Questa meravigliosa storia di scienza e civiltà comincia con un frate. Questo frate raccoglie denaro autonomamente, non per conto della Chiesa Cattolica (pur essendone parte). La Chiesa Cattolica di questo non è molto felice, ma interviene con cautela, perché il frate, che è di Pietralcina, ha molti fedeli. Nei suoi confronti si sta sviluppando una specie di culto pagano: sembra che Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, produca dei miracoli, curi le malattie incurabili. Per non parlare delle stigmate: nei primi anni Venti cominciano a manifestarsi queste ferite alle mani dell’uomo, che sanguinano e si incrostano. Secondo i fedeli sono segno del divino, prove della santità di Padre Pio, che si farebbe carico della sofferenza di cristo in croce, vivendo sul proprio corpo le ferite dei chiodi del nazareno. In realtà il signor Forgione si procura queste ferite usando l’acido fenico, o fenolo, che si fa dare da fedeli farmacisti. La truffa però paga. Padre Pio è veneratissimo, e raccoglie un sacco di soldi, sia in vita che dopo la morte. L’ospedale di San Giovanni Rotondo costruito a suo nome e con i soldi estorti da lui a una moltitudine di creduloni ignoranti, è uno dei policlinici più grandi d’Italia. Ma perché stiamo parlando di Padre Pio, un furfante come tanti ce ne sono nelle organizzazioni religiose di tutto il mondo? Perché quando il cadavere del frate fu esposto al pubblico l’anno scorso, in coda per vederlo c’era anche Nichi Vendola, governatore della regione Puglia.
Lo stesso Nicola Vendola, dopo aver vinto le elezioni regionali per la seconda volta, ha deciso di rimettere a posto i consultori pugliesi. Studiato lo stato delle cose, la giunta regionale si è resa conto che i consultori pugliesi erano inefficienti. I consultori familiari sono dei pezzetti del Sistema Sanitario Nazionale, e hanno un ruolo nell’applicazione della legge 194, che regola l’aborto volontario. Continua a leggere