Archivio Mensile: marzo 2010

Rispondere coi fatti

Ad Arezzo i militanti della Lega Nord distribuiscono nei mercati bustine di sapone liquido con l’avvertenza di “usarlo dopo aver toccato un immigrato”, mentre in provincia la Polizia Municipale invita a non dare confidenza agli stranieri.

A Milano la Lega paga (in nero) gli immigrati per il volantinaggio elettorale, ma intanto la Moratti propone le perquisizioni nelle case, senza mandato, a caccia di clandestini.

E a tutto questo gli studenti stranieri rispondono coi fatti, dimostrando di esser più bravi a scuola dei loro compagni fieramente italiani.

Berlusconi: “Quando demolii la cascina”

Uno dei…

Diamo i numeri (contro i pregiudizi)

Da un’indagine di Tito Boeri per la Fondazione Rodolfo Debenedetti:

Il 40% di chi non ha il permesso di soggiorno guadagna meno dei 5 euro l’ora, mentre tra i regolari la percentuale scende al 10%.

Gli immigrati irregolari continuano a venire in Italia perché trovano facilmente lavoro, anche senza permesso di soggiorno.

Le morti bianche aumentano tra gli stranieri (+8%) e calano tra gli italiani.

Gli infortuni: 3,9% tra gli italiani, 4,4% tra gli stranieri. Secondo il dossier Caritas/Migrantes, gli infortuni occorsi agli stranieri sono il 16,4% del totale (gli stranieri costituiscono il 7% della forza lavoro).

Dei regolari, lavora l’88,2%, degli stranieri in attesa di permesso di soggiorno l’81,6%, degli irregolari tout court il 65,8%. I cosiddetti ‘clandestini’, quindi, lavorano in quasi 4 casi su 5 e non sono ‘criminali’, ma lavoratori in nero.

Eat my shorts, Michelle

da Distanti Saluti

Mentre noi eravamo tutti presi dal passaggio della riforma sanitaria, è successa un’altra cosa di cardinale importanza per la presidenza Obama: nella puntata andata in onda ieri sera su Fox, è scesa in campo a difesa di Lisa Simpson – e di tutti i secchioni – niente meno che la First Lady degli Stati Uniti d’America!

Qui potete scaricare l’intera puntata.

Left Wing

Mentre in Francia la Gauche vince 21 a 1 le regionali, in USA Obama fa approvare, dopo un tortuoso percorso, la Riforma sanitaria.

Ora tocca a noi.

Giulio, l’ottimismo è il profumo della vita

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Secondo voi è normale che il Ministro dell’Economia dica: “Questa volta lascio, lascio davvero”, aggiungendo poi “ finiremo come la Grecia ” ? Normale o anormale che sia, l’ha fatto.

(Pietro Raffa)

Perché ci tengono tanto

celori

da Piovonorane

Ok: occorre stare lontano da ogni demagogia, e si sa che i politici non sono tutti uguali – come del resto i giornalisti, i meccanici d’auto, i fruttivendoli eccetera.

E però, chiacchierando l’altro giorno con un ex parlamentare che ora punta a un consiglio regionale (no: non vi posso dire chi è, non essendo stato autorizzato a farlo) questi mi raccontava come, a conti fatti, fare il consigliere regionale sia anche più conveniente che fare il deputato.
Intanto perché si lavora molto meno: due o tre riunioni la settimana, se uno non ha voglia di sbattersi di più, e ciao. Il che permette di portare avanti anche il proprio lavoro precedente, se uno ce l’ha: tipo l’avvocato, il consulente, eccetera.

Secondo, perché non ci si deve sbattere su e giù in aereo dal proprio collegio a Roma, affittando monolocali o camere d’albergo nella capitale: male che vada, si fa pendolarismo in giornata, quei due o tre giorni, fino al capoluogo di regione.

Terzo, perché facendo i consiglieri regionali si porta a casa quasi lo stipendio di un parlamentare, ma di solito le legislature in regione durano tutti i cinque anni, mentre a Montecitorio o Palazzo Madama c’è sempre lo spauracchio delle elezioni anticipate.

Per capirci: un consigliere piemontese porta a casa in media 7-8 mila euro netti al mese, più rimborsi variabili che comunque gli fanno superare i 10 mila (sempre netti), più indennità di fine mandato e vitalizio. Più o meno la stessa prebenda dei colleghi calabresi, nel Lazio un po’ meno e così via: qui il quadro completo nelle regioni in cui si voterà tra poco più di un mese.

Quindi? Quindi niente, la democrazia ha i suoi costi eccetera. Però – visto che alle regionali ci sono ancora le preferenze – cerchiamo di leggerla bene, la lista che abbiamo scelto di votare e di scegliere tra i nomi con molta attenzione, magari spendendo qualche ora in Rete e altrove per informarsi bene.

Come quando si sceglie qualcosa che, appunto, ci costa parecchio.

Radio Padania: “Purtroppo gli immigrati conoscono la legge e non si lasciano trattare come noi vorremmo”

(dal blog di Daniele Sensi audio in calce al post)

Ogni volta che c’è da varare una vessazione in più che vada a colpire i migranti (per cercare di rendere loro la vita impossibile, giacché a scacciarli tutti non vi si riesce e a caricarli in massa sui carri bestiame si rischierebbe di insospettire gli osservatori internazionali), la Lega attacca col ritornello del “noi lavoriamo per un’integrazione che passa dalla condivisione dei valori iscritti nella nostra Carta costituzionale”. L’ultimo esempio, l’introduzione del permesso di soggiorno a punti. Un provvedimento che, a detta del ministro Maroni, non sarebbe improntato a tentazioni xenofobe, bensì ad un percorso di riconoscimento reciproco fatto di diritti e di doveri.

Peccato che quando si passa dalle arene istituzionali o televisive a spazi mediatici più ristretti e confidenziali -là dove non si tratta più di guadagnare consenso ma di rassicurare quello già conquistato- il discorso cambi. Ed allora dai migranti non si pretende più la conoscenza “delle regole civili del nostro paese”. O almeno non di quelle che possano tornare loro utili. Perché un migrante consapevole dei propri diritti rappresenta un intollerabile affronto, un insopportabile ostacolo ai progetti di pulizia di certi amministratori locali.

Incalzato dagli ascoltatori che si lamentano di come di immigrati, in Italia, ce ne siano ancora troppi, un conduttore di Radio Padania risponde proprio così, che quelli purtroppo conoscono i propri diritti e che “ad esempio, quando c’è un campo nomadi da sgomberare noi arriviamo lì, ma loro, chissà com’è, sanno che, se il terreno è di proprietà, per procedere con lo sgombero ci vorrebbe prima la richiesta del proprietario”. E dannazione a quei sindacati e a quelle associazioni cattoliche che li aiutano “informandoli esageratamente” sulle leggi in vigore.

Ascoltare per credere:

Ennesimo esempio del doppio linguaggio leghista, di quella tecnica della dissimulazione che il Carroccio è solito rimproverare ai musulmani ma che invero la Lega è la prima a praticare.

Lo scassaminchia