
da Piovonorane
Ok: occorre stare lontano da ogni demagogia, e si sa che i politici non sono tutti uguali – come del resto i giornalisti, i meccanici d’auto, i fruttivendoli eccetera.
E però, chiacchierando l’altro giorno con un ex parlamentare che ora punta a un consiglio regionale (no: non vi posso dire chi è, non essendo stato autorizzato a farlo) questi mi raccontava come, a conti fatti, fare il consigliere regionale sia anche più conveniente che fare il deputato.
Intanto perché si lavora molto meno: due o tre riunioni la settimana, se uno non ha voglia di sbattersi di più, e ciao. Il che permette di portare avanti anche il proprio lavoro precedente, se uno ce l’ha: tipo l’avvocato, il consulente, eccetera.
Secondo, perché non ci si deve sbattere su e giù in aereo dal proprio collegio a Roma, affittando monolocali o camere d’albergo nella capitale: male che vada, si fa pendolarismo in giornata, quei due o tre giorni, fino al capoluogo di regione.
Terzo, perché facendo i consiglieri regionali si porta a casa quasi lo stipendio di un parlamentare, ma di solito le legislature in regione durano tutti i cinque anni, mentre a Montecitorio o Palazzo Madama c’è sempre lo spauracchio delle elezioni anticipate.
Per capirci: un consigliere piemontese porta a casa in media 7-8 mila euro netti al mese, più rimborsi variabili che comunque gli fanno superare i 10 mila (sempre netti), più indennità di fine mandato e vitalizio. Più o meno la stessa prebenda dei colleghi calabresi, nel Lazio un po’ meno e così via: qui il quadro completo nelle regioni in cui si voterà tra poco più di un mese.
Quindi? Quindi niente, la democrazia ha i suoi costi eccetera. Però – visto che alle regionali ci sono ancora le preferenze – cerchiamo di leggerla bene, la lista che abbiamo scelto di votare e di scegliere tra i nomi con molta attenzione, magari spendendo qualche ora in Rete e altrove per informarsi bene.
Come quando si sceglie qualcosa che, appunto, ci costa parecchio.