Archivi tag: Bersani

Parole a confronto

Consigliamo di leggere tutto l’articolo su Spindoc, ma le immagini parlano da sole:

La tag cloud del discorso di Fini a Mirabello

La tag cloud del discorso di Bersani a Torino

Le tag cloud sono state realizzate da Giovanni Calia.

Auguri

Oggi è il compleanno di Berlusconi e Bersani. Stasera uno dei due festeggerà.

PD: l’incapacità principale è nella sua comunicazione

da Anellidifumo

Sono incappato in un meraviglioso articolo scritto da Claudio Cerasa per Il Foglio, che spiega in modo veramente cristallino quale sia il principale problema del Partito Democratico: la sua incapacità comunicativa e linguistica. Nel mio piccolo, con Anellidifumo prima e con Anellidifum0 adesso, ho sempre sostenuto questa teoria. La comunicazione politica è uno dei campi che mi affascinano e nei miei studi sul Senatore McCarthy, uno dei massimi maghi della comunicazione politica del Novecento (ma attenzione: non della comunicazione televisiva, che fu proprio l’handicap che lo fece tramontare), ho più volte ribadito ciò che in fondo tutti noi sappiamo: se vuoi candidarti a guidare il Paese, occorre che la gente – tutta, soprattutto la meno scolarizzata – ti capisca e ti percepisca come emotivamente vicino.

Essere chiari. Non usare, per un politico italiano, il latino o l’inglese o altre lingue in campagna elettorale.

Ripetere: ripetere pochi concetti, poche frasi, poche idee ben precise. Tornare a ripeterle e ricordare al pubblico di averlo detto. Che poi è un elemento base dei manuali di propaganda (non solo politica) dai tempi dell’invenzione della radio, eh, non è che sia roba nuoverrima.

Parlare a tutti, non avendo paura di dire ciò in cui credi. Vuoi dare l’asilo nido a tutti quelli che hanno figli, e soprattutto a chi ne ha di più e ai più poveri? Il tuo slogan sia: “Un asilo per tutti i figli”. Che, implicitamente, contiene elementi difficili da far accettare ai più intolleranti e meno scolarizzati, tipo “anche per i figli degli zingari e degli immigrati e dei miliardari in euro” ma non c’è bisogno di starlo a sottolineare. Il messaggio che passa è quello semplice. Tu ripetilo mille volte ovunque tu vada, e sarai ricordato “come quello degli asili a tutti”. Parlare a tutti significa lasciar entrare un pochino di populismo, non c’è dubbio. Può far storcere il naso agli alto borghesi il quid di populismo, ma le elezioni politiche sono l’eccellenza del popolare e del populistico. Guardate all’oratoria dei grandi capi politici italiani di oggi: forse che manchi un quid di populismo in Berlusconi, Bossi, Fini, Casini, Grillo, Di Pietro, Vendola? Chi più, chi meno, certo. Ma c’è in tutti, e poi sta a te saper non eccedere. Continua a leggere

Saltare sul carro davanti ai buoi (cambiare i proverbi)

da Ciwati

Il nostro segretario fa largo uso di proverbi e espressioni idiomatiche. Tipo: «cerino in mano», «carro davanti ai buoi», «pettinare le bambole», «qui casca l’asino». Per il bene della «ditta» (appunto), propongo coram populo che si intervenga sui proverbi per trasformarli in senso progressista. Alcuni esempi:

«Tanto va la banda larga…», per l’innovazione tecnologica.

«Non sono i migliori quelli che se ne vanno», contro la fuga dei cervelli.

«Una volta qui sarà tutta campagna», contro il consumo di suolo.

«Qui casca il porcellum», per la riforma della legge elettorale.

Provateci anche voi. Un’ultima precisazione: il carro, di questi tempi, va messo davanti ai buoi, perché senza un messaggio di qualche significato, temo che sul carro non salterà nessuno. Per dire.

Il briefing col cliente

da Popolino

bersanichiusura105449_imgRoma, via Sant’Andrea delle Fratte, sede nazionale del Partito Democratico.
Lunedì mattina.

