Archivi tag: Bossi

La società dei magnaccioni

via Dissapore

“Berlusconi ricatta Bossi: il simbolo della Lega è suo!”

Rosanna Sapori, ex leghista e giornalista della Padania, racconta al Riformista che il logo del Carroccio, lo spadone di Alberto da Giussano, appartiene a Silvio, che ha aiutato il Carroccio in un momento di difficoltà.

Lotte di successione

Pare che oltre al dopo-Silvio sia in ballo il dopo-Bossi

Da noi si diventa ministri

In Francia due dipendenti Fnac sono stati licenziati per oltraggio alla bandiera.

Rotture

“Domani rompo”, ha annunciato, e quel domani è oggi. Feltri prepara il terreno, Ferrara sbrocca al TG1. Finiani e non stiano attenti. Da Granata alla Bongiorno, rea di voler salvare anche i blog, non ci sono consigli e richieste di tregua che tengano: il futuro è della ditta padana B&B (che l’altra B l’hanno già condannata). E meno male che ci pensa il nostro B a mettere un po’ di serietà.

Il Quota

da Ciwati

Siamo al federalismo senza limitismo. Ormai ne hanno una ogni giorno, poi tanto la smentiscono e il federalismo non lo vedremo mai. Notare il passaggio sulle quote latte. Fantastico. Perché, anche alla luce del nick affibbiato all’erede, non lo chiamiamo «il Quota»?

Tutti contro tutti

Alemanno contro la Lega, La Russa contro i quaquaraquà, il pubblico del MJF contro la Moratti, il PdL contro Granata per minacciare Fini (che a sua volta si scaglia contro Verdini e Cosentino) mentre Berlusconi avverte che il “giocattolo” è suo. Non tutti sono segretari semplici, come Umberto:

Io sono un segretario semplice: se uno pianta casino penso che non gli interessa niente del federalismo né della Padania e lo mando via, non perdo tempo e non servono congressi perché l’incaricato sono io.

D’altronde, non tutti sono partiti da cani, e non tutti possono pretendere miliardi su miliardi al tavolo delle trattative.

Ma noi non ci curiamo dei loro guai e non ci fermiamo (se non in coda in autostrada). Noi andiamo oltre. Insieme.

Ipocrisie

Dito medio alzato, i leghisti si godono la Dolce Vita di Roma Ladrona.

Sarà forse per Barbareschi, ma il povero Silvio si sente vittima di una campagna mediatica.

Mentre si erge a paladino della libertà contro il ddl intercettazioni, Fini prende in giro la rete e lascia intatto l’articolo ammazza-blog (e anche i giornali, prendendo spunto, dicono Me ne frego).

Nonostante le promesse i parlamentari non si mettono d’accordo sul taglio degli stipendi. Accordo unanime invece fra i consiglieri capitolini per aumentare le poltrone.

Permesso su permesso, i sindacati italiani preferiscono perdere le fabbriche piuttosto che, in questa situazione di crisi, rimboccarsi le maniche e far qualcosa che non hanno mai fatto: lavorare.

Con la scusa degli errori della Gelmini gli insegnanti italiani rifiutano la meritocrazia e fanno di tutto per aggirare gli esami, per paura di non essere all’altezza.

Dulcis in fundo, mentre Berlusconi è travolto dalle sue ombre, l’opposizione movimentista cosa fa? Va a prendere il sole.

Sensazionale!

Le Nazioni Unite chiedono al governo di intervenire sul ddl perché “può minare il diritto alla libertà di espressione” e annunciano missione nel 2011 per verificare situazione.

Dai caschi blu alle toghe azzurre. Berlusconi aveva ragione nel dire che i giudici sono corrotti. Da lui.

Da Berlusconi a Bossi. Tutto in famiglia per diritto dinastico, come ai bei tempi. Infante (o lattante) di Lombardia?

E, a proposito di Lombardia… Sapessi come è strano, la ‘ndrangheta a Milano.

Sempre peggio, insomma.

Sul fronte opposizione, però, candidati a parte, Milano si muove.

Sènsa fì

da Giornalettismo

Umberto Zanetti, volto di Telepadania, proporrà ai suoi spettatori le versioni in bergamasco de L’Infinito, scritta da Giacomo Leopardi, e del primo canto dell’Inferno, dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. «Sènsa fì/Sta colina solinga la m’è cara, / come sta sèsa, che la me scond vià/ ona gran part de l’oltem orisònt» : questa la traduzione in dialetto dei primi versi dell’arcinota poesia del poeta di Recanati. Lo riporta l’ADNKronos: insieme al più noto capolavoro di Leopardi, saranno tradotte in bergamasco anche “Il sabato del villaggio”, “La quiete dopo la tempesta” e “Il passero solitario”. Nelle altre due puntate del ciclo bergamasco de “Le nostre lingue” saranno proposte al pubblico di Telepadania le traduzioni da Ugo Foscolo, “I Sepolcri” e del primo canto dell’Inferno, dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Per Roberto Fiorentini, direttore dell’emittente, “con queste nuove puntate, Telepadania vuol proseguire nella sua opera si riproposizione delle lingue madri del lombardo. Il bergamasco ricopre un ruolo centrale: sempre bistrattato dai benpensanti, è invece un idioma pieno di poesia e di splendide sfumature lessicali.” E, evidentemente, ideale per tradurre poesie di un poeta marchigiano, un patriota veneto e dal capolavoro di un fiorentino.

SPERIMENTAZIONI - Non è la prima volta che la trasmissione di Telepadania si avventura in traduzioni inconsuete. “Le nostre lingue” aveva già proposto il Vangelo in varesotto, nel periodo della scorsa quaresima. Per Fiorentini, in quel caso si trattava di “un’iniziativa che vuole anche valorizzare moltissime pubblicazioni in lingua regionale che si occupano dei testi sacri”. A febbraio, la trasmissione aveva dato rilevanza ad un inedito Umberto Bossi poeta, che aveva composto un ode all’Aeroporto di Malpensa: “Sacri sono i boschi / e i prati / e la nostra acqua / e i venti / e la neve. / Sacre sono le radici / e la nostra lingua. / Neanche tutti gli esseri del mondo / neanche il Papa / valgono come un ramo di nocciolo / o un cinguettio di un uccello”. E, sempre sotto Pasqua, la trasmissione aveva riproposto una vecchia Via Crucis di papa Giovanni  Paolo II, ovviamente ancora in dialetto: e in quel caso ancora Fiorentini dichiarava che si trattava “di un’operazione che vuol essere, in questo tempo ancora pasquale, un omaggio al pontefice di cui si ricorda in questo mese i cinque anni dalla scomparsa. Non solo: vuole anche dimostrare che la lingua regionale bene esprime i sentimenti religiosi anche quelli più intensi e profondi.”