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Tanto rumore per nulla (ancora)

Fra accordi per l’astensione e inni al duce, un’altra giornata è passata. Ma se anche il governo cadesse, a Berlusconi probabilmente converrebbe.

La battuta del giorno

Casini, pensando al Pdl: «Ci accusano di trasformismo, poi ce lo chiedono».

(via Ciwati)

Larga la foglia stretta la via

da Manteblog

Leggo sul blog di Pierferdinando Casini che il leader dell’UDC nei giorni scorsi si e’ interrogato su smartphone e banda larga:

Pier Ferdinando Casini si è interrogato nei giorni scorsi sul significato dell’allarme lanciato da Calabrò.

Dopo lunga interrogazione, tecnicamente appaltata a Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione di Vigilanza Rai, la proposta dell’UDC sulla annosa questione della rete trasmissiva in Italia è la seguente:

Poco è stato fatto e tanto c’è ancora da fare. Aprire un confronto costruttivo sul tema è un primo passo. Raccogliamo riflessioni utili, pareri sulle strade da intraprendere, sugli errori commessi in passato e da evitare in futuro. Il dibattito è aperto.
Dite la vostra.

La solita imbarazzante comitatologia dei senza idee.

Una splendida giornata

Cucù! Il latin lover rivela che per cambiare l’Italia ha bisogno di altri 75 anni di governo. Anche a destra lo credevano più bravo.

Ma mentre dall’estero si spiegano come funziona da loro la legislazione sulle intercettazioni (Legge Amintore Bavaglio) e da noi D’Alema riesce a farsi sanzionare dall’Ordine dei Giornalisti, la cena per farli conoscere (il menu sarà polpo o piovra?) contina a tener banco: Rutelli (non invitato, così come i cattolici PD) è confuso da Casini, che non capisce da che parte sedersi.

Farà meglio a decidersi, perché il PD siciliano sta per rubargli i posti di destra, mentre quello marchigano li ruba anche all’ala più estrema del PdL.

In questo scambio di poltrone capita che chi promette meno tasse poi le aumenti o che chi inveisce contro Roma ladrona sia scoperto a rubare, così come un pensionato con la social card si ritrovi a sua insaputa proprietario di uno yacht.

Non è un caso, forse, che la speranza qui ha il colore del lutto. Sempre che non la massacrino di botte, prima.

Fini comuni

Esultare insieme e vedere Gianfry attaccato da Il Giornale come “leader della congiura” non è un denominatore comune bastante a formare un governo. Servono idee. Serve un partito. Serve un segretario che sia presente. Serve passione. Serve un cambio di passo. E non bisogna mai fidarsi di quegli animali politici lì: lo sai come son fatti, prima ti illudono e poi scappano via col miglior offerente. A meno che stavolta non sia Berlusconi stesso a concedersi una caduta di governo, per non metter la sua firma su una manovra restrittiva e poter tornare presto più forte di prima… Oppure no, e resisterà con l’ennesimo colpo di coda?

The Big Clock

Fini contro Berlusconi, Franceschini e Fioroni contro Bersani, Veltroni contro Casini. Il tempo sembra essersi fermato, i protagonisti son sempre gli stessi. Sarà per questo che, quando qualcuno nuovo arriva, a destra non sanno a cosa aggrapparsi per attaccarlo, e il massimo che riescono a fare è farfugliare di Bassolino.

Italy Today

Casini nel cortile interno della Camera.

Bocchino scatena la rissa.

80 assegni per Scajola.

D’Alema apre a Fini.

Vendola il nuovo leader.

Bossi (quello giovine) resta muto come un pesce.

Vecchi giochi, nuovi Casini

Mentre qualcuno nel PD continua a bearsi degli accordi col partito di Cuffaro (di cui è stata da poco confermata la condanna), anche i blogger di destra non amano il doppiogiochismo di Casini:

Lo spettacolo indecoroso delle candidature per le elezioni regionali ha raggiunto ormai un livello di mercimonio indegno, e la confusione che regna sovrana in molte regioni non aiuta a districare una situazione che andrebbe risolta a breve, essendo le elezioni tra circa due mesi.
A spadroneggiare, in questo mercato delle vacche, sono gli esperti in politichese ed in poltrone dell’UDC, quelli che vaneggiano da anni su una possibile alternativa, senza spiegarci di cosa si tratti, e che danno prova, in queste settimane, di avere un comportamento che un Gianfranco Fini di dieci anni fa avrebbe definito (per altro in un’aula Parlamentare) da “puttani della politica“.

Il giochino che Casini (nomen omen) sta conducendo é semplice e tortuoso al tempo stesso: una politica dei due forni, offrendosi al miglior contendente ma soprattutto a chi ha maggiori chance di vittoria, senza tuttavia fare accordi prevalentemente con una parte per non sbilanciarsi, e poi vendersi, ad urne chiuse, come forza determinante per alzare il proprio prezzo per il futuro. Niente di nuovo, per chi é nato ed ha campato su meccanismi ben oliati durante la prima repubblica. Niente di accettabile per i cittadini, che meritano rispetto e soprattutto chiarezza.

Citazione

Sia chiaro, occorre aprire all’Udc: ma va fatto con la lucidità di chi ha in testa una strategia politica per il futuro. Casini non può dirci, per esempio, che non farà mai il capo di un centrosinistra simile a quello che ha guidato Prodi, perché nessuno glielo ha chiesto e perché non accetto nemmeno da un possibile alleato che venga liquidata la nostra storia politica e il legame tra il Pd e Prodi. Comunque, ripeto: nessuno gli ha chiesto di fare il capo del centrosinistra

Io resto convinta che Casini sarà un ottimo capo del centrodestra liberato da Berlusconi

Rosy Bindi

Il CLN inizia liberando il web