Archivio Mensile: ottobre 2009

Risultati (quasi) ufficiali

Ancora solo 73% dei seggi scrutinati: Bersani 53%, Franceschini 34%, Marino 12%

Per chi vuole iniziare a ragionare sui dati, Termometro Politico pubblica una bella analisi del voto stratificata per età mentre Repubblica ci offre i risultari regione per regione.

A livello di candidature regionali, interessante il caso della Sicilia, con ballottaggio fra Lupo (mozione Franceschini) e Lumia (indipendente), rispettivamente col 39,3% e il 31,7% delle preferenze.

Per il resto, facciamo nuovamente auguri di buon lavoro al nuovo segretario. Ne avrà bisogno.

Ci siamo (quasi)

Pd, Rutelli pensa al futuro “Con Casini e non da solo” – Politica – Repubblica.it.

Si riparte

BERSA77_169Ancora non sappiamo esattamente quali saranno i numeri definitivi dei questa consultazione, intanto il primo dato che emerge come determinante è l’enorme ed inaspettata partecipazione alle primarie. Questo, dovrebbe far riflettere molto sull’opportunità di rivedere il sistema di scelta del segretario. La primarie, contestatissime nei congressi di circolo, riemergono come le fondamenta su cui è costruito il Partito Democratico ed ora che si sono rivelate ancora solide difficilmente verranno demolite.
Dunque, il PD resterà ancora il partito che “affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali.”

Soprattutto ll PD resterà ancora un Partito, inteso come una comunità di persone che condividono dei valori. Franceschini, una volta consegnata la vittoria nelle mani di Bersani ha allontanato la battaglia campale che si profilava all’orizzonte e che avrebbe visto probabilmente l’Assemblea nazionale chiamata a decidere le sorti della segreteria con una probabile compravendita di tessere piuttosto che con un vero confronto di idee.
Oggi siamo più forti, per la responsabilità dimostrata dal segretario uscente, per la disponibilità del nuovo segretario.
Siamo più forti perché il PD ha saputo essere aperto a persone nuove ed idee radicali che hanno raccolto un forte consenso intorno alla candidatura di Iganzio Marino.
Siamo più forti per aver dimostrato di essere ancora capaci di un forte consenso ed una forte mobilitazione nel paese.
[Francesco C.]

Pier Luigi

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Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico. L’affluenza, ancora non confermata, sembrerebbe avvicinarsi ai tre milioni di elettori. Franceschini ha “concesso” al nuovo segretario prima dell pubblicazione dei dati definitivi. Questi vedrebbero confermati i dati dei congressi di circolo con un forte aumento per il terzo candidato, Ignazio  Marino.

Silenzio elettorale

Urne aperte. Buone primarie a tutti, sperando non siano le ultime.

Perché non voterai alle primarie?

di Alessandro Gilioli

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1. «Perchè non sono del Pd». Neanch’io, anzi alle europee ho votato altrove. Ma se vogliamo mandare a casa la cricca del Cavaliere, serve anche un forte partito d’opposizione come il Pd. E andare a votare alle primarie – scegliendo uno dei tre candidati o al limite lasciando la scheda bianca – è un modo per dire al premier che un forte partito d’opposizione in questo paese esiste, è forte ed è radicato (o sta radicandosi).

2. «Perché il Pd fa schifo». Giudizio drastico, ma diffuso tra quelli che vorrebbero un partito vero e non un ectoplasma. Tuttavia un basso numero di votanti alle primarie lo renderebbe ancora più ectoplasmatico e debole, mentre un successo delle stesse sarebbe una discreta iniezione di vitamine (trattandosi di un neonato malaticcio, ne ha parecchio bisogno) e, allo stesso tempo, il segno di un controllo da vicino da parte dell’elettorato. Statene certi, con pochi votanti alle primarie il Pd farebbe ancora più schifo, e i suoi apparati ne farebbero carne di porco.

3. «Perché è meglio Di Pietro». Parere lecito, ma l’Idv da sola non costituirà mai un’alternativa a Berlusconi: che si può immaginare invece solo con un Pd robusto. E la futura robustezza di un’alleanza alternativa a Berlusconi dipende anche da quanta gente andrà a votare alle primarie del Pd (sotto la stessa voce: «Perché è meglio Grillo», «perché è meglio Ferrero» etc).

4. «Perché tanto non serve a niente». Può darsi, ma allora rinunciamo a tutto, però: anche a sperare di consegnare ai nostri figli un’Italia migliore dell’autocrazia peronista del Cav. Insomma, d’accordo, non è detto che serva a qualcosa, ma nella vita bisogna sempre provarci, sennò si è morti dentro.

5. «Perché non mi piace nessuno dei tre candidati». Anch’io penso che tutti e tre abbiano dei difetti. Ma penso anche che uno qualunque dei tre a Palazzo Chigi andrebbe meglio di Berlusconi. E, visto che difficilmente a Palazzo Chigi posso mandare il mio avatar e dato che il Pd è invece la maggiore forza d’opposizione, spero che uno dei tre (o un altro del Pd) mandi a casa il Cavaliere.

