Archivi tag: banda larga

Larga la foglia stretta la via

da Manteblog

Leggo sul blog di Pierferdinando Casini che il leader dell’UDC nei giorni scorsi si e’ interrogato su smartphone e banda larga:

Pier Ferdinando Casini si è interrogato nei giorni scorsi sul significato dell’allarme lanciato da Calabrò.

Dopo lunga interrogazione, tecnicamente appaltata a Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione di Vigilanza Rai, la proposta dell’UDC sulla annosa questione della rete trasmissiva in Italia è la seguente:

Poco è stato fatto e tanto c’è ancora da fare. Aprire un confronto costruttivo sul tema è un primo passo. Raccogliamo riflessioni utili, pareri sulle strade da intraprendere, sugli errori commessi in passato e da evitare in futuro. Il dibattito è aperto.
Dite la vostra.

La solita imbarazzante comitatologia dei senza idee.

Fra il dire e il fare c’è di mezzo il mouse

Si fa un gran parlare dei report di Wikileaks e delle leggi islandesi (non ancora approvate, fra l’altro) per la libertà in rete. Ma se oltre a invidiare quello che avviene altrove cominciasse qui da noi una vera battaglia di disobbedienza civile, avvertendo del proprio disobbedire le autorità e andando sotto processo per questo? O vogliamo lasciare il diabolico meccanismo di rettifica per i blog così come viene proposto, ora che anche i giornali avendo ottenuto quel che volevano hanno mollato la presa?

Politica Digitale

Il “Digitale” non è solo quello terreste (per il quale ci siamo appena presi l’ennesima ramanzina UE). Domani il PD dedicherà una giornata di incontri e dibattiti alla banda larga, al futuro della rete, alla new economy, alle news oltre i giornali.

Vi aspettiamo a Roma in via Enrico Fermi, 161 alle ore 10.

Un evento con cui il PD intende esprimere il proprio impegno sulla banda larga come priorità e tema centrale per lo sviluppo socio economico del Paese, tanto più in un momento di crisi.

Durante la giornata sarà possibile seguire in diretta l’intervista di Giovanni Floris a Pier Luigi Bersani sul tema ‘Politica digitale. Il Pd si schiera’. Se vuoi proporre una domanda a Bersani sui temi della banda larga, della riforma della Rai, del sistema della comunicazione e delle regolamentazioni antitrust, o sulla legge sulle intercettazioni appena approvata in Senato puoi lasciarla nei commenti a questo post entro giovedì sera.

Ecco il programma della giornata

Ore 10.00 – Via Enrico Fermi, 161 – Roma

Ore 10.00 – Internet e libertà
Alec Ross (Senior Advisor su internet di Hillary Clinton)

Ore 11.00 – Internet funziona! Idee & imprese per il futuro
Paolo Ainio, Paolo Barberis, Gianluca Dettori, Riccardo Donadon, Salvo Mizzi, Linnea Passaler.
Coordina: Riccardo Luna.

Ore 11.30 – The IPad lessons
Marco Massarotto, Marco Zamperini.

Ore 12.30 – A che punto è l’ultrabanda?
Luca Barbareschi, Franco Bassanini, Corrado Calabrò, Paolo Gentiloni, Stefano Pileri, Nicola Zingaretti.
Coordina: Stefano Quintarelli.

Ore 15.00 – BB contro la crisi
Flavia Barca, François De Brabant, Paolo Guerrieri.

Ore 16.00 – Società digitale e intelligenza collettiva
Derrik De Kerchove
Introduce: Carlo Massarini.

Ore 17.30 – Politica digitale. Il Pd si schiera
Giovanni Floris intervista Pier Luigi Bersani

Ore 19.00 – Visioni per domani
Francesco Caio, Renato Soru
Coordina: Luca De Biase.

Ore 20.00 – Libertà, neutralità, universalità
Sara Bentivegna, Nicola D’Angelo, Guido Scorza, Vincenzo Vita.