Funzionario 1 – … e quindi avremmo pensato di fare questa grande campagna di affissioni, tra agosto e settembre…
Funzionario 2 – Grande, sì.
Pubblicitario – Oh, benone. E su cosa avete pensato di farla?
Funzionario 1 – Sui muri.
Funzionario 2 – Certo, sui muri.
Funzionario 1 – Le affissioni si fan sui muri. Dove sennò?
Funzionario 2 – Ma tu guarda che tipo.
Funzionario 1 – Questi creativi.
Funzionario 2 – Roba da matti.
Pubblicitario – Fermi! Intendevo dire: su cosa volete basarla? Quale tema?
Funzionario 1 – Ah, il tema.
Funzionario 2 – Quand’è così.
Funzionario 1 – In realtà non ci abbiamo pensato, credevamo potesse darci lei un consiglio.
Pubblicitario – Beh, io in realtà posso darvi consigli su come rendere un messaggio, ma il messaggio stesso spetterebbe a voi… Possibile non abbiate niente da comunicare?
Funzionario 1 – Al momento? Non molto.
Funzionario 2 – No no.
Pubblicitario – Scusate, allora perché volete fare una campagna proprio ora? Non sarebbe meglio aspettare?
Funzionario 1 – No, perché in segreteria hanno deciso che non comunicavamo abbastanza.
Funzionario 2 – E poi c’è la faccenda del budget.
Pubblicitario – Poco budget?
Funzionario 1 – Macché. Troppo. Ogni mese dobbiamo spendere un tot, altrimenti sembra che non si faccia niente, e questo noi non lo vogliamo.
Funzionario 2 – Non lo vogliamo.
Pubblicitario – Capisco. Bene, proviamo a pensare a qualcosa. C’era quella storia tirata fuori poche settimane fa, i dieci punti per l’Italia, costruiamo l’Italia di domani, com’era?
Funzionario 1 – No, quella no.
Funzionario 2 – No no.
Funzionario 1 – Nessuno se la ricorda più. Neppure noi. Non sapremmo ricostruire i motivi per cui fu lanciata.
Pubblicitario – Almeno si può sapere quale agenzia l’aveva realizzata?
Funzionario 2 – Agenzia? Quale agenzia?
Pubblicitario – Come non detto… Proviamo a cambiare metodo. Che appuntamenti avete tra agosto a settembre?
Funzionario 1 – Appuntamenti? Non saprei.
Funzionario 2 – A settembre c’è la festa nazionale.
Pubblicitario – Perfetto!
Funzionario 1 – Eh no, quella non si può. La cura qualcun’altro, di un’altra corrente. Al massimo un accenno.
Funzionario 2 – Equilibri interni, capisce…
Pubblicitario – Come no. Nemmeno uno degli appuntamenti?
Funzionario 1 – C’è il concerto di Dalla e De Gregori
Funzionario 2 – Li abbiamo riuniti!
Funzionario 1 – Un grande risultato politico.
Pubblicitario – Ah beh, complimenti. Riunirete anche i Pooh?
Funzionario 1 – Ci abbiamo provato, purtroppo è impossibile.
Funzionario 2 – Impossibile.
Funzionario 1 – Stefano D’Orazio ci starebbe, ma Riccardo Fogli non vuole saperne.
Pubblicitario – Ma che peccato. Altro?
Funzionario 1 – Beh, c’è ‘sta cosa, non so se interessa…
Pubblicitario – Proviamo.
Funzionario 1 – Può essere che si vada a elezioni anticipate.
Pubblicitario – Ma allora è risolta…
Funzionario 1 – No, non si può manco quello. Perché ne sappiamo troppo poco, e poi forse noi a elezioni non vogliamo andarci, non siamo pronti.
Funzionario 2 – In realtà non ci abbiamo mai pensato, sa com’è, con tutto quel che c’è da fare, organizzare campagne…
Funzionario 1 – Che poi è lo stesso motivo per cui non possiamo parlare di proposte concrete, finché non abbiamo un programma.
Pubblicitario – E quand’è che avrete il programma?
Funzionario 1 – Ah ah ah, molto divertente.
Funzionario 2 – Che fa, sfotte?
Pubblicitario – Per nulla, si figuri… Mi sta dicendo che non si può parlare di niente?