6 . «Perché sono tutti stronzi (quelli del Pd)». Dissento, ci sono stronzi e non stronzi, come in tutte o quasi le organizzazioni. Credo che quindi si possa individuare quello che ci pare meno stronzo e votarlo. Se poi tutti e tre ci sembrano invotabili, ricordiamoci che probabilmente è il Pd nel suo complesso a essere meno stronzo del Pdl, e quindi andiamo lo stesso ai seggi.

7. «Perché il Pd non dà alcun fastidio a Berlusconi». In effetti, finora, il Pd non ha dato granché fastidio a Berlusconi. Ma secondo voi domenica sera Berlusconi è più contento se vanno a votare alle primarie 300 mila cittadini o se ci andiamo in tre milioni? Dopodichè, chiunque venga eletto, gli si starà con il fiato sul collo perché non ripeta le penose esperienze del passato.

8. «Perché tanto vince D’Alema che è un inciucione, e queste primarie sono una farsa». Intanto non è detto, ci sono due candidati che sfidano quello di D’Alema. Dopodiché, anche se vincesse Bersani, tanto maggiore sarà il risultato degli altri due candidati tanto più difficile sarà per D’Alema ritentare vecchi inciuci. Quanto alla farsa, no, non è vero: il Pd è l’unico partito in Italia che fa scegliere il suo leader agli elettori: quindi far vedere che tanta gente partecipa è uno monito a non seppellire questo grande strumento democratico ed è un modello per gli altri partiti – non solo di destra – che col cazzo che aprono democraticamente alle primarie.

9. «Perché il Pd non ha fatto la legge sul conflitto d’interesse». Vero, ma non è che se il Pd domani non c’è più – o è ridotto all’osso – qualcun altro la farà. Inoltre, a forza di rompergli le scatole, tutti e tre i candidati del Pd hanno messo il conflitto d’interessi nelle loro intenzioni: poi bisognerà stargli dietro, se mai tornassero al governo, perché la facciano davvero.

10. Perché quelli del Pd sono deboli e assenteisti. Vero, molto vero. Deboli lo sono stati dalla nascita, con l’infausta politica del “dialogo” con il Cavaliere. Assenteisti lo sono stati spesso, e in questo blog non si è mancato di farlo notare. Ma credo che non partecipare al maggior evento democratico del maggior partito d’opposizione significhi indebolire ancora di più l’opposizione, oltre che far sentire il Pd meno controllato dal suo elettorato. E poi potremo stimolarlo, frustarlo e incazzarci con il Pd solo se diamo l’impressione di esserci, come base.

Se scompariamo tutti, è finita, e il Cavaliere brinda.

E poi dicono che son tutti uguali

Marrazzo lascia, dopo esser stato vittima del ricatto di 4 carabinieri. Sarà troppo sperare che anche un altro con un ruolo ancora più importante e situazioni ben peggiori segua il suo esempio?

Una “battaglia di rinascita”

di Roberto Malvezzi

Sono stato sorpreso della compattezza delle posizioni e delle idee che legano di sostenitori di Marino; una compattezza e una “similarità” che mi hanno fatto riflettere, soprattutto perchè riguardano in grande parte una fascia giovane -non giovanissima- di elettorato.
Persone cresciute ed educate a credere, come molti dei loro coetanei europei, di vivere in un paese che potesse offrire loro le stesse opportunità che negli altri paesi europei; a credere che l’impegno, la fatica, la passione, l’entusiasmo, l’onestà, la qualità, la cultura, la serietà, il rigore, e aggiungo, la condivisione di idee ed obiettivi, servissero a costruire percorsi di vita soddisfacenti per noi, ma anche per la società nella quale viviamo. Alla nostra generazione, questo invece è stato tolto; questa fiducia nel mondo, e nella politica così come oggi è strutturata in Italia. E’ una perdita non da poco, per chi crede di poter dare tanto, e avendo viaggiato, studiato e conosciuto le realtà estere, ha capito di non essere affatto da meno di chi in quei paesi è oggi protagonista di una vera e propria “rivoluzione culturale” di portata vastissima, che non abbraccia soltanto l’Europa, ma molti paesi ad essa affini, quali il Canada, l’Australia e per certi versi, gli Stati Uniti. Leggi l’articolo completo

Due passi nel futuro

Puntuale, e assolutamente previsto, arriva l’endorsement del nostro ex coordinatore per Ignazio Marino.

Chi sarà il primo esponente del circolo a endorsare Bersani o Franceschini?

Segnalatecelo in redazione

Questa storia un senso non ce l’ha

Alcuni faziosi accusano Bersani di voler riportare le lancette indietro di 10 anni. Si sbagliano. Con la candidatura di Giusi La Ganga si ritorna in piena Prima Repubblica, ai socialisti craxiani e alle loro tangenti.