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Tutti contro tutti

Alemanno contro la Lega, La Russa contro i quaquaraquà, il pubblico del MJF contro la Moratti, il PdL contro Granata per minacciare Fini (che a sua volta si scaglia contro Verdini e Cosentino) mentre Berlusconi avverte che il “giocattolo” è suo. Non tutti sono segretari semplici, come Umberto:

Io sono un segretario semplice: se uno pianta casino penso che non gli interessa niente del federalismo né della Padania e lo mando via, non perdo tempo e non servono congressi perché l’incaricato sono io.

D’altronde, non tutti sono partiti da cani, e non tutti possono pretendere miliardi su miliardi al tavolo delle trattative.

Ma noi non ci curiamo dei loro guai e non ci fermiamo (se non in coda in autostrada). Noi andiamo oltre. Insieme.

Il rinnovamento generazionale

dal blog di Luca Sofri

Il PdL decide di affrontare di petto la questione del ricambio anagrafico dei vertici: licenziando il più grande linguista italiano da una piccola fondazione del Comune di Roma

Tre metri oltre il ridicolo

Da qualche giorno fra i lucchetti di Ponte Milvio c’è anche quello che suggella l’amore fra il sindaco Alemanno e Federico Moccia.

Avanti compagni (che a me vien da ridere)

Alemanno tenta la scalata, Berlusconi vuole mollare… e cosa fa il maggior partito di opposizione?

Sabato al Palalottomatica si è visto un bel PD e un Bersani in grande forma. A me è piaciuto moltissimo Fabrizio Gifuni che è stato intenso e forte e che ha sollevato una polemica per essersi rivolto alla platea chiamando i presenti “compagne e compagni”. Oggi Repubblica riporta di una lettera inviata da alcuni Giovani Democratici a Bersani: nella lettera i GD si lamenterebbero dell’uso di questa parola e del fatto che tornare a chiamarci così rappresenterebbe la difficoltà di dar vita ad una nuova cultura. Solo qualche settimana fa c’era stata tutta una discussione, innescata da Debora Serracchiani, sul cambio del nostro simbolo. A me pare che dalle nostre parti si sia sempre molto lesti a cambiare le etichette e pochissimo a cambiare la sostanza. In altri paesi i partiti cambiano radicalmente linee politiche e classi dirigenti senza cambiare nome o titoli, qui da noi abbiamo dirigenti che sono in prima fila da decenni avendo gestito PCI, PDS, DS, Margherita, Partito Popolare e Asinelli senza grandi imbarazzi. Il Partito Democratico americano (fondato nel 1792) tira fuori Obama e i Tories (1834) si inventano Cameron. Da noi c’è D’Alema che era a Cuba coi pionieri e Marini faceva il segretario di federazione della CISL quando io ero ancora nella nursery della maternità. Abbiamo democrazie nel mondo che rispettano riti secolari e sono in grado di rinnovarsi profondamente e paesi come il nostro dove molti parlano di ritoccare una costituzione giovane e ancora bellissima e sono gli stessi che difendono un sistema chiuso e che non ha alcuna voglia di cambiare. Vogliamo fare l’innovazione? Allora gambe in spalla.

Ciao, bella!

La nuova Roma di Alemanno: ai ragazzini delle medie è proibito cantare Bella Ciao, al PD fare la Festa dell’Unità

Essere contro B non basta

Ok, le ultime news son ghiotte, con Verdini che prende le distanze (geografiche) dalle accuse, La Russa che prende le distanze dal suo ruolo istituzionale, Scajola che prende le distanze dalla moglie, Carla Fracci che prende le distanze da Alemanno, Berlusconi che prende le distanze da tutti e tutti che prendono le distanze dalla Santanché.