Funzionario 1 – Forse una cosa generica, com’era quella là famosa… Quella sulle tasse…
Funzionario 2 – “Meno tasse per tutti”!.
Funzionario 1 – Bravo!
Funzionario 2 – Modestamente.
Pubblicitario – Veramente… quella era una campagna di Berlusconi.
Funzionario 1 – Allora no, Berlusconi non si può.
Funzionario 2 – Non si può. Noi siamo alternativi a Berlusconi, sa?
Pubblicitario – Non mi dica.
Funzionario 1 – Giuro. Però era una buona idea, potremmo provare un messaggio radicalmente diverso…
Funzionario 2 – “Più tasse per tutti”!
Funzionario 1 – Genio!
Funzionario 2 – Grazie, m’è venuta così.
Pubblicitario – Sicuri? Mi sembra un po’ estrema…
Funzionario 1 – Allora no. Noi dobbiamo rassicurare l’elettorato.
Pubblicitario – Ecco, mettiamola così.
Funzionario 2 – Ne ho un’altra!
Funzionario 1 – Genio! Vai.
Funzionario 2 – “Pd meno elle”.
Pubblicitario – Ussignur.
Funzionario 1 – Non va bene?
Pubblicitario – E non va bene no, porca schifa! Scusate, ma questa è una battuta di Beppe Grillo! Una battuta su di voi, tra l’altro.
Funzionario 1 – Beppe Grillo?
Funzionario 2 – Non conosciamo.
Pubblicitario – Come non conoscete? Beppe Grillo, quel comico genovese che…
Funzionario 1 – Ora ho capito! Ma è fortissimo! Hai capito tu?
Funzionario 2 – Ma certo! Besughi! Fortissimo.
Funzionario 1 – Ah ah ah. Fortissimo.
Funzionario 2 – E poi, è tutto rosso!
Funzionario 1 – Rosso va bene.
Funzionario 2 – Rosso è bello.
Funzionario 1 – Però che dice, ci chiederà i diritti?
Pubblicitario – I diritti?
Funzionario 1 – Sì, per usare il suo materiale, la sua battuta. Meglio lasciar perdere.
Pubblicitario – Penso sarà una lunga giornata.
Funzionario 1 – Ha ragione, guardi che ora s’è fatta. Dobbiamo cercare di finire prima della scissione delle 16.
Funzionario 2 – Cazzo, quasi scordavo la scissione delle 16. Chi è che se ne va dal Pd oggi?
Funzionario 1 – Vabbè, ci pensiamo dopo. Senta, tagliamo la testa al toro: mettiamoci una bella foto del segretario nazionale.
Pubblicitario – Andata. Come lo vestiamo, in giacca?
Funzionario 1 – Questo potrebbe essere un problema. Se non sbaglio, al momento, il segretario ha lasciato i panni del serio uomo di Stato per trasformarsi nel personaggio vicino alla gente.
Funzionario 2 – Confermo, e quindi niente giacca. Maniche di camicia.
Pubblicitario – Ma questo è fantastico! Finalmente iniziamo a ragionare. Camicia bianca?
Funzionario 1 – No, bianca no. Sarebbe un’eccessiva concessione nei confronti della componente moderata. Non si può fare.
Funzionario 2 – Non si può. Verde?
Pubblicitario – Scusate, ma il verde non è il colore della Lega?
Funzionario 1 – Ah già.
Pubblicitario – Azzurra?
Funzionario 1 – Azzurra… mi sa di confindustriale, di padroni, di fighetti…
Funzionario 2 – Fighetti. Rossa?
Funzionario 1 – Rossa va bene.
Funzionario 2 – Rossa è bello.
Pubblicitario – Mi sa che stiamo sbagliando approccio. Una camicia rossa, in foto, sembrerebbe un po’… non so come dire… innaturale. Voglio dire, chi è che si mette una camicia rossa?
Funzionario 1 – Io spesso.
Funzionario 2 – Io pure.
Pubblicitario – Fidatevi, meglio lasciar stare. Che ne dite di viola? Quest’anno è di gran moda.
Funzionario 2 – Viola?
Funzionario 1 – Viola mi sa di ambiguo, non vogliamo urtare l’elettorato del family day.
Funzionario 2 – Il family gay.
Pubblicitario – Blu? Vi prego.
Funzionario 1 – Blu non è male, ma mi sembra limitante scegliere un colore solo. Meglio una camicia a righe.
