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Abbandonare la Nazion(al)e prima che affondi

Mentre l’Italia si gioca il tutto per tutto, sostenuta anche da Miss Padania, il presidente della FIGC mette le mani avanti parlando (finalmente) di un futuro azzurro più “colorato” e il leader del Carroccio risponde accusando la Federcalcio di aver già comprato la partita.

Sperando in un buon risultato della nazionale elvetica, e certi in questo modo di non esser presi in giro dai tedeschi, intanto, Como e Varese si preparano a diventare svizzere.

Niente preghiere, siete islamici

da Metilparaben

A Como apre un centro culturale islamico, e quelli della Lega iniziano a fare fuoco e fiamme affinché ai suoi frequentatori venga impedito di pregarci dentro:

È un’indecenza, una vergogna. Il Carroccio tornerà in piazza. El Sisi ha detto chiaramente che in via Pino si potrà pregare. Questo significa che, come abbiamo sempre ipotizzato, il centro culturale islamico è solo un paravento che maschera quello che in realtà è un luogo di culto. Il portavoce della comunità islamica ha fatto affermazioni irrispettose delle regole e dei cittadini comaschi, evidenziando una palese violazione delle finalità del centro culturale. Questa è un’evidente presa in giro.

Grazie alla nostra incertezza gli islamici fanno ciò che vogliono. Non mi sembra un bel segnale per chi dichiara di voler rispettare le leggi e di volersi integrare. Siamo molto preoccupati per il quartiere e per la situazione che rischia di andarsi a creare attorno al centro culturale islamico. Vigileremo, per ora non possiamo fare altro. Chiediamo la collaborazione dei cittadini perché segnalino qualsiasi problema e difficoltà.

Ora, può darsi che sia io ad avere qualche deficit di comprensione, ma la domanda è: che differenza fa? Cioè, per quale motivo una moschea dovrebbe essere più offensiva di un semplice centro culturale? Perché ai cittadini comaschi dovrebbe interessare il fatto che dentro a un edificio si chiacchieri di Maometto o si preghi? In che modo una circostanza del genere potrebbe nuocere all’integrazione? Dove sarebbero, abbiate pazienza, l’indecenza e la vergogna?
L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”; l’articolo 7 precisa che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”; l’articolo 19 aggiunge che “tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.
Forse la vera indecenza e l’autentica vergogna consistono nel calpestarli impunemente.