Ore 21.00 – Broken news? Il futuro dei giornali
Luca De Biase, Alessandro Gilioli, Enrico Pedemonte, Vittorio Zambardino.

Ministro della banda larga

In Gran Bretagna stanno pensando ad un Ministro del broadband.

The main priorities for the new minister will be ensuring that all areas of the UK have a broadband speed of at least 2Mbps (megabits per second).
He or she will also need to draw up a plan for getting next-generation broadband to the third of the country that is unlikely to be served by current commercial plans.

(via Mantellini)

Banda Larga

Lo stato non fa nulla, ci provano i privati

La banda larga si è fermata

dal blog di Stefano Minguzzi

the interwebsLo stop all’investimento di 800 milioni nella banda larga ha riportato alla ribalta della discus­sione nazionale sull’Italia la competitività tecnologica del paese. Il CIPE, infatti, ha congelato il “piano Romani”, dal nome del Ministro per le Comunicazioni, per portare la banda larga a 20 Mbit al 96% della popolazione entro il 2012. Un piano ambizioso, considerata la crisi ancora in atto, ma allo stesso tempo anche uno sforzo minimo se para­gonato con quanto si sta facendo in UE.

Infatti il piano Romani servirebbe più a recuperare il gap creatosi che a rilanciare l’Italia tra le capofila della UE. Oggi il 12% degli italiani non può nemmeno avere accesso a 2 Mbit. In Europa la Germania progetta di portate una connes­sione a 50 Mbit al 75% della popolazione entro il 2014, in Francia a 4 milioni entro il 2012, mentre in Usa la banda larga è già disponibile per il 95% della popolazione.L’Italia non è all’avanguardia: lo si capisce anche dalla mancanza nella legislazione di una definizione di banda larga. La commis­sione europea usa il termine banda larga come sinonimo di connes­sione veloce, quindi quella assicurata dalle fibre ottiche, che pos­sono trasportare dati fino a 1 Terabit (cioè 1 milione Mbit). Attraverso questi cavi pos­sono pas­sare, in digitale, telefonate, connes­sioni internet, fax, radio, canali tv, videoconferenze, etc. In pratica le fibre ottiche consentirebbero di spostare via cavo una moltitudine di attività che oggi vengono trasmesse via etere (si pensi alla tv o alla radio) e di migliorare le pre­stazioni di vecchi servizi (come le telefonate che potrebbero costare tutte allo stesso modo sia che si chiami in USA o al piano di sotto). E’ evidente che una tale convergenza va a vantaggio non solo dei cittadini, ma ancor più delle imprese soprattutto se ad un potenziamento della rete corrisponderà una crescita dell’offerta del settore pubblico. Non a caso il piano Romani era un importante corollario per il lancio dei servizi via internet della pubblica amministrazione, come pre­visto dal piano Brunetta “eGovernment 2012″.
Perciò quando è arrivato l’annuncio di Gianni Letta che i fondi per la banda larga saranno disponibili a crisi finita, si può  comprendere la delusione non solo di Confindustria e Sindacati (interes­sati ai 50 mila posti di lavoro che si creerebbero con i cantieri), ma anche del mondo internet. La replica di Confindustria è stata centrata sulla neces­sità di investire nella banda larga per riattivare la filiera dell’ICT e gli investimenti in innovazione digitale delle imprese. Il calcolo di Confindustria è che per ogni euro investito se ne producono due di aumento di attività economica e di Pil. L’osservatorio Assointernet invece sottolinea l’importanza della banda larga per uscire dalla crisi e creare posti di lavoro.
L’introduzione e la diffusione della banda larga non è solo un fatto di finanziamenti e il caso francese può insegnarci molto. La Francia non è mai stata in prima fila nello sviluppo tecnologico: indietro sia nella diffusione del telefono che nella diffusione di internet. Ora però l’amministrazione Sarkozy ha voluto colmare il gap che li separa dalla Germania. Il primo caposaldo dell’azione francese è stata la concorrenza: tramite un’Authority delle telecomunicazioni è stato aperto davvero il mercato. L’operatore storico è stato perciò costretto a fronteggiare nuovi concorrenti dinamici e innovativi. Ad esempio, la società Free ha pre­sentato un’offerta chiara e leggibile: 29,99 euro al mese per 28 Mbit. Una cifra che non è mai cambiata, malgrado l’offerta si sia arricchita. Gli effetti sono che l’operatore storico, Orange, controlla solo il 49% del mercato, mentre il resto è appannaggio di Neuf, Free e di società più piccole. L’altro fattore determinante è stato l’impegno di comuni e dipartimenti che hanno fatto pres­sione su France Télécom per investire e estendere la banda larga a tutto il paese. France Télécom ha dovuto investire un miliardo di euro.
Quello che serve all’Italia è quindi invertire la tendenza che ci vede fanalino di coda anche in questa clas­sifica. Un cambio di rotta culturale che ci faccia guardare allo sviluppo delle reti telematiche soprattutto per i servizi ed i contenuti da proporre. In Finlandia la banda larga è un diritto legale: Helsinki ha deciso che tutti i cittadini devono contare su almeno 1 Mbit, da estendere a 100 Mbit entro il 2015.

