Archivio Mensile: dicembre 2009

Addio anni zero

Forse ci libereremo finalmente dai protagonisti del secolo scorso, chissà…

Botte di capodanno

Emiliano rinuncia alle primarie se non arriva la deroga per candidarsi alle regionali pugliesi senza dimettersi da sindaco di Bari.

La frase peggiore del 2009?

Chi l’ha sparata più grossa? Berlusconi o Ghedini? Bossi o la Santanchè? Scegli la dichiarazione politica peggiore del 2009, sul sito de L’Espresso.

Cattivi pensieri di fine anno

D’Alema visto da Anellidifumo:

Quello che era contrario alla Svolta della Bolognina, quello che ha risuscitato politicamente Berlusconi, quello che ha dato finanziamenti pubblici alle scuole private, quello che ha detto “il conflitto d’interessi? Berlusconi se lo deve risolvere da sè”, quello che ha partecipato di persona alla beatificazione del fondatore dell’Opus Dei, quello che ha ideato una Bicamerale nella quale passava il presidenzialismo, quello che ha affossato Prodi; insomma, quello intelligente del PD)

Il PD visto da Popolino:

Diceva un tale che tutti mangiano i würstel, ma nessuno vuole sapere cosa c’è dentro. Cioè, nel profondo ce lo si chiede, ma poi si preferisce ignorare la domanda e continuare a ingozzarsi[...]

La prima cosa è la forma: puoi macellare tutte le creature dell’arca ma non troverai mai una roba fatta a forma di würstel. Quando questo pianeta sarà morto e carbonizzato a futuri visitatori alieni basterà trovare un singolo würstel fossile per capire che qui una volta esistevano forme di vita intelligenti. Quanti polifosfati, però, ecco perché si sono estinte.
La segreteria würstel, quindi, in natura non esiste: non troverete nessuno, là fuori, fuori dalle tante forme dirigenziali del Pd, in grado di sostenere che confermare il vecchio segretario dopo tutte le sconfitte amministrative, con tutto quello che si prepara in politica, e le elezioni regionali alle porte, sia una buona idea. Però intanto passate la senape.
Credo ci sia una lezione, in tutto questo, ed è: quello che succede in macelleria resta in macelleria. Un gattino è finito dentro il tritacarne? Non importa, vuoi mica buttar via tutta una partita. E poi, insaporisce. La carne è rancida? Fa niente, bastano pochi grammi del giusto mix di aromi e anche il fango sa di filet mignon: è per questo che l’azienda spende tutti quei soldi in prodotti chimici. A fine giornata, ci sono addetti che raccattano gli scarti, i würstel venuti un po’ storti, li portano a casa e li danno da mangiare ai figli. Quelli sono impiegati modello, c’è poco da fare. Faranno carriera, sempre che non arrivino i Nas a chiudere l’azienda.
In ogni caso, mai e poi mai fermare qualcuno che sta per addentare un salsicciotto dicendogli “tu non hai idea delle schifezze che ci sono dentro”. Semplicemente, non si fa, non si danneggia la ditta. Quando sono entrato in azienda e me l’hanno spiegato evidentemente ero distratto, perché se mi guardo indietro credo proprio di aver rivelato una serie di segreti industriali che non dovrebbero mai arrivare oltre i cancelli della fabbrica.
Partivo dall’idea che si possono produrre alimenti genuini, che gli ingredienti sono già tutti in casa, e che per quanto i consumatori siano a volte pecoroni è da un po’ di tempo che i nostri würstel li schifano e ce li tirano dietro. Ma è durissima, sapete. La riconversione industriale non è uno scherzo, terrorizza i padroni e spaventa anche gli operai, abituati a fare lo stesso lavoro da tutta una vita. Non hanno torto: produrre un prosciutto crudo d’eccellenza è un casino, mentre nei würstel ci puoi ficcare dentro qualsiasi cosa, e saranno lo stesso commestibili.
Io però quella roba non la mangio.