Però, come nota Alessandro Maran, essere contro B non basta:

L’idea di un «Patto repubblicano» contro una presunta deriva plebiscitaria appare unicamente come l’ennesima piattaforma anti-berlusconiana. Un espediente, una scappatoia, che consente di evitare una discussione (anche aspra ma necessaria) su un programma formato, una volta tanto, da proposte riformatrici riconoscibili…
Il nostro obiettivo politico non era quello di dare una riposta alle esigenze del paese? E allora, anziché criticare Berlusconi qualunque cosa faccia, il Pd cominci a pretendere che Berlusconi le cose le faccia davvero. La colpa più grave di Berlusconi non è di aver reso l’Italia meno democratica, ma di non aver mantenuto nessuna delle sue promesse. Non aveva garantito più liberalizzazioni, più meritocrazia, più crescita? Non aveva promesso meno tasse, meno sprechi, meno burocrazia? E che fine hanno fatto quegli impegni?

E allora un partito di opposizione che voglia dirsi tale farebbe notare le statistiche corrette sulla disoccupazione e le manovre finanziarie che toccheranno pensioni e pubblico impiego, mentre fuori si continua a dire che la crisi non c’è. Forse in questo modo si riusciranno a replicare su scala nazionale i successi trentini.

Per un pugno di dollari

Mentre Francesco Storace, nel video in alto, si esibisce nel tentativo di picchiare un consigliere del PD, a Roma il sindaco Alemanno non è ancora riuscito a far approvare il bilancio 2010. Sarà per questo che il capogruppo del Pdl a Roma è passato a La Destra, preferendo l’anziano picchiatore a quello ripulito dal ruolo di sindaco?

Alemanno in maschera

dal blog di Corrado Truffi

Malgrado le smentite del Sindaco Alemanno, apparse su tutti i quotidiani romani e al TG3 del 5 febbraio u.s., le maschere di Hitler, Mussolini, Eva Braun e Clara Petacci, sfileranno comunque  per le vie del nostro territorio.

“Il 9 febbraio,” afferma la Presidente Susi Fantino, “è pervenuta da parte del Gabinetto del Sindaco,  la richiesta di occupazione di suolo pubblico per domenica 14 febbraio, che conferma in pieno la stessa manifestazione che Alemanno nei  giorni passati aveva valutato “…di pessimo gusto per una manifestazione gioiosa,come il Carnevale l’ utilizzo delle maschere che rievocano personaggi che ricordano momenti tragici della storia nazionale ed internazionale”.

Ancora una volta il “SINDACO INDOSSA LA MASCHERA DI PINOCCHIO” regalando 225.000,00 euro all’Associazione Arte Musica e Spettacolo, per l’organizzazione e la realizzazione di un evento così discutibile.

Tutto ciò mentre i municipi, senza fondi, sono in esercizio provvisorio, con gravi difficoltà nel garantire ai propri cittadini i servizi essenziali.

Panem et circenses

Il Comune di Roma è in guerra con la soprintendenza: in occasione della finale di Champions League vorrebbe organizzare un campo di calcio a un passo dal Colosseo, con l’Arco di Costantino pericolosamente a rischio per un semplice tiro sbagliato.

Nonostante i rischi per l’integrità stessa delle opere di interesse storico siano in questo caso eccessivi, l’intento di “svecchiamento” per dare nuova vita e nuovo valore al nostro patrimonio artistico è sicuramente encomiabile.

Chissà se avrà lo stesso atteggiamento, il sindaco Alemanno, prima di schierarsi col Vaticano contro un film che si prospetta un meraviglioso spot per la città di Roma, e che già sta contribuendo a portare nella capitale turisti da tutto il mondo.

Tra l’altro, sappiamo che, quasi come al suo predecessore, al sindaco romano l’interesse per il cinema non manca: proprio oggi ha detto che la violenza giovanile è colpa di Romanzo Criminale.

Egregio Sindaco Alemanno,

Roccastrada per chi non lo sapesse è un piccolo comune al confine tra le provincie di Siena e Grosseto. Non ha un bel sito web, ma ha un territorio bellissimo, e sopratutto ha un sindaco, Leonarado Marras, che ha preso carta e penna per scrivere al collega romano.
Ecco la lettera via
maremmanews
Egregio Sindaco Alemanno,
sono un Suo collega di un paese della maremma toscana, Roccastrada. Continua a leggere