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Da “ignobile” a “non encomiabile”, senza passare per il via

Da Metilparaben

Maurizio Gasparri, 6 novembre 2004, sulla bestemmia di Guido Genovesi del Grande Fratello:

Quella bestemmia è un gesto ignobile e intollerabile, mi auguro che il comitato tv e minori assuma decisioni adeguate alla gravità del caso.

Maurizio Gasparri, 2 ottobre 2010, sulla bestemmia di Silvio Berlusconi in Abruzzo:

In serata ci sono stati contatti con autorevoli esponenti della Chiesa. E ci hanno detto chiaramente che le battute, seppur non encomiabili, non cambiano la sostanza delle cose: per la Chiesa contano i fatti.

Ora, non è che io sia un acerrimo avversario di chi bestemmia, e per dirla tutta ritengo ridicolo che bestemmiare sia ancora considerato un reato.
Ciò premesso, non posso non rilevare come il capogruppo del PDL al Senato consideri la bestemmia “ignobile e intollerabile” quando promana da un concorrente del Grande Fratello, mentre si limiti a ritenerla “non encomiabile” se a pronunciarla è il Presidente del Consiglio.
Delle due l’una: o siamo di fronte al solito giochino dei due pesi e delle due misure, oppure anche Gasparri, nel frattempo, ha cambiato idea: nel qual caso, a mio parere, dovrebbe avere almeno il buon gusto di comunicarcelo.

Prima o poi ci si azzecca

dal blog di Luca Sofri

Mi sono figurato la caduta di Berlusconi, quando avverrà tra un anno, due, tre, cinque, dieci: e tutti quelli che vanno dicendo ogni giorno che Berlusconi e’ alla fine e cadrà da un momento all’altro, che diranno “ah! ve lo dicevo!”.

Ecco, allora se la strategia è questa, io ero convinto di aver detto una memorabile cazzata, nel 2006: ma invece quando arriverà quel giorno potrei rivendermela così anch’io.

Siccome questo si sta rivelando l’anno che azzecco le previsioni, io vi dico questa: con Berlusconi abbiamo chiuso. Non subito, non senza fatiche e seccature ancora, ma ormai è in discesa. Augh

Berluskopoly

BERLUSKOPOLY

IMPREVISTO1 IMPREVISTO2
IMPREVISTO3 IMPREVISTO4
IMPREVISTO5 IMPREVISTO6
PROBABILITA1 PROBABILITA2
PROBABILITA3 PROBABILITA4
PROBABILITA5 PROBABILITA6

(hat tip: Metilparaben)

Auguri

Oggi è il compleanno di Berlusconi e Bersani. Stasera uno dei due festeggerà.

V o B?

L’Amore ai tempi di…

da "Pennarossa"

L’antiberlusconismo viene da lontano

da Piste

Quando eravamo bambini vivevamo gli spot pubblicitari con un vivo fastidio, qualcosa che a distanza di anni è difficile capire. Fatto è che gli spot erano veramente brutti, e le trasmissioni non erano ancora fatte apposta per farteli aspettare. All’inizio guardare un film interrotto da uno spot era veramente un’esperienza traumatica, come se mentre leggi un giornale qualcuno entrasse nella stanza e ti strappasse il foglio. Ti arrabbiavi sul serio. Odiavi. Molta gente ha iniziato a detestare Berlusconi per gli spot della Barbie infilati alla cacchio in mezzo al grande Mazinga; la corruzione, la mafia e la massoneria sono arrivate più tardi, e in fondo sono solo pretesti.

PD: l’incapacità principale è nella sua comunicazione

da Anellidifumo

Sono incappato in un meraviglioso articolo scritto da Claudio Cerasa per Il Foglio, che spiega in modo veramente cristallino quale sia il principale problema del Partito Democratico: la sua incapacità comunicativa e linguistica. Nel mio piccolo, con Anellidifumo prima e con Anellidifum0 adesso, ho sempre sostenuto questa teoria. La comunicazione politica è uno dei campi che mi affascinano e nei miei studi sul Senatore McCarthy, uno dei massimi maghi della comunicazione politica del Novecento (ma attenzione: non della comunicazione televisiva, che fu proprio l’handicap che lo fece tramontare), ho più volte ribadito ciò che in fondo tutti noi sappiamo: se vuoi candidarti a guidare il Paese, occorre che la gente – tutta, soprattutto la meno scolarizzata – ti capisca e ti percepisca come emotivamente vicino.

Essere chiari. Non usare, per un politico italiano, il latino o l’inglese o altre lingue in campagna elettorale.

Ripetere: ripetere pochi concetti, poche frasi, poche idee ben precise. Tornare a ripeterle e ricordare al pubblico di averlo detto. Che poi è un elemento base dei manuali di propaganda (non solo politica) dai tempi dell’invenzione della radio, eh, non è che sia roba nuoverrima.

Parlare a tutti, non avendo paura di dire ciò in cui credi. Vuoi dare l’asilo nido a tutti quelli che hanno figli, e soprattutto a chi ne ha di più e ai più poveri? Il tuo slogan sia: “Un asilo per tutti i figli”. Che, implicitamente, contiene elementi difficili da far accettare ai più intolleranti e meno scolarizzati, tipo “anche per i figli degli zingari e degli immigrati e dei miliardari in euro” ma non c’è bisogno di starlo a sottolineare. Il messaggio che passa è quello semplice. Tu ripetilo mille volte ovunque tu vada, e sarai ricordato “come quello degli asili a tutti”. Parlare a tutti significa lasciar entrare un pochino di populismo, non c’è dubbio. Può far storcere il naso agli alto borghesi il quid di populismo, ma le elezioni politiche sono l’eccellenza del popolare e del populistico. Guardate all’oratoria dei grandi capi politici italiani di oggi: forse che manchi un quid di populismo in Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, Grillo, Di Pietro, Vendola? Chi più, chi meno, certo. Ma c’è in tutti, e poi sta a te saper non eccedere. Continua a leggere

Finis terrae

Il pensiero di Fini, l’uomo che minaccia promettendo il voto all’ultimo lodo, affascina inspiegabilmente la sinistra italiana. Il Secolo d’Italia si stacca dal Pdl, Minzolini mette pezze dove può, il PD osserva inerte aspettando che il cadavere dell’avversario gli passi davanti trasportato dalla corrente. Per capirci qualcosa forse è meglio leggere queste utili FAQ.

“Berlusconi ricatta Bossi: il simbolo della Lega è suo!”

Rosanna Sapori, ex leghista e giornalista della Padania, racconta al Riformista che il logo del Carroccio, lo spadone di Alberto da Giussano, appartiene a Silvio, che ha aiutato il Carroccio in un momento di difficoltà.