Archivio Mensile: aprile 2010

Dalla seconda Repubblica al Sacro Romano Impero

Denis Verdini ammette che il PdL non è un partito, ma un patto. Chi ne esce, deve morire o scappare via.

E questo patto feudale, fa notare Giulia Bongiorno, può essere sciolto solo da chi ha un altro mestiere per vivere, e non deve per forza assecondare il padrone.

A meno che non diventino realtà le promesse dei regni confinanti e di un popolo che, sembra, approverebbe.

Sempre che Fini la smetta di “parlar difficile”, però. Dopo 20 anni di Berlusconi e Bossi gli elettori di destra hanno bisogno del vocabolario per capire un discorso di livello superiore alla terza elementare…

…e, purtroppo, anche il disincanto

Dopo le dimissioni di Ciampi, motivate da diplomatiche ragioni di stanchezza, anche Zagrebelsky, Gregoretti e Dacia Maraini meditano di lasciare il comitato dei garanti per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, liberando quell’impotente consesso dal peso ingombrante della cultura. Perché a questo dovevano servire i festeggiamenti: a restituire agli italiani un minimo di conoscenza della propria storia. Ci si può dividere fra sabaudi e borbonici, unitari e federalisti, partigiani e repubblichini. Ma solo dopo aver saputo chi diavolo fossero tutti costoro. E cosa potrà mai saperne chi, come Bossi jr, afferma che «il tricolore identifica un sentimento di 50 anni fa», cioè gli Anni Sessanta, periodo di contestazioni studentesche nel quale il tricolore era semmai disprezzato come feticcio borghese? O quel sindaco veneto che per la festa della liberazione dal nazifascismo (1945) vorrebbe sostituire «Bella ciao» con le canzoni del Piave che gli alpini cantavano durante la prima guerra mondiale (1915-18)?

L’ignoranza è la dannazione d’Italia dal giorno della sua nascita. La novità è che adesso la si esibisce con orgoglio, recitando quattro frasi lette su un opuscolo. Come la storia di ogni altra nazione, la nostra ha ospitato orrori ed eroi, la deportazione dei briganti meridionali nelle fortezze alpine, ma anche il sacrificio di tanti giovani morti con l’Italia sulle labbra. Meriterebbero di essere ricordati con più rispetto: per la lingua e la memoria di un Paese che non farà mai i conti col suo passato fino a quando continuerà a oscillare fra il revisionismo e la retorica.

Masimo Gramellini

In questo giorno, una speranza…

L’Anpi ha raggiunto 110mila iscritti, con un boom degli under 30.
Il sindaco di Firenze Renzi ha invitato tutta la giunta all’iscrizione.

Perché per difendere la Costituzione c’è bisogno di lottare ancora.

Opposti fascismi

A destra e a sinistra, oggi

Liberazione

E, mentre noi festeggiamo, la provincia di Salerno nega la Resistenza, il comune di Milano finanzia una commemorazione nazi-fascista e quello di Mogliano Veneto vieta “Bella Ciao”

L’Arizona sfida Obama

Fischi per fiaschi

salvinimat

da Sursum Corda

Matteo Salvini, capogruppo della Lega in Lombardia, martedì ha invitato i tifosi dell’Inter che la sera si sarebbero recati allo stadio, a fischiare i 20 bambini rom che avrebbero sfilato prima del match di Champions con il Barcelona.

Non si è sentito un solo fischio: tutti i tifosi hanno applaudito i piccoli della Casa della Carità.

Lo Sbarco

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale. Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario.

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I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi. In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati. Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam. Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane. E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute. Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova. Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria. Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato. Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio. Creiamo ponti, non muri. È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e. Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento. Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org

Come si dice a Gemonio “fact checking”?

da Piovonorane

Bossi junior smentisce di aver detto che non tifa per la nazionale italiana di calcio. Vanity Fair mette in rete l’audio.

Orienteering

Luca Sofri e Flavia Perina si trovano d’accordo nella difficoltà di trovare differenze… e se fosse semplicemente che il posizionamento politico, oggi, non è più monodimensionale?

[UPDATE: eppure, parole a parte, nei fatti le differenze permangono, eccome]