La terra dei cachi

riflessione notturna di Gianni Biondillo

In questi giorni di furibonde discussioni sulla legittimità o meno di credere che il senso di appartenenza ad uno schieramento politico-culturale sia obbligo morale o farragine del secolo scorso, in questo paese dove l’inciucio pare regnare supremo, dove “destra o sinistra sono tutti della stessa pasta”, del “Italia sì Italia no, se famo du spaghi”, del “volemose bbene”, de “la cultura non ha colore”, etc. etc., fortunatamente ci pensa la politica locale, quella di un consiglio comunale della grande metropoli padana, a rammentarmi, laddove l’avessi dimenticato, da che parte stare.
A Pieve Emanuele, periferia sud di Milano, l’alata discussione consiliare viaggia su livelli iperuranei. Per fare un esempio: a detta del capogruppo di Alleanza nazionale -PDL, “Saviano e Cavalli fanno business a spese nostre, visto che la scorta è pagata dai contribuenti”, anche per questo è giusto negare loro la cittadinanza onoraria.
Per saperne di più, qui.
Per riascoltare il vero inno nazionale italiano, qui.

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