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Spostare i colpevoli non lo faceva la Chiesa?

Forse le Agende Rosse non saranno d’accordo, ma nell’anniversario della strage di Via D’Amelio alcuni comportamenti della magistratura fanno molto più male del vandalismo di qualche cretino. E non ci resta neanche il calcio, per consolarci.

Bomber

da Giornalettismo

Secondo Newsweek, il parallelo fra lo sport più noto e amato al mondo e la Jihad globale professata dai terroristi islamici non è così fantascientifico.

I terroristi islamici, e in generale i musulmani ortodossi, apprezzano in modo particolare il calcio, più di quanto si potrebbe pensare. E’ quanto afferma Newsweek, in un articolo che sottolinea le analogie e le affinità fra la Jihad globale e la Coppa del Mondo. Ad esempio, racconta il magazine, Osama Bin Laden è un discreto centravanti; ad esempio, un mese fa alcuni terroristi di Al Qaeda in Somalia hanno ucciso dei tifosi a Mogadiscio perchè il guardare la Fifa World Cup non sarebbe stata attività gradita ad Allah: ma se il loro leader avesse potuto fermarli, scrive il settimanale, lo avrebbe fatto di certo.

FootballAllah  200x150 Sorpresa: Osama Bin Laden adora la Coppa  del MondoCALCIO RECLUTAMENTO – Davanti al pallone si ferma anche la Jihad, pare. Per almeno tre ragioni: primo, perchè agli islamici il gioco piace proprio (l’articolo ricorda il passato da giocatori dei leader di Hamas, il movimento radicale islamico al governo della Striscia di Gaza, e di quelli di Hezbollah, il partito fratello libanese); secondo, perchè il Profeta Maometto prescrive a tutti i fedeli di mantenersi in buona forma fisica; terzo, continua Newsweek, perchè non c’è modo migliore di reclutare affiliati. Osama Bin Laden lo sa bene, visto che quando era agli inizi, portava un pallone e il pranzo per tutti, e organizzava delle partite nelle zone depresse e povere dell’Arabia Saudita. Dopo il match “non si lasciava scappare l’occasione di instillare lezioni religiose, offrendo un trattamento di favore ai partecipanti che riuscivano a rispondere a domande sul Corano e sugli insegnamenti di Maometto, anche durante occasionali interruzioni del gioco.”

PECCATO – Negli anni ‘90, continua l’articolo, nei lunghi anni noiosi in cui Al Qaeda aveva il suo campo base in Sudan, i terroristi che si addestravano alla guerra santa globale avevano messo in piedi un regolare e stabile torneo di calcio, con squadre, tabellone e trofeo, e partite disputate “dopo la preghiera del Venerdì”. E “poco prima dell’11 settembre, un soldato di Al Qaeda che nulla sapeva dell’imminente attacco terroristico avrebbe avuto un sogno in cui alcuni compaghi jihadisti – tutti quanti curiosamente vestiti da piloti – stavano stracciando l’America a calcio”. Dunque, vista la passione che i terroristi nutrono per il gioco del calcio, Newsweek immagina che in questo momento saranno tutti molto tristi “visto che le uniche due nazioni a maggioranza musulmana qualificate in Sudafrica, Nigeria e Algeria, sono state eliminate”.

Povero Trota

Balotelli gli contende la ragazza e i suoi compagni di partito tifano per la Nazionale italiana, invece che per la sua Padania.

Forza Italia!

Adesso che non è più un partito, e che i giocatori della Nazionale ci stupiscono promuovendo le celebrazioni per l’Unità d’Italia e chiedendo di non mescolare calcio e politica, riappropriamoci di questo grido.