In un mondo sempre più  interconnesso non è pos­sibile per un’impresa italiana competere con una europea dotata di banda larga, di una pubblica amministrazione online con una vasta gamma di servizi acces­sibili in poco tempo. Per un cittadino la convergenza su un unico cavo potrebbe voler dire più offerte che cumulino insieme abbonamento al telefono, alla tv, ad internet con una riduzione dei costi e soprattutto con una crescita della qualità e un rapporto più immediato con la pubblica amministrazione.

Il mix che può  portare l’Italia e le imprese a competere ad armi pari sono sicuramente maggiori investimenti pubblici, ma anche più concorrenza ed enti locali e pubblica amministrazione attenti alle nuove opportunità  che si stanno aprendo in un mercato sempre più online. Un ragionevole mix di mercato e Stato, in una fase di crisi come quella attuale, pos­sono trovare le risorse neces­sarie per attivare un volano, la rete, che dovrebbe poi autoalimentare la propria crescita.

CONSIGLI

La banda larga è in grado di ridurre l’inquinamento lo sostiene l’American Consumer Institute. Gli scambi telematici eliminano quelli fisici: meno automobili, meno importazioni di petrolio e meno 11% di CO2 prodotto. Un risparmio calcolato attorno a 588 milioni di tonnellate di gas dannosi.

Perche’ non scarico un file di 8 Mega in 1 secondo con una connes­sione a 8 mega? Perche’ in un caso parliamo di MegaByte e nell’altro di MegaBit. Il primo e’ l’unita’ di misura che indica la capacità (quindi velocità) di trasmis­sione dei dati su una rete informatica: 1 megabit = 1000 kilobit = 1.000.000 bit. Il MegaByte invece e’ composto da 1000 Kilobyte = 8.000.000 bit.

Con il termine ultimo miglio, si intende la tratta di cavo che connette le centrali telefoniche agli utenti finali. Causa dei costi di messa in opera dei cavi coprenti l’ultimo miglio e soprattutto a causa dei vantaggi economici, per un operatore telefonico, che derivano dalla sua proprietà. Attualmente Telecom Italia parte da una posizione di pratico monopolio in tutte le città d’Italia, tranne Milano, dove Fastweb, che ha adottato le connes­sioni con fibra ottica, raggiunge con il suo cavo i singoli suoi utenti. (pubblicato su Informaconsumatori)

Gli ultimi saranno gli ultimi

Quart’ultimi in Europa per diffusione della banda larga, ma primi nell’ideazione di leggi restrittive, dalle proposte sull’anonimato protetto a quelle ancor più deliranti di Gasparri sul fare ricorso a una campagna di spamming, usando cioe’ la rete contro gli avvelenatori della rete stessa.

