Archivi categoria: Verso il congresso

Una “battaglia di rinascita”

di Roberto Malvezzi

Sono stato sorpreso della compattezza delle posizioni e delle idee che legano di sostenitori di Marino; una compattezza e una “similarità” che mi hanno fatto riflettere, soprattutto perchè riguardano in grande parte una fascia giovane -non giovanissima- di elettorato.
Persone cresciute ed educate a credere, come molti dei loro coetanei europei, di vivere in un paese che potesse offrire loro le stesse opportunità che negli altri paesi europei; a credere che l’impegno, la fatica, la passione, l’entusiasmo, l’onestà, la qualità, la cultura, la serietà, il rigore, e aggiungo, la condivisione di idee ed obiettivi, servissero a costruire percorsi di vita soddisfacenti per noi, ma anche per la società nella quale viviamo. Alla nostra generazione, questo invece è stato tolto; questa fiducia nel mondo, e nella politica così come oggi è strutturata in Italia. E’ una perdita non da poco, per chi crede di poter dare tanto, e avendo viaggiato, studiato e conosciuto le realtà estere, ha capito di non essere affatto da meno di chi in quei paesi è oggi protagonista di una vera e propria “rivoluzione culturale” di portata vastissima, che non abbraccia soltanto l’Europa, ma molti paesi ad essa affini, quali il Canada, l’Australia e per certi versi, gli Stati Uniti. Continua a leggere

Due passi nel futuro

Puntuale, e assolutamente previsto, arriva l’endorsement del nostro ex coordinatore per Ignazio Marino.

Chi sarà il primo esponente del circolo a endorsare Bersani o Franceschini?

Segnalatecelo in redazione

Lui due euro glieli da

Vale la pena spendere due euro per le primarie del PD? Il nostro Mauro Caruso pensa proprio di si.

Andrò volentieri a votare domenica, e vorrei che con me lo facessero almeno altri tre milioni d’Italiani.
Perchè le primarie sono fondamentali, uno strumento potentissimo, ed un treno che in molti vorrebbero passasse troppo velocemente. Perchè si, ha dei difetti, ma offre anche quel grado di imprevedibilità che i congressi di partito non possono offrire, impelagati come sono nell’equilibrio delle parti in gioco. Sono quel colpo ad effetto che solo i fuoriclasse concedono, nella noia degli altari della politica. L’elemento di follia dettato dal volere di chi poi andrà a votare alle elezioni, garanzia probabilmente di una vittoria più duratura, perchè poggiata sul consenso.
Si dice che qualcuno dall’esterno possa condizionare fin troppo il voto, e questa è la paura che paventano gli oppositori a questo “metodo”, quelli che sostengono le decisioni interne. Continua a leggere

il Confronto!

Dopo mesi di richieste da parte di Marino e attesa di noi militanti, finalmente è in corso il famigerato confronto.

Orizzonti ce lo racconta in diretta.

Parole, parole, parole… (non d’amor)

“Franceschini non può permettere la permanenza della Binetti”

Ignazio Marino, riferendosi alla bocciatura del testo sull’omofobia avvenuta alla Camera dei Deputati, ha affermato di essere”veramente indignato per la bocciatura della legge contro l’omofobia alla Camera. Il Governo e l’Udc hanno voluto negare i diritti alle persone omosessuali e lo hanno fatto dopo averci fatto credere che avremmo potuto votare insieme su un tema che sembrava così trasversalmente condiviso. È stata una decisione irresponsabile, data l’incredibile escalation di aggressioni di questo periodo nei confronti dei gay. Ma sono sconcertato anche perché la pregiudiziale di costituzionalità è passata con il voto di Paola Binetti. Ancora una volta risulta evidente quanto Franceschini non sia in grado di praticare ciò che predica: è inutile che ci racconti che è favorevole al testamento biologico, è inutile che ci dica che la bocciatura della legge Concia è una vergogna.” Continua a leggere

Democratici e Democratiche; e basta!

di Roberto Malvezzi

Dopo essermi ascoltato i tre interventi, condizione indispensabile per valutare le evoluzioni e i miglioramenti rispetto alle mozioni di partenza, convintamente voterò Marino. Il suo è stato di gran lunga il discorso migliore, aperto, ispirato, misurato; l’unico a non guardarsi intorno, alle spalle, davanti sopra e sotto, ma a poter impostare la propria rotta con totale libertà programmatica e culturale. Il discorso di Bersani, che pure ha parlato come un ottimo segretario – non dello scorso decennio, ma dello scorso secolo – si espone a numerose critiche, che proverò a riassumere qui. Continua a leggere

Franceschini scatta avanti

A Bagnolo Po (Rovigo) si è svolta la prima votazione in un circolo di soli 11 iscritti: Franceschini ha ottenuto 8 voti, Bersani 3, Marino 0.

