Possibile che nei cinquanta giorni in cui una persona smette di mangiare, perde 21 chili, non si regge in piedi, inizia a vomitare acidi, non riesce nemmeno a tenere in mano una penna, eccetera, possibile che non passasse da lì nessun paladino dell’idratazione e dell’alimentazione forzata, nessun Quagliariello e nessun Letta, nessun cardinale e nessun vescovo?
Così Francesco Costa a proposito della morte di Mbarka Sami Ben Garci, che con lo sciopero della fame protestava in carcere rivendicando la propria innocenza.