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I campioni dell’UDC

Senza scomodare il solito Cuffaro potete scegliere fra l’altro condannato (e deputato abusivo) Drago, il fuffologo Tassone e l’”esperto di rete” e nemico dei blogger Sen. Amedeo.

Notizie che non sentirete al TG1

Bruno Vespa condannato in appello per diffamazione relativamente ai fatti del G8

La società dell’allegria

Fra la barzelletta di Berlusconi, il colmo del giornalista prezzolato, la farsa di Brancher e l’umana commedia di Dell’Utri, non si può dire che non siamo un paese allegro. E meno male che ci son loro, perché l’opposizione parlerebbe sempre e soltanto di cose noiose e tristi come la manovra fiscale.

Cose che non trovate su “Il Fatto”

Travaglio condannato a risarcire Schifani

Vecchi giochi, nuovi Casini

Mentre qualcuno nel PD continua a bearsi degli accordi col partito di Cuffaro (di cui è stata da poco confermata la condanna), anche i blogger di destra non amano il doppiogiochismo di Casini:

Lo spettacolo indecoroso delle candidature per le elezioni regionali ha raggiunto ormai un livello di mercimonio indegno, e la confusione che regna sovrana in molte regioni non aiuta a districare una situazione che andrebbe risolta a breve, essendo le elezioni tra circa due mesi.
A spadroneggiare, in questo mercato delle vacche, sono gli esperti in politichese ed in poltrone dell’UDC, quelli che vaneggiano da anni su una possibile alternativa, senza spiegarci di cosa si tratti, e che danno prova, in queste settimane, di avere un comportamento che un Gianfranco Fini di dieci anni fa avrebbe definito (per altro in un’aula Parlamentare) da “puttani della politica“.

Il giochino che Casini (nomen omen) sta conducendo é semplice e tortuoso al tempo stesso: una politica dei due forni, offrendosi al miglior contendente ma soprattutto a chi ha maggiori chance di vittoria, senza tuttavia fare accordi prevalentemente con una parte per non sbilanciarsi, e poi vendersi, ad urne chiuse, come forza determinante per alzare il proprio prezzo per il futuro. Niente di nuovo, per chi é nato ed ha campato su meccanismi ben oliati durante la prima repubblica. Niente di accettabile per i cittadini, che meritano rispetto e soprattutto chiarezza.

Ero straniero e mi avete accolto (Mt 25,35)

Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, rivela in un’intervista al Giornale che lui non solo non toglierà il crocifisso, ma al posto della foto del Presidente della Repubblica metterà quella del Papa. Fortunatamente, qualcuno gli fa notare che in un’intervista analoga, tempo fa, aveva già detto di aver sostituito la stessa foto con quella di Pertini. Forse il Presidente socialista, che si era sempre dichiarato ateo, non va più bene per un “difensore della cristianità” come Tosi, già condannato per aver «diffuso idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico e incitato i pubblici amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato un concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato.»

Malafede

L’assolto è un innocente che viene riconosciuto tale per non aver commesso un reato, mentre il prescritto è un colpevole che la fa franca perché il processo è durato troppo a lungo.

Marco Travaglio