La figlia di un aspirante giudice dell’ Oklahoma ha acquistato spazi pubblicitari e aperto un blog per impedire l’elezione del familiare
In Oklhoma un aspirante giudice si prepara alle elezioni giudiziarie della propria contea. Con un ostacolo in più. La figlia, Jan Schill (in realtà figlia della moglie), 31 anni, gli fa campagna elettorale contro. Succede a John Mantooth.
La figlia ha pagato per una pagina pubblicitaria trimestrale, con la pubblicazione di una foto di famiglia. La signora mette in evidenza tutti i casi in cui il padre è stato denunciato.
NON SAREBBE UN BUON GIUDICE – Disponibile anche un apposito sito web: donotvoteformydad.com. “Non è un buon padre – si legge oggi nella homepage del blog – non un nonno buono e, a mio parere, un riesame dei suoi 37 anni come avvocato a Cleveland, Garvin e McClain Contee dimostra pure che egli non sarebbe un buon giudice“. Dispiaciuto il diretto interessato: “Questa è una questione di famiglia che avrei voluto mantenere riservata – ha fatto sapere due giorni fa l’aspirante giudice – Sono molto triste per questo. Molto deluso. Sto male, ma comunque spero che le cose con mia figlia possano andare meglio“.
MANOVRA POLITICA? – Keith Gaddie, professore di scienze politiche presso l’Università di Oklahoma, parla di “politica del reality show. E’ disgustoso, indegno, ed è reale“. Mantooth vede anche lo zampino di manovre politiche dietro la campagna della figlia. Suo figlio Andrew Schill, fratello di Jan, sarebbe stato socio di uno dei suoi avversari nelle primarie di martedì prossimo, Greg Dixon: “Sono circostanze strane - ha detto - Credere che Dixon non c’entri niente in tutta questa storia è come credere che le mucche danno latte al cioccolato“. Andrew respinge le accuse al mittente, sottolineando come la sua partnership con l’avvocato si sia sciolta nel 2007, anno in cui si è trasferito in Colorado: “La gente trarrà da sola le sue conclusioni“, dice oggi. Anche Dixon nega ogni coinvolgimento affermano di non aver nulla a che fare con annuncio e sito web: “Non voglio usarlo per la mia campagna politica“.