Archivio Mensile: settembre 2010

Come, cosa, coca?

Dato lo stato dell’informazione nel maggiore TG Nazionale, si diffonde in rete la richiesta di far assumere immediatamente Angelo Ruoppolo al TG1

Dedicato a chi dopo B ci sarà ancora

da Ciwati

Francesca riporta le parole ragionevoli di Enrico. Che quando B sarà fuori dai giochi, avrà ancora tutta la vita davanti.

V o B?

La prateria

da L_Antonio

Nella foto, il direttivo del circolo PD "Change" di Walnut Grove (Minnesota)

Ecco la prateria della sinistra. Quella che, in senso figurato, è spalancata davanti al PD. La disegnano efficacemente Carra e Purignano nel loro Un paese da scongelare: “In Italia i ricchi sono più ricchi, il ceto medio è più povero e i poveri sono molto più poveri”. È il coefficiente Gini a misurare tecnicamente questa distanza siderale tra alto e basso della classifica sociale. L’Italia (indice 35) è al sesto posto mondiale in termini di disuguaglianza, dietro a Messico, Turchia, Portogallo, USA, Polonia. Ovviamente in fondo alla classifica i paesi scandinavi. Volendo misurare in altri termini questa performance di disuguaglianza, basti dire che in Italia il reddito del 10% di popolazione più ricca supera di DODICI volte il 10% di quella più povera. In Messico il rapporto è 45, in Svezia è 6,2. Ancor più in sintesi, il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45% circa del reddito generale. Tra tutte le regioni italiane, quella con maggiore disuguaglianza è il Lazio, la più livellata è il Friuli Venezia Giulia. Cresce intanto il fenomeno dei working poor, e il dato davvero simbolico è la distanza siderale tra il reddito di Marchionne e quello di un suo turnista: il primo guadagna 435 volte più del secondo. E ho detto tutto, direbbe Peppino De Filippo.

La prateria, dicevamo. Da un po’ insistiamo sul tema dell’uguaglianza: di opportunità, redistributiva, senza dimenticare i meriti di ognuno ovviamente. Queste cifre dicono la dimensione di questa prateria, tanto più dopo una crisi devastante come quella dei nostri anni. Se proprio dovessi indicare una ragione viva, concreta, addirittura “personificabile” della sinistra, io mostrerei un pensionato in fila alle poste a raffronto con un evasore in SUV, oppure un operaio alle presse con uno dei tanti Fabrizi Corona in circolazione, o un giovane brillante e colto dinanzi a un figlio di papà che gode dei privilegi della riproduzione sociale dei ruoli, e poi una badante rumena, una donna sottopagata a nero, uno statale a 1.200 euro al mese dopo 30 anni di carriera lavorativa, un’insegnante elementare che insegna in una borgata romana, tutti a confronto con le varie cricche e cricchette di questo paese devastato dal berlusconismo. Qui, in questa rassegna di figure, l’uguaglianza diventa un tema concretissimo, ineludibile, dinanzi al quale nemmeno il PD può chiudere gli occhi. Wilkison e Pickett ci spiegano che “tanto la società malata quanto l’economia malata hanno le proprie origini nell’aumento delle disuguaglianza”.Che cosa si aspetta, allora, a impugnare questa evidentissima ragione della sinistra e a riprendere il cammino interrotto almeno venti anni or sono? Ancora non si sa.

Davide e il PD

da Ciwati

Nel primo libro di Samuele (17, 33), Saul, antico dirigente del Pd, spiega a Davide perché non può affrontare Golia:

Saul disse a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo per batterti con lui, perché tu non sei che un ragazzo, mentre lui è un guerriero fin dalla sua giovinezza».

Ma quale Roma ladrona, siete come tutti gli altri

da Metilparaben

Il fatto che il presidente di un consiglio regionale accusato di uso improprio dell’auto di servizio si autosospenda dal suo partito prima ancora di prendere in considerazione l’ipotesi di dimettersi dall’incarico pubblico che ricopre significa una cosa che sapevamo da un pezzo: in Italia i partiti sono più importanti dei cittadini.
Se il politico in questione è un leghista, tuttavia, possiamo desumere un elemento in più: la Lega Nord, che blatera di voler superare l’egemonia dei partiti a beneficio dei cittadini (con abbondante utilizzo, per non dire abuso, di termini quali “territorio”,”cittadinanza” e “popolo”), quando le conviene è partitocratica tanto quanto gli altri; circostanza peraltro già ampiamente dimostrata dal fatto che l’attuale legge elettorale, che ha rapinato i cittadini della possibilità di scegliere i propri rappresentanti in parlamento per metterla completamente nelle mani dei partiti, sia stata concepita proprio ad opera di un leghista.
Sapete cosa, amici della Lega? Siete esattamente come quelli sui quali sputate veleno da anni, né più e né meno.
Date retta, piantatela: ormai non vi crede più nessuno.