Ahmed, che non sa fare le rovesciate

da Metilparaben

Al parco, fumo una sigaretta e guardo i miei figli che giocano a pallone insieme ai loro amici.
Uno di loro si chiama Ahmed, è un po’ cicciottello e qualche volta lo prendono allegramente in giro, come succede fra ragazzi, perché non è esattamente il Milito della situazione.
Ebbene, sapete cosa mi fa imbestialire? In questo paese un mucchio di gente cerca ostinatamente di insegnare ai miei figli e ai loro compagni che Ahmed dovrebbe essere preso in giro, e possibilmente emarginato, non perché non sa giocare a pallone, ma perché è un islamico del cazzo che sta cercando di minare irrimediabilmente le fondamenta della nostrà civiltà.
E sapete perché questa cosa mi manda in bestia? Non soltanto perché, com’è evidente, si tratta di una panzana bella e buona utilizzata strumentalmente per seminare odio fra le persone; ma anche, e direi soprattutto, perché quella bugia sottrae ad Ahmed il diritto di farsi prendere per il culo per un motivo normale, cioè il fatto di non saper fare le rovesciate, e gli consegna in cambio una ragione per odiare, e per essere odiato, che alla sua età è assolutamente insostenibile.
Ciò che questa gente sta facendo non è soltanto una quotidiana e incessante campagna di incitamento all’odio razziale, ma anche una violenza psicologica cinica e spietata ai danni di bambini che dovrebbero avere ben altre cose di cui occuparsi.
Ricordiamocene, la prossima volta che uno di questi fenomeni verrà a parlarci dei diritti dell’infanzia.

Pausa tricolore

Nel giorno del centenario della prima partita della Nazionale italiana di calcio, vinta contro la Francia, e mentre la stessa Francia vince oggi i mondiali di Gaza

In un giorno come questo possiamo accettare la deriva pallonara ed appoggiare il Post con le sue 10 ragioni a favore dello scudetto alla Roma:

1 - Il Paese ha bisogno di maggiore umiltà, non di una squadra invincibile che quattro anni fa “pretese” lo scudetto e lo ottiene da allora

2 - La rivalità tra interisti e juventini è l’ennesima contrapposizione in un paese diviso: è il momento di allentare, della terza forza (astenersi Nick Clegg)

3 - Tutti abbiamo almeno un interista a cui vogliamo bene, e sappiamo cosa lo aiuti a crescere: una occasionale delusione

4 - La vittoria degli sfavoriti è sempre – evangelicamente – più promettente (e appassionante)

5 - I lettori di Gad Lerner non ne possono più

6 - La Juve se lo merita, Claudio Ranieri che vince lo scudetto

7 - Solo una nuova canzone sulla Roma può riscuotere Antonello Venditti

8 - Di Ranieri abbiamo detto: poi ci sono Pizarro e Burdisso scartati dall’Inter, Brighi scartato dalla Juve, Toni scartato dal Bayern, Riise scartato dal Liverpool, Baptista scartato da mezza Europa, eccetera. E Julio Sergio, ex terzo portiere diventato fenomeno. La Roma che vince è la riscossa degli emarginati

9 - La prima donna presidente che vince uno scudetto

10 - Il Post è a Milano, e la mattina ci alziamo presto

L’esempio di Maroni

Il ministro Maroni dice che andrebbero banditi dagli stadi (e mica solo da quelli, aggiungiamo) “i genitori che incitano i figli alla violenza”. Tipo quelli che (citazioni testuali) invitano a imbracciare i fucili, a fare pum-pum ai negri, a pulirsi il culo col tricolore, a usare il cannone o il bazooka contro le barche di clandestini, a regalare la “Campagnia” alla Spagna, a fare pulizia etnica dei culattoni, a eliminare i bambini zingari eccetera eccetera?

Emilio Marrese

La leva politica della classe ’75

Pippo Civati si ritaglia un posto da numero 10, sulla trequarti sinistra:

Il mio posto è in quella posizione, da sempre: la fascia, quella sinistra, sulla tre quarti. Un po’ di passaggi e, quando si riesce, qualche pallone buono, qualche assist. Il campionato democratico, del resto, è appena iniziato. E anche se il campo è stato un po’ pesante, finora ci siamo divertiti. Perché siamo una squadra di persone («di persona, personalmente») che viene dai campetti dell’Italia periferica. E lì è già tornata, a recuperar palloni. Un consiglio sempre utile è quello di non affezionarsi troppo alla palla, darla via “di prima”, velocemente, con precisione. Questo è quello che vorremmo fare. Da sinistra, verso la porta (ma senza ‘accentrarci’ più del dovuto), se ne saremo capaci.

Da noi sarebbe parlamentare

In Danimarca uno che si dichiara omofobo non può neanche fare il calciatore.

La partita del giorno

Campionato di terza categoria, Roma.

Oggi si sfidano Liberi Nantes (25 giocatori di sette nazionalità arabo-africane) e Maccabi Haifa (30 atleti di religione ebraica).

Ma col terzo tempo a vincere sarà l’amicizia fra i popoli.