La «banda larga». : il nostro paese, i suoi giovani, i suoi cittadini

Assemblea pubblica e democratica

Arcore 21 Novembre 2009 – dalle 10 alle 17

Cascina San Giovanni (Peg-Perego) – Via De Gasperi, 50

«Noi siamo il PD, non abbiamo bisogno di una corrente, noi siamo quelli che il PD lo vogliono fare davvero» scrive Simone sul blog di Giuseppe Civati.

E noi ripartiamo da qui e come promesso restiamo sul pezzo.

Nessuna corrente, solo idee e “cose da fare”, a servizio del Pd e della sinistra italiana.

In molti lo chiedono, nelle piccole e medie comunità di questo Paese. Lo chiede una generazione che non si sente rappresentata, lo chiedono le persone che credono in una politica aperta e condivisa.

È questo il tempo di non disperdere le energie accumulate, le reti e le relazioni, le idee che abbiamo in comune.

È arrivato il momento di rimettere le mani sui nostri progetti e dargli impulso, vitalità e concretezza.

Insieme e sullo stesso piano, come insegna l´esperienza di MoveOn, come abbiamo sempre sostenuto di voler fare, con uno sguardo tutto diretto alla società ed ai cittadini.

Ripartiamo da un´assemblea di democratici (giovani e non), in cui discutere di come farlo, insieme.

Ci vediamo, quindi, sabato 21 novembre ad Arcore, passaparola a chi credi voglia prenderne parte.

Tra qualche giorno invieremo il programma della giornata nel dettaglio.

L’ingresso è libero e democratico.

Per ulteriori informazioni, per confermare la partecipazione, per inviare contributi e osservazioni, scrivi a: labandalarga09@gmail.com

__________________________________________________________

Per raggiungere Arcore: qui la mappa.

Sarà possibile pranzare alla Cascina San Giovanni al costo di 10 Euro.

Mille piazze contro mille porcate

Un tg in dialetto ma niente soldi per la banda larga né per la ricerca, propaganda a domicilio a spese dei contribuenti e spazzatura per le strade, disprezzo per le sentenze europee e tentativo di distruggere la giustizia italiana. Non si può non firmare l’appello di Saviano e manifestare contro questo governo, il 18 alle 18, come propone Civati:

Per la sua Costituzione, per il rispetto delle leggi. Invito alla mobilitazione. Il Pd ha millemila circoli. Li attivi. Subito, se si può. Anche perché il No-B day si svolgerà il 5 dicembre (a babbo – e Costituzioni – morti). Le ragioni le trovate qui e, credo, nella vostra coscienza democratica. Non una sola manifestazione nazionale, ma una bella manifestazione in ogni città d’Italia. Non è difficile, basta volerlo. P.S.: in ogni caso, ciascuno può iniziare a pensare alla propria piazza, «di persona, personalmente», invitando il proprio circolo a mobilitarsi. P.S./2: possiamo farla facile: il 18 alle 18, così tutti se la ricordano (tra l’altro, l’art. 18 della Costituzione recita: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente…»).

“Cantieri”, capite?

Sento e leggo delle le richieste del ministro Scajola al governo:

Tra gli interventi viene citata la banda larga che con 800 milioni di investimenti da parte del governo darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali.

Non riuscivo a capire cosa volesse dire fino a quanto, risentendo la notizia alla radio stamattina ho capito: 33.000 cantieri, capite? Quando Scajola parla dell’importanza della larga banda in Italia, non pensa allo sviluppo del mercato dell’ICT, non pensa alle migliaia di startup che potrebbero nascere, non pensa a nuovi modi di fare business e di sviluppare il paese che un’accesso universale alla larga banda potrebbero abilitare.
No, pensa a cantieri, a gente che scava buchi nelle strade per tirare cavi. È questo l’impatto positivo sul Pil. Sembra che questi pensino alla larga banda come un’ulteriore fonte di appalti più o meno truccati, di corruzione, di aumento ingiustificato dei costi e di tutto quello che i lavori pubblici implicano in questo paese.