi
Afghanistan al voto
Approfondimenti e risultati in tempo reale su Foreign Policy
Viva l’Italia, l’Italia tutta intera
L’83% degli italiani (97% fra gli elettori PD-IdV) pensa che si debba festeggiare l’anniversario dell’Unità d’Italia, il 79% vorrebbe che diventasse una festa nazionale a tutti gli effetti.
(fonte: Ipr Marketing per Repubblica)
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Etichette festa nazionale, festeggiamenti, sondaggio repubblica, unità d'italia
Sondaggi e guerre
Mentre Franceschini attacca Bersani che attacca Di Pietro e Adinolfi entra a gamba tesa a proposito degli ultimi endorsment per l’ex ministro (Bersani può vincere il congresso Pdl), si apre la guerra dei sondaggi: IPR pronostica 20 punti di vantaggio a favore di Bersani, Ispos da 10 punti di vantaggio a Franceschini e, almeno dall’articolo che riporta il sondaggio su Repubblica, dimentica Marino.
Quest’ultimo si tiene fino ad ora fuori dalla battaglia, martellando sulle proposte per il paese: sui problemi della ricerca in Italia in un’intervista al Corriere, mentre il numero 2 Civati attacca le falsità leghiste e propone un approccio più problematico e culturale al tema dell’immigrazione.
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Etichette Adinolfi, Bersani, civati, Di Pietro, franceschini, marino, proposte, sondaggi
19 agosto 1989
20 anni fa, un picnic che cambiò la storia.

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Etichette anniversario, cortina di ferro, libertà, picnic paneuropeo
Battuta del giorno
Secondo uno studio americano, su Twitter il chiacchiericcio inutile sarebbe attorno al 40 per cento.
Se fosse vero, saremmo di fronte a una fonte di informazione decisamente più densa, seria e affidabile dei tg italiani.
[Dal blog di Alessandro Gilioli]
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Etichette affidabilità, gilioli, informazione, tg, tv, twitter
Altri 18 mesi
Ci eravamo dimenticati di raccontare della nuova condanna Aung Suu Kyi ad altri 18 mesi di carcere dopo essere stata dichiarata colpevole di aver infranto gli arresti domiciliari. Simone Siliani le dedica il suo nuovo blog ricordandoci che:
un tempo, i partiti da cui molti di noi provenivano, avrebbero costruito una campagna di sensibilizzazione politica, avrebbero organizzato manifestazioni (oggi andrebbero bene anche quelle telematiche), presidi, tavole rotonde, iniziative di solidarietà. Oggi, invece, siamo tutti arrotolati nelle nostre beghe interne, a definire regolamenti per governare la vita interna del partito [...]
esiste anche la politica e questo riguarda noi, il PD.
Inserito in Pd
Dubbi
Va bene la paura del nuovo. Va bene l’odio del giornalista televisivo nei confronti del mezzo che gli sta pian piano erodendo l’audience. Va bene il timore del potere per la rete, che resta fuori dal quasi-monopolistico controllo mediatico. Ma fare un servizio del TG2 (12 agosto, ore 13) interamente dedicato alle insidie di internet, chiudendolo con le istruzioni per disiscriversi da Facebook, è legale? Il servizio pubblico può danneggiare impunemente qualunque azienda privata?
[DA]
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Le tre mozioni PD sul Mezzogiorno
(di Giuseppe Veltri)
Ad una prima lettura veloce delle mozioni, sono tutte condivisibili, pongono l’attenzione su uno sviluppo endogeno nel Meridione, aiutare la nascita di un tessuto economico che non sia temporaneo. Tutte e tre le mozioni fanno della lotta alla mafie una priorita’. Sia Franceschini che Bersani propongono il ritorno al credito d’imposta, Bersani pone maggiore attenzione di Franceschini sulla necessaria riforma dell’amministrazione pubblica e dello stato come strumento per avere una presenza dello stato efficace anche nel Sud.
Entrambi pero’, fanno poca autocritica su cosa e’ diventato il PD nel Sud. Nelle regioni meridionali vengono appoggiati da Loeiro (Bersani), Bassolino (Bersani), Adamo (Franceschini). Tutti politici compromessi da vicende di corruzione delle loro giunte o persino coinvolti personalmente. Tutti esempi di una governance fallimentare e grottesca. A parte il caso di Bassolino e dei rifiuti, pochi conosco il bilancio fallimentare di Loiero in Calabria, con esempi che vanno dai depuratori sotto sequestro ed assessore all’ambiente sotto inchiesta sino a al finanziamento di alcuni milioni di euro alla nazionale di calcio italiana presumibilmente per migliorare l’immagine della Calabria nel mondo (grazie a qualche biglietto).
La mozione di Marino ha un taglio leggermente diverso, pone al centro la questione del ruolo del PD nella societa’ meridionale, il tornare ad essere attore di trasformazione sociale perche’ si ribalta la logica secondo cui lo sviluppo economico portera’ automaticamente una societa’ meridionale migliore (quindi piu’ meritocratica, aperta, civile, onesta). Nella mozione Marino, il PD non si accontenta di fare il necessario per lo sviluppo economico, le arcinote carenze infrastrutturali, gli sgravi per le imprese, ecc. Pone al centro il suo essere un attore con un etica diversa dal malcostume locale. Nella mozione Marino non ci accontenta del pragmatismo ma si chiede non solo uno sviluppo economico ma anche sociale ed etico al meridione. Questo perche’ l’attuale stato della societa’ meridionale, con tutte le sue diversita’, ha rappresentato un ostacolo formidabile ad ogni tentativo di sviluppo.
Non mi faccio molte illusioni. Nel Sud, le mozioni Bersani e Franceschini, totalmente appoggiate dall’apparato, raccoglieranno la maggioranza dei consensi. Eppure, il tentativo di Marino non puo’ che avere il mio appoggio.
Inserito in Verso il congresso
Etichette Bersani, confronto, franceschini, marino, mezzogiorno, veltri