Funzionario 2 – Righe bianche!
Funzionario 1 – Però sottili, altrimenti sarebbe un’eccessiva concessione nei confronti della…
Pubblicitario – … della componente moderata, scommetto. Però c’è un problema, le camicie a righe in foto vengono male… Ma è ok, purché si esca da questo empasse. Passiamo al tipo di foto. Proporrei un taglio ravvicinato, moderno.
Funzionario 1 – Meglio di no, la modernità spaventa l’elettorato.
Pubblicitario – Certo che è difficile lavorare con voi. Intendevo un’inquadratura un po’ sbilenca, magari una che gli tagli via la calvizie…
Funzionario 1 – Calvizie? Quale calvizie?
Pubblicitario – Beh, con rispetto parlando… ma il vostro segretario è calvo come una boccia.
Funzionario 2 – Le bocce! La bocciofila!
Funzionario 1 – Calmati. Comunque non è calvo. E’ diversamente tricotico.
Pubblicitario – Come vi pare. Il punto è… come faccio a spiegarvelo? Ecco, mettiamola così: sarebbe un’inquadratura dalla prospettiva un po’ esasperata. Ispirata allo strutturalismo russo.
Funzionario 2 – Russo va bene.
Funzionario 1 – Russo è bello.
Pubblicitario – Dio ti ringrazio. Passiamo allo slogan.
Funzionario 1 – Io dico: già che è in camicia, facciamogliele rimboccare.
Funzionario 2 – “Rimbocchiamoci le maniche”.
Funzionario 1 – Genio!
Pubblicitario – Sì… non male, per carità… un po’ banale…
Funzionario 2 – Ha ragione, non basta.
Funzionario 1 – Bisogna aggiungere qualcosa. Qualcosa di attuale..guarda un po’ il giornale di oggi, di cosa parla?
Funzionario 2 – C’è Vendola. Oh, mica possiamo mettere l’orecchino al segretario!
Funzionario 1 – Ma no, guarda cosa dice.
Funzionario 2 – Cosa dice… bla bla bla, narrazione, speranza, sogno…
Funzionario 1 – Sogno! Ci siamo!
Pubblicitario – Fate pure come se io non ci fossi. Guardarvi ragionare mi ripaga del tempo perso.
Funzionario 1 – Ma sì, bisogna dire qualcosa su questa cosa dei sogni, che Vendola ha rotto le palle e poi ce la menano che siamo troppo aridi.
Funzionario 2 – “Cominciamo a sognare”.
Funzionario 1 – Genio!
Pubblicitario – Sì, genio, come no. Allora, ricapitolando, “Cominciamo a sognare” o “Rimbocchiamoci le maniche”?
Funzionario 2 – Entrambi.
Pubblicitario – Come entrambi? Guardate, c’è questa regola base della comunicazione, consiste nel fatto che non si mischiano metafore che tra loro non sono attinenti. Crea confusione. E’ come dire, chessò: l’acqua è bagnata, il cane è il miglior amico dell’uomo. Non c’è il collegamento.
Funzionario 1 – Però sono entrambe cose vere.
Funzionario 2 – Esatto. Così, come dite voi… intercaliamo due parsec diversi.
Pubblicitario – “Intercettiamo due target diversi”.
Funzionario 2 – Come?
Pubblicitario – Si dice “intercettare due target…”. Niente, non importa.
Funzionario 1 – Bene, direi che abbiamo finito.
Pubblicitario – Penso anch’io, per fortuna.
Funzionario 1 – Siamo molto soddisfatti, è stato un piacere, oltre che molto produttivo.
Pubblicitario – Volete vedere un preventivo?
Funzionario 1 – Ma no, non sottilizziamo, su certe cose non si può mica risparmiare. Questa roba è oro puro, senz’altro ne varrà la pena. Anche se, oggettivamente, il grosso del lavoro l’abbiamo fatto noi.
Funzionario 2 – Oggettivamente.
Pubblicitario – Oggettivamente.
Funzionario 2 – Ma non si preoccupi, si fa per scherzare!
Pubblicitario – E’ sempre un piacere lavorare con voi.
Funzionario 1 – Alla prossima!
Pubblicitario – Non mancherò.

