Archivio Mensile: settembre 2009

Il teatrino

di Francesco Costa

È un buon segno. Prima era un borbottio di pochi, ora sento o leggo sempre più spesso cose come queste:

ogni tanto sarebbe bello stimarne almeno uno di ’sti chiunque qua. ché un pezzo di pasolini è una roba per cui mi farei anche sparare. dovessi morire per santoro, luttazzi o la oppo, francamente, ci avrei della malinconia.
(Cristiano Valli, La crociata dei mediocri)

Ci risiamo. Ancora una volta per ragioni politiche alcuni difendono con sincera preoccupazione una trasmissione che non fa ridere in nessuna sua parte, non presenta un’idea nuova né una vecchia ma buona (salvo Zoro, sempre ottimo), non fa pensare per un millisecondo niente di diverso da “Che due palle, ma se li chiude siamo in dittatura!”
(Matteo Bordone, su Friendfeed)

Si tratta solo di due esempi recenti, come questi ce ne sono a decine. Lo stesso ragionamento, identico, si può applicare a gran parte della classe dirigente della sinistra italiana e ai miliardi di rospi ingoiati dai suoi elettori perché “bisogna battere Berlusconi”. Dopo quindici anni possiamo dirci, in tutta franchezza, che non ha funzionato: ci siamo tenuti sia i mediocri che Berlusconi. Io penso che siano uno l’assicurazione sulla vita e la stampella dell’altro: penso che la presenza di Berlusconi ha consentito a un esercito di mezze figure di restare in sella ben oltre quanto avrebbe meritato, penso che la presenza di quest’esercito di mezze figure abbia consentito a Berlusconi di fare il bello e il cattivo tempo, di saltare di scandalo in scandalo, di processo in processo, senza perdere un briciolo di popolarità, e anzi guadagnandone. Provate a criticare Berlusconi, e lui vi dirà che è sempre meglio lui di quelli che stanno dall’altra parte, “i comunisti”. Provate a criticare chi ha guidato la sinistra, e loro vi diranno che sempre meglio loro di quelli che stanno dall’altra parte, cioè Berlusconi. E così via, per l’eternità.

Ora, abbiamo due strade: continuare così, a tenerci quello che passa il convento, a non fare il passo più lungo della gamba, a non dire o fare cose troppo avanzate, ché il paese non capirebbe e “ora non è il momento” (non è mai il momento, d’altra parte), e continuare a tenere in piedi questo gioco delle parti. Oppure possiamo mettere un punto e andare a capo, limitarci a fare le battaglie giuste per le ragioni giuste con le persone giuste, mollando definitivamente battaglie sbagliate, ragioni sbagliate, persone sbagliate. Non è detto che si vinca, in questo modo. Ma almeno si gioca.

Primarie vere e sempre

Oggi finisce la fase di votazione riservate agli iscritti. Da domani si entra nel vivo con la campagna per le primarie del 25 ottobre.

Forse è per questo che si sono risvegliati gli amici di “Primarie vere, primarie sempre”.

Il prossimo passo è la dogana

Il governo italiano considera un problema “rilevante” la partecipazione della società spagnola Telefónica in Telco, la finanziaria che controlla il 24,5 per cento di Telecom Italia. Secondo il viceministro allo sviluppo economico, Paolo Romani, Telecom dovrà risolvere questo problema per garantire l’italianità delle sue infrastrutture. Le parole di Romani confermano la posizione protezionista e preoccupante del governo italiano.

El Pais, via Internazionale

Ma va?

Effetto congresso: Franceschini abbandona la Binetti e Rutelli minaccia scissioni.

La tassa Santoro

di .Mau.

A me Santoro non piace, ma non mi piace nemmeno Vespa, Sanremo, Miss Italia, i quiz in preserale e così via. Però mi piacerebbe sapere quanti di coloro che hanno firmato le petizioni feltriane abbiano fatto un piccolo ragionamento. Gli spot pubblicitari hanno da un bel po’ di tempo un valore (e quindi un costo) diverso non solo a seconda della fascia oraria e del canale, ma anche della trasmissione in cui verranno mandati in onda. AnnoZero è una trasmissione (a) schierata (b) con un ampio pubblico (c) che è più difficile da catturare su una televisione generalista, quindi posso immaginare che sia un target appetibile: non per chi vuol venderti Hummer, ma per tante altre aziende sì. Il tutto significa che per quanto Santoro possa costare, immagino che il risultato economico netto della trasmissione – anche considerando la quota parte di costi fissi della struttura – sia di gran lunga positivo. Il che è anche doveroso, del resto, visto che il “servizio pubblico” di cui si riempiono tutti la bocca deve anche produrre e trasmettere programmi che sono sicuramente in perdita (a parte le tribune elettorali…) Insomma, non c’è una “tassa Santoro” nel senso di soldi che noi paghiamo, ma al limite nel senso che occorre che la Rai lo mandi in onda per avere i soldi e poter mostrare la consegna delle case regalate dai trentini agli abruzzesi.

Si accettano scommesse

Ad armi pari

Martinelli (coordinatore della mozione Marino per la Lombardia) prende il coraggio a due mani e querela Berlusconi.

Civati-D’Alema 4-3: il video

Franceschini non è più segretario

Quelli che “noi abbiamo esperienza” si lasciano andare in dichiarazioni per lo meno azzardate. Penati, coordinatore della mozione Bersani, ritiene che con il voto dei soli iscritti si abbia già il segretario, evidentemente.

[Update: dopo la reazione di Marino, Bersani sconfessa il suo coordinatore, dando prova della fantastica eterogeneità di linee di pensiero che vige nella sua mozione, e che continuerà a vigere nel partito nel caso in cui questa mozione dovesse risultare vincente]

Senza una donna

Può capitare di essere un militante del Pd, e di girare i circoli della provincia di Caltanissetta. Può capitare di dover ricordare che le liste dei delegati alle convenzioni superiori devono essere composte per metà da donne, in alternanza. Può capitare di assistere a scene di panico e proteste degli esclusi di genere: «Ma le donne non ci sono…»”.

Peppe Provenzano su L’Unità