[UPDATE] Hanno votato altri due circoli. Il risultato generale ora è:

Franceschini 19 voti
Bersani 11
Marino 4

Franceschini: no a Bassolino

(Adnkronos) – “Ho detto che bisogna avere il coraggio di non dire cose generiche ma di dire dei si’ e dei no. Siccome a Napoli mi era stato chiesto se ero favorevole all’ipotesi di Bassolino sindaco, ho cercato di rispondere senza ipocrisia dicendo che arrivano dei momenti in cui bisogna voltare pagina e, quindi, bisogna avere il coraggio di cambiare”. Lo ha ripetuto il segretario del Pd, Dario Franceschini, rispondendo alle domande dei simpatizzanti della sua mozione alla pineta del Passetto di Ancona.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Che strana cosa la politica italiana, e massimamente quella toscana!

di Simone Siliani, candidato alla segreteria toscana del Pd per la mozione Marino

Dicono: “bisogna fare un congresso unitario del Pd toscano; non dividere una delle poche realtà strutturate del partito in Italia”.  Allora tu pensi che sia bene tranquillizzare tutti e proporre una dichiarazione politica comune ai tre candidati alla segreteria e dici unilateralmente di optare per una gestione collegiale del partito in caso di vittoria.  Reazioni? Silenzio. Al che capisci che forse per “unitario” si intendeva “candidato unico”. A beh, allora, se me lo dicevi prima, cantava  Jannacci.  Ma, scusate, o non si era detto tutti che le primarie sono il metodo per selezionare i gruppi dirigenti e i candidati alle cariche elettive per il Pd? Tanto che in Regione Toscana si è fatta pure una legge! Ma se alle primarie non ci sno almeno due candidati, che primarie sono? Poi esce un documento, firmato da autorevoli personalità del Pd dall’intrigante titolo “Salviamo il Pd”, che fra le varie cose dice che si auspica un “partito aperto”, nel quale “tutte le cariche siano contendibili”, un “partito delle primarie”.
Ma come si fa a “contendere” se c’è un candidato solo?

Allora, pensi che – sempre nello spirito unitario e per rispondere alle giuste richieste di chi invoca un congresso sui contenuti anziché una conta di voti – può essere opportuno proporre una iniziativa comune dei tre candidati sul tema del lavoro. La crisi ha,  fra i diversi effetti, quello di portare ad una precoce e drammatica espulsione dai processi produttivi lavoratori precari e rendere precario il lavoro di tanti che venivano considerati lavoratori “garantiti”. Ciò avrà il doppio effetto, da un lato di accentuare la crisi sociale e le difficoltà di un sistema di welfare già insufficiente a garantire soggetti “deboli” tradizionali (anziani, malati, immigrati, ecc.) figurarsi a dover sostenere “nuove” povertà dei già garantiti; dall’altro porterà ad un aggravarsi della crisi economica (meno salari = meno consumi = meno “ripresa”) e dei conti pubblici.  E’ il tema giusto per unire il partito e dare un contenuto alto eppure concreto alla fase congressuale.  Scrivi in tal senso agli altri due candidati, ma il silenzio è assordante. In più,  giornali e politici rispondono così: “Ma, Manciulli ha dalla sua Chiti”, “Già, ma Fragai ha Gelli”, “ok, allora Manciulli risponde con Martini”.  Sembra il gioco delle figurine che facevamo da ragazzi. Non capisco, davvero: naturalmente ciascuno ha diritto di schierarsi con chi vuole, ma mi sembrava che si era detto di evitare la conta e lo schieramento a priori e invece puntare sui contenuti. Ma qui, in base a cosa autorevoli dirigenti si schierano con l’uno o con l’altro? Sui contenuti? Ma se si sono schierati ben prima di poter leggere le linee programmatiche dei tre candidati! Allora, sul riferimento dei candidati regionali alle mozioni nazionali? Ma se è proprio quello che molti stigmatizzano, compreso i firmatari del documento “Salviamo il Pd”.! E, poi, alcuni votano la mozione nazionale X e il segretario regionale Y. Allora, ci si schiera considerando il profilo e l’esperienza della persona? Beh, qui nessuno può vantare curriculum ed esperienza superiore agli altri: se volete, posso elencare i miei per credere. Dunque, ci deve essere qualche altro motivo. Forse, c’è la preoccupazione di garantire continuità e stabilità. Legittima preoccupazione se a contendere la carica al segretario attuale ci fosse qualche irresponsabile “grillino” o qualche imberbe neofita, ma non mi pare questo il caso. E poi, se questa preoccupazione facesse premio sulla più volte reclamata contendibilità delle cariche, allora si potrebbe evitare di fare dichiarazioni altisonanti lontano dal fuoco delle primarie. Leggo nell’impegnato e militante recente libro di Vannino Chiti, “La sinistra possibile. Il Partito Democratico alle prese con il futuro”  (Donzelli editore, 2009) dichiarazioni importanti in questo senso: “Non abbiamo saputo, voluto o potuto costruire un rinnovamento e un ricambio dei gruppi dirigenti del nostro partito. E’ un obiettivo al quale dedicarci con serietà. Non è sufficiente dichiararlo, qualche volta addirittura ai fini della lotta interna. E’ necessario un impegno non di tipo episodico e discontinuo”. Giusto. Io, molto più modestamente, l’ho scritto nelle mie linee programmatiche come un dei primi tre obiettivi del Pd regionale. Ma, domanda, come si pensa di attrezzarsi a questo compito, veramente? E qui, come nel gioco dell’oca, si converrebbe riprendere la lettura di questo testo dall’inizio.
Strana cosa la politica toscana….

Poi dice che uno diventa complottista

Il ct della nazionale Marcello Lippi rilascia un’intervista in cui la notizia, piuttosto che la sua opinione sulla tessera del tifoso, è che andrà a votare alle primarie del Pd e che “Franceschini? Non lo conosco”. Repubblica, che certo non si può dire non stia seguendo il congresso del Pd, non solo non ci fa il titolo, ma omette del tutto il passaggio.

Francesco Costa

[Update] La notizia della non notizia si stava diffondendo, da Civati al Primo cerchio. Repubblica ha corretto