Una tessera è per sempre
24 Dicembre 2009 · Lascia un Commento
→ Lascia un CommentoCategorie: Notizie
Messo il tag: giornalettismo, humor, natale, PdL, regalo, tessera
‘nza se e ‘nza ma
23 Dicembre 2009 · Lascia un Commento
→ Lascia un CommentoCategorie: Notizie
Messo il tag: agressione, berlusconi, humor, parla con me, zoro
Libera Rete in libero Stato: l’iniziativa
23 Dicembre 2009 · 1 Commento
di Civati
Con Alessandro e tanti altri, abbiamo raccolto gli inviti alla mobilitazione preoccupata e propositiva, nei confronti della rete e della sua libertà. Testimonial d’eccezione, il conte di Cavour: liberale, moderato, unitario (casualmente dimenticato da questo governo…).
Ci si vede a Roma, il 23 dicembre, a partire dalle ore 17, in piazza del Popolo.
Il manifesto dell’iniziativa
Libera Rete in libero Stato
Internet è una piazza libera. Una sterminata piazza in cui milioni di persone si parlano, si confrontano e crescono.
Internet è libertà: luogo aperto del futuro, della comunicazione orizzontale, della biodiversità culturale e dell’innovazione economica.
Noi non accettiamo che gli spazi di pluralismo e di libertà in Italia siano ristretti anziché allargati.
Non lo accettiamo perché crediamo che in una società libera l’apertura agli altri e alle opinioni di tutti sia un valore assoluto.
Non lo accettiamo perché siamo disposti a pagare per questo valore assoluto anche il prezzo delle opinioni più ripugnanti.
Non lo accettiamo perché un Paese governato da un tycoon della televisione ha più bisogno degli altri del contrappeso di una Rete libera e forte.
Non lo accettiamo perché Internet è un diritto umano.
Libera Rete in libero Stato.
«Sono sempre stato uno strenuo sostenitore di Internet e dell’assoluta mancanza di censura».
(Barack Obama, discorso agli universitari cinesi, Shanghai, 16 novembre 2009)
Questo il gruppo su Facebook dell’iniziativa, questa la pagina per l’evento.
→ 1 CommentoCategorie: Pd
Messo il tag: civati, gilioli, libertà, rete
Ti piace perdere tutto?/3
23 Dicembre 2009 · Lascia un Commento
di Bot
Ma che succede sotto Roma? Se uno guarda al quadro d’insieme delle regioni che voteranno a fine marzo, tolto il Lazio (che del Mezzogiorno non è parte anche se ha i suoi problemi da risolvere), il resto del panorama toglie il fiato. Le cronache, finora, si sono concentrate sulla Puglia. Effetto in parte del radicamento dalemiano ma pure della disfida tra Emiliano, sindaco del capoluogo, e Vendola, il governatore uscente. I due hanno tubato per mesi, alcuni anni in verità. Amavano definirsi “fratelli” di sorte. Poi la rottura. Dura, pesante, come le rotture che si rispettino. Emiliano scalpita, vuole candidarsi alla Regione e agita le acque mandando i suoi in avanscoperta. Nichi resiste in nome del “popolo”.
Il Pd sbarella, oscilla, concerta… questa mattina l’ennesimo colpo di scena. Protagonista il segretario regionale, Blasi, che a sorpresa candida Emiliano. Diciamo che lo sbatte fuori dai blocchi di partenza o lo precipita in acqua per vedere se davvero vuole nuotare. Pare che Vendola non si sia inalberato più che tanto per la sortita (quasi se l’aspettasse), e che l’abbia decifrata come una mossa dell’amico Blasi per mettere fuori gioco il sindaco. Quest’ultimo, infatti, non può sottrarsi all’obbligo di una risposta. Se dice “Sì, accetto”, si carica sulle spalle il pericolo concreto di una doppia sconfitta (alla Regione e nella sua Bari). Se dice “No, resto dove sono”, allora la strada di Vendola si fa tutta in discesa. Sia come sia è difficile negare che i Democratici escono dal passaggio della candidatura lacerati e vilipesi. Ve lo ricordate il Chiambretti sanremese? “Comunque vada, sarà un successo”. Ecco, qua sembra valere il motto rovesciato.
E passiamo alla Calabria. Lì sono previste primarie di fuoco. Si vota il dieci gennaio e almeno cinque candidati provengono dall’area Bersani. Un capolavoro (non proprio di pluralismo). Il governatore uscente, per parte sua, ha messo le mani avanti sostenendo il rischio di un inquinamento del voto da parte della destra intenzionata a dare una mano alle soluzioni “più deboli”. Traduzione: “se vinco io saranno buone primarie. In caso contrario bisognerà ridiscutere”.
Ora, aggiungeteci la Campania (dove si dibatte di quel che verrà dopo il bassolinismo) e la Sicilia, dove sta maturando l’esperimento della nuova giunta Lombardo col sostegno esterno del Pd, e avrete un quadro – come dire – tormentato? tortuoso? complesso? Fate voi. Tenuto conto che in Abruzzo abbiamo già dato, le speranze migliori si riversano sui sassi di Matera. Avanti tutta!