Joe Biden, il guerrafondaio

La rana e lo scorpione

da Risorse, Economia e Ambiente

Uno scorpione doveva attraversare il fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana di farlo salire sulla sua schiena e portarlo sull’altra sponda. La rana inizialmente rifiutò per paura di essere punta mortalmente durante il guado, ma poi si lasciò convincere dallo scorpione che promise di non pungerla perché altrimenti sarebbe morto affogato anche lui. Così la rana, convintasi della sensatezza dell’obiezione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso, e capì di essere stata punta. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese allo scorpione perché si fosse comportato così irrazionalmente. “Perché sono uno scorpione…” rispose l’altro, “E’ la mia natura”.
Ho pensato a questo splendido apologo quando ho letto la protesta delle regioni ed enti locali italiani contro la manovra economica del governo che ha sensibilmente ridotto i trasferimenti dello Stato al trasporto pubblico locale. In questo caso la rana sarebbe rappresentata dallo Stato in tutte le sue articolazioni, che si è messo sul groppone le aziende di trasporto pubblico finanziandone i deficit colossali in cambio di una promessa di miglioramento delle prestazioni gestionali ed economiche del servizio che non potranno mai essere mantenute per la natura stessa della modalità del trasporto pubblico nelle aree urbane italiane, prevalentemente su gomma.
Parafrasando l’apologo della rana e dello scorpione, se lo Stato chiedesse ad un autobus perché continua a costare così tanto, l’ipotetico autobus parlante dovrebbe rispondere “Perché sono un autobus, è la mia natura.”
Infatti, come ho scritto in questo mio precedente articolo, la struttura intrinseca del trasporto pubblico su gomma, caratterizzata da scarsa qualità e confort del servizio, bassa capienza dei mezzi, commistione con il traffico privato, fa sì che le aziende non riescano mai a coprire con i ricavi della vendita dei biglietti, più del 30% dei costi operativi, costringendo le Regioni a finanziare con risorse pubbliche il restante 70%. Per questo, era prevedibile che, di fronte ad esigenze sempre più pressanti ed ineludibili di riduzione del debito pubblico, prima o poi la scure sarebbe calata anche sui finanziamenti del trasporto pubblico locale, obbligando le aziende a scegliere tra due soluzioni entrambe spiacevoli, l’aumento del costo dei biglietti o il taglio dei servizi.
Come ho indicato nello stesso articolo l’unica soluzione per migliorare i conti del trasporto pubblico nei centri urbani sarebbe quella di riconvertirlo alle modalità su ferro (tram, tram – treni), in grado di elevarne le prestazioni gestionali sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. I paesi europei che lo hanno fatto da tempo non sono costretti come l’Italia a rischiare pesanti tagli nel trasporto pubblico e alcuni, come la Germania, addirittura chiedono alle ferrovie di devolvere una parte dei propri utili alle manovre di riduzione del deficit statale.
Nel nostro paese invece, si continua a investire sulla gomma anche nel trasporto pubblico. In particolare, negli ultimi tempi stiamo assistendo in molte città al fiorire di fantasiosi progetti infrastrutturali che utilizzano mezzi denominati impropriamente tram su gomma (in realtà si tratta di filobus a guida vincolata), del tutto avulsi dalle esperienze europee più avanzate nel campo dei trasporti e inefficaci a superare i limiti strutturali dei mezzi pubblici su gomma.

Papipedia

Una raccolta degli articoli più significativi e delle notizie più importanti riguardanti il PDL. Nel nostro circolo.

Il sindacato dei lavoratori (cinesi)

da Popolino

cgilDove Cgil (sia recto che, come nell’immagine, verso) sta per il sindacato ben noto, e “Made in P.R.C.” sta per “Fabbricato nella Repubblica Popolare Cinese”, poco opportunamente stampigliato sull’etichetta della borsa in tela che è in distribuzione in questi giorni alla Festa nazionale del Pd a Torino.
E complimenti.