A “reti” unificate

Apriamo le porte del Quirinale ai tanti utenti dei nuovi media non solo per ampliare e rendere sempre più efficienti e moderni gli strumenti della nostra comunicazione ma anche per promuovere e favorire un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini. Le nuove tecnologie non conoscono né barriere né frontiere. Ci incontreremo in questo spazio per costruire, insieme, occasioni di partecipazione alla vita democratica.

Giorgio Napolitano

2009 addio

Con tre simboli in un anno per Sinistra e Libertà.

Berlusconi’s Blunders: A Year Of Unforgettable Moments

Il peggior momento berlusconiano dell’anno si vota su The Huffington Post, vergognandosi di essere governati da quest’uomo.

Scusi, ha da accendere?

dal blog di Vittorio Zucconi

Magra consolazione, certamente, ma ho l’impressione che il Servizio Reclutamento e Addestramento di al-Quaeda debba essere un po’ in crisi, se devono ricorrere a qualcuno che il padre stesso aveva ripetutamente denunciato alle autorità,cerino a diabolici esperti di esplosivi che non riescono a costruire un detonatore che funzioni e a un assassino imbranato che si dà fuoco alle palle nel tentativo di far esplodere una carica tra le gambe, nascondendosi sotto una coperta. Ovviamente, basta un idiota male intenzionato per fare molto danno, o un taglierino per dirottare aerei, perchè i cosiddetti servizi di sicurezza, quelli che molestano anziane signore inferme negli aereoporti perchè indossano reggiseni con anima di metallo e madri di neonati con il biberon, sono – come qui si sostiene da tempo – un teatrino organizzato per calmare i gentili viaggiatori. In pochi giorni abbiamo visto il fallimento dei 50 agenti 50 che avrebbero dovuto proteggere Berlusconi e neppure si sono accorti che qualcuno lo stava usando in stile “tre palle un soldo”, dei salva Papa che hanno faticato a bloccare una povera donna fuori di testa e ora della catena di controlli sui voli aerei, una catena che vale soltanto come il proprio anello più debole, dunque assai poco. Ma chi gestisce questo colossale apparato di sicurezza globale, Trenitalia?

“A questo punto le primarie le chiedo io”

Mentre arrivavano i racconti di riunioni decisionali incapaci di decidere e pragmatici consigli su come uscire dal pantano, la situazione pugliese sembra tenda a sbloccarsi con Emiliano stesso a chiedere le primarie, pur chiedendo in cambio di poter modificare la legge regionale per candidarsi senza dimettersi da sindaco. Nelle altre regioni, intanto, la situazione continua ad essere delle peggiori.

La roulette russa delle carceri italiane

E con questo fanno settanta soltanto nel 2009, cioè più o meno uno ogni cinque giorni.

E’ una strage in piena regola che si consuma nell’indifferenza generale: come se il fatto che qualcuno abbia compiuto un reato, e quindi si sia meritato giustamente la galera, autorizzi a pensare che delle sue condizioni di vita ci si possa allegramente disinteressare, anche se sono così disumane da indurlo ad ammazzarsi.

Il che equivale a dire che in Italia c’è la pena di morte, in una forma ancora più grave (se possibile) di quanto avviene nei paesi in cui essa è formalmente in vigore, perché non viene comminata da un giudice sulla scorta della gravità del reato compiuto, ma tocca in sorte ai singoli individui a seconda della loro capacità di sopportare il degrado in cui sono costretti a vivere, a prescindere dal crimine di cui si sono macchiati.

In simili condizioni uno stato depressivo, un momento di debolezza, perfino un attimo di scoramento possono risultare fatali: una vera e propria roulette russa, che il boia rimane a guardare pasciuto e indifferente, limitandosi ad un’indolente conta dei caduti.

Senza nemmeno l’incombenza di affilare l’ascia.

(da Metilparaben)