Eppure, un sindacato che non volesse sentirsi condannato al lento e inesorabile declino (ormai solo il 19% dei lavoratori attivi nel settore privato sono sindacalizzati) dovrebbe cogliere al volo i nuovi bisogni di rappresentanza economica anche fuori dagli schemi del passato. Le occasioni, infatti, non mancherebbero per costruire un sindacalismo universalista: c’è un altro sciopero “anomalo”, là fuori, che aspetta solo di essere organizzato, da mobilitatori capaci, per ottenere diritti negati, salari e condizioni dignitose: quello dei lavoratori precari.
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