Primache?

Mentre Gilioli si augura che il PD cominci a muoversi per le primarie nazionali, in vista delle probabili elezioni di marzo, sembra che invece Bersani stia facendo pressioni affinché non si facciano a Torino.

P.G. B3rsany

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La Grande Unione di Bersani

da Ciwati

Christian mi tira giù dal letto. Mi dice che anche Bersani ha scritto una lettera. Come Walter (ormai è un genere letterario). E, dice Christian, sembra la lettera di un segretario di sezione degli anni Sessanta. No, è del 2010. Di un politicismo esasperato, come le ultime dichiarazioni del nostro segretario, la lettera illustra, in sintesi, la disponibilità del Pd a costituire un governo tecnico e, nel caso di elezioni anticipate, un vasto schieramento, denominato Grande Alleanza (con la presenza di Casini, si potrebbe anche usare il termine ‘Santa’) contro il Mostro. Una cosa diversa dall’Unione e, però, a ben guardare, del tutto simile. Anzi, più grande. Una Grande (Grosse?) Unione per una legislatura costituente (solo?).

Bersani poi propone la costituzione di un nuovo Ulivo, dai confini indefiniti, che assomiglia al vecchio Ulivo, ma sarebbe diverso (forse è un Ulivo di terza generazione, come il nucleare). Non so, ma a quelli che criticavano la lettera di Veltroni, consiglio una lettura in parallelo delle due missive. Così, magari ci si rende conto che il concretissimo Bersani è più vago del veltroniano Walter. E che a parte l’«impegno univoco» e la «fisiologia democratica», non si capisce che cosa andremmo a fare, al governo del Paese. Pensavamo che dopo B si aprisse una nuova fase, di coraggio e di speranza: e invece si dà per scontato che sia imbattibile, e che si debba fare la “raccolta punti” di tutti i partiti per batterlo.

Ricordo che Bersani rimproverava a Franceschini di limitarsi all’anti-berlusconismo, nei lunghi mesi del Congresso dello scorso anno. Ora l’ex segretario potrebbe rispondere, come si faceva da bambini: “specchio riflesso”. In sostanza, una via d’uscita dal berlusconismo che lo conserva totalmente, senza slanci, né orizzonti nuovi e diversi. Così, per la cronaca. In ogni caso, non è colpa di Bersani: è tutta colpa di Christian, se mi sono svegliato male.

P.S.: il finale è epico: «suoneremo le nostre campane». Non ci limiteremo ai campanelli, insomma. Wow.

Facciamo cose (di sinistra)

da Ciwati

Jacopo Fo scrive a Bersani. In qualità di presidente del Forum del Pd più inutile che ci sia – una sorta di Forum Brancher, perché tutte le deleghe di cui mi dovrei occupare sono già assegnate a qualcun altro (anzi, a molti altri) -, gli rispondo «di persona, personalmente», offrendo a Fo tutta la mia personale disponibilità per fare le cose (di sinistra) che propone, per attivare tutti i nostri canali e per studiare insieme il servizio migliore da offrire ai nostri amministratori, perché le buone pratiche democratiche si diffondano (anche attraverso la rete che già c’è, Inbuonemani.org):

Il Pd potrebbe organizzare un centro di consulenze, uno sportello di servizi per i sindaci, che aiuta i Comuni a non perdersi nel labirinto burocratico e e nella giungla delle offerte. Un centro che organizza strategie energetiche, certifica tecnologie, prepara i bandi, le gare d’appalto, contratta sconti con le aziende produttrici, convenzioni con le banche e studia l’architettura di sistemi di partecipazione popolare al finanziamento dell’efficienza energetica dei comuni. Non è una cosa difficile.

No, non lo è. E proviamo a farla, questa volta. <!– –>

Ghiacciolo all’amarena

da Marta Meo

La busta numero tre. Non si potevano trovare parole migliori per descrivere la capacità del piddì di impelagarsi subito in una discussione inutile. E del resto la stampa di settore famelica di prese di posizione democratiche (mica per altro, sono tutti precari e freelance e rischiano di perdere il lavoro) ci si butta a pesce.

Mi hanno chiesto: “Ma tra Vendola e Bersani tu cosa sceglieresti?”
Io, al momento, ghiacciolo all’amarena. Grazie