→ Lascia un CommentoCategorie: Pd
Messo il tag: Calabria, campania, candidature, elezioni regionali 2010, puglia
Ti piace perdere tutto?/1
23 Dicembre 2009 · Lascia un Commento
di Tc
Il centrodestra laziale ha rotto gli indugi, annunciando che Renata Polverini correrà per la Regione nel 2010.
Si tratta, come avevamo già sottolineato, di una candidatura forte e autorevole, dunque pericolosa per il centrosinistra.
Renata Polverini non è direttamente identificabile con “la destra”, almeno non in modo automatico; è donna e sindacalista, si è fatta apprezzare e conoscere nelle sue frequenti ospitate a Ballarò – ma è solo un esempio, e in breve, è un avversario che si annuncia ostico, capace di attirare consensi anche al di la del tradizionale centrodestra, drenando voti dalla sinistra (e non per forza solo dalla sinistra moderata). Renata Polverini può piacere, e forse già piace.
Il quadro non è rassicurante, soprattutto tenendo presente la linea piatta nell’elettroencefalogramma della sinistra laziale. Voci insistenti raccontano di un pressing indefesso sul presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, combattuto fra il mandare al diavolo tutti coloro che bussano alla sua porta, chiedendogli di mollare quel che ha conquistato, e la tentazione di rimettersi in gioco.
Resta da capire se, anche accettando la sfida, Zingaretti abbia possibilità di vincerla. La risposta, per parte mia, è: non per forza, e non sicuramente. La Polverini è un buon candidato e ha qualche valore aggiunto spendibile, che Zingaretti non ha. Ma più di tutto, chi potrebbe rimproverare alla destra una campagna elettorale che sottolineasse a tamburo battente come il centrosinistra viva le istituzioni a mo’ di asilo privato, un parco giochi in cui si inseriscono caselle che, al momento del bisogno, possono venir spostate ad altra destinazione?
Zingaretti ha i voti sul suo nome e sulla sua persona per governare la Provincia di Roma, con una maggioranza che lo sostiene personalmente. Con quale scusa mollare tutto e ripartire da zero?
Io ricordo bene la campagna elettorale per Zingaretti Presidente. Ricordo che era Europarlamentare, e disse una cosa tipo “mi trovavo bene, ma quando la squadra chiama, io rispondo”: neanche un anno dopo, risiamo da capo. Evidentemente nel Lazio non c’è una classe dirigente politica in grado di raccogliere questa sfida con un nome nuovo. Evidentemente si ritiene corretta, e vendibile con successo agli occhi dell’elettorato – magari giustificandosi con un “e che altro dovevamo fare?” – la riproposizione a brevissimo intervallo dello stesso candidato per un altro incarico.
Con il rischio, peraltro (dopo la vicenda Marrazzo), che vada a perdere. E sai che risate. Anche perchè per vincere probabilmente servirà l’UDC: la quale, davanti all’alternativa fra un centrosinistra che schiera un candidato riciclato, e un centrodestra che presenta un nome credibile e con buone possibilità di vincere, non avrà difficoltà a fare la sua scelta.
E con il rischio, aggiunto, conseguente alla liberazione della casella della Provincia: e chi ha intenzione di candidare il Centrosinistra alla Provincia? A questo si è pensato, si sta pensando? Come si spera di convincere l’elettorato a votare un secondo presidente di Provincia di centrosinistra, quando il precedente si è appena dimesso per ambire ad altro incarico? Che figura ci fa, la sinistra romana, in tutto questo? Con quale faccia va in giro a chiedere i voti?
Tralasciando l’argomento, forse demodè, che Zingaretti stava facendo molto bene alla Provincia, e chissà, magari a qualcuno avrebbe fatto piacere che continuasse così. A me, per dirne uno.
→ Lascia un CommentoCategorie: Pd
Messo il tag: elezioni regionali 2010, polverini, provincia roma, regione lazio, zingaretti
DichiarAzioni e reazioni
22 Dicembre 2009 · Lascia un Commento
Quando si dice ascoltare l’elettorato…
Dichiarazione di D’Alema sul Corsera:
Bisogna avere il coraggio di dire che le riforme istituzionali comportano una comune assunzione di responsabilità, senza temere l’accusa di voler fare gli inciuci…
Se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini.
Reazioni dalla rete: iscritti del PD che strappano la tessera, altri che propongono di regalare al leader Massimo quella del PdL, altri ancora che organizzano il No D’Alema Day.
Conseguenze politiche: la presidenza del Copasir, in successione a Rutelli.
→ Lascia un CommentoCategorie: Pd
Messo il tag: copasir, D'Alema, dichiarazioni, elettori, inciucio, iscritti
Clima d’odio
22 Dicembre 2009 · Lascia un Commento
Italia nel caos per la neve. Dopo Copenaghen, ferrovie e aeroporti avevano puntato tutto sul riscaldamento globale, facendosi trovare impreparati.
→ Lascia un CommentoCategorie: Notizie
Messo il tag: clima, ferrovie, neve, caos, aeroporti, copenaghen


Cari dirigenti del Partito Democratico, le prossime elezioni regionali lombarde potrebbero essere l’occasione per cercare di sconfiggere il Berlusconismo e il Formigonismo che da oltre 15 anni inchiodano l’Italia e la Lombardia.



