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Il grande rientro

Se siete fra quelli che oggi hanno la sfortuna di rientrare in treno dalle vacanze, ricordatevi di questo. Almeno saprete contro chi inveire.

Manco i russi (con rispetto parlando per i russi)

dal blog di Luca Sofri

Un altro ennesimo sintomo dello stato del Paese è che ci si continui a corrompere a forza di Rolex

Sensazionale!

Le Nazioni Unite chiedono al governo di intervenire sul ddl perché “può minare il diritto alla libertà di espressione” e annunciano missione nel 2011 per verificare situazione.

Dai caschi blu alle toghe azzurre. Berlusconi aveva ragione nel dire che i giudici sono corrotti. Da lui.

Da Berlusconi a Bossi. Tutto in famiglia per diritto dinastico, come ai bei tempi. Infante (o lattante) di Lombardia?

E, a proposito di Lombardia… Sapessi come è strano, la ‘ndrangheta a Milano.

Sempre peggio, insomma.

Sul fronte opposizione, però, candidati a parte, Milano si muove.

Non è, ma

da Non Leggere Questo Blog

Letizia Moratti. Non è Tangentopoli, nessuna similitudine. [14.2]
Fini. Non è Tangentopoli, ma volgari Ladri. [15.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma piccole Volpi nel pollaio. [16.2]
De Michelis. Non è Tangentopoli, al massimo Malcostume. [17.2]
Bondi. Non è T., ma un attacco ai Collaboratori di Berlusconi. [17.2]
Bossi. Non è Tangentopoli, ma qualcuno poco Furbo. [17.2]
La Russa. Non è Tangentopoli, ma fatti gravi. [17.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma solo Birbantelli. [18.2]
Sacconi. Non è Tangentopoli, non scegliamo l’autolesionismo. [18.2]
Bossi. Non è Tangentopoli, ma solo qualcuno che ha sbandato. [18.2]
Cicchitto. Non è Tangentopoli, non se ne parla nemmeno. [20.2]
Formigoni. Non è T., ma dobbiamo dare il buon esempio. [20.2]
Berlusconi. Non è T., è Bertolaso che ripara ai guai di Prodi. [22.2]
Bonaiuti. Non è Tangentopoli, c’è il Finanziamento Pubblico. [22.2]
Schifani. Non è Tangentopoli, ma episodi singoli di Corruttela. [24.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, quello è un capitolo Chiuso. [26.2]
Nania. Non è Tangentopoli, ma un’area Grigia. [26.2]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, paghiamo di tasca nostra. [11.3]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma un’invenzione dei Pm. [17.3]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, nessuna possibilità che lo sia. [19.3]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, a Milano caso isolatissimo. [24.3]
Rotondi. Non è Tangentopoli, la democrazia ci fa le pulci. [6.5]
Facci. Non è Tangentopoli, questi sono solo Mariuoli. [8.5]
Alfano. Non è Tangentopoli, no a tutta un’erba un fascio. [11.5]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma Scajola mi ha deluso. [13.5]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, non influirà sul Governo. [13.5]
Alfano. Non è Tangentopoli, ma Episodi da punire. [14.5]
Berlusconi. Non è Tangentopoli, ma Episodi di singoli. [14.5]
Bossi. Non è Tangentopoli, pare un’indagine strana, preparata. [14.5]
Belpietro. Non è Tangentopoli, ma un gruppetto di persone. [15.5]
Bocchino. Non è Tangentopoli, il Pdl è Adamantino. [16.5]
Libero. Non è Tangentopoli, nè una nuova P2. [16.5]

Ma soprattutto, Schifani, ieri:
Non è Tangentopoli. E’ Microcrimine.
[15.5]
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P.s.: a Settembre il Premier la pensava differentemente: “Tangentopoli un evento del Passato? Vedremo … a Bari si è aperta un’inchiesta interessante …”.
P.s. 2: post in continuo aggiornamento, segnalate!

Scegliere la classe dirigente

Dal blog di Alessandro Gilioli:

Io sono tra quelli convinti che Marrazzo, se fosse semplicemente andato a transessuali, non avrebbe avuto l’obbligo di dimettersi: non mi pare abbia mai partecipato a “Family Day” e non mi risulta abbia mai preso posizioni contro la prostituzione o contro il mondo Lgbt (ma se l’avesse fatto, e mi sfugge, correggetemi).

Si deve tuttavia dimettere senza se e senza ma adesso, dopo essersi avvoltolato in un mare di bugie: raccontar balle per un politico dovrebbe essere molto più esiziale che andare a trans.

Ci sarebbero poi altre considerazioni a margine: ad esempio, non dimostra né senso etico né intelligenza uno che paga dei ricattatori, e li paga pure con degli assegni; sarebbe interessante sapere dove Marrazzo prendeva le “decine di migliaia” di euro che secondo i racconti usciti oggi distribuiva generosamente fra i trans della Cassia; e infine speriamo che tutta la vicenda della registrazione e del ricatto sia opera solo di quattro mascalzoni che volevano far soldi, e non sia un nuovo dossieraggio concepito e attuato per rafforzare la teoria del “così fan tutti” con forza portato avanti in questi mesi dall’entourage del Cavaliere.

Comunque, amen a Marrazzo.

Ora però bisogna che quanto accaduto faccia riflettere un po’ di più – anzi: tanto di più – sul problema più ampio e più grave dei criteri di scelta della classe dirigente, nel Pd e più in generale nell’opposizione.

Che meriti aveva Marrazzo quando è stato candidato alla regione Lazio? Nessuno, tranne quello di apparire in tivù, in una trasmissione peraltro inventata da altri.

Non sapeva nulla di gestione della cosa pubblica, né di politica in generale: era solo un volto catodico che nella logica veltroniana doveva essere acchiappavoti.

Lo è stata, per carità, ma col risultato di avere nel Lazio un governatore clientelare e mediocre, fino a questa penosa débâcle tra Brendone, Luane e Palomine negate contro ogni evidenza.

Non mi pare insomma la sua candidatura sia sia stata un gran successo, per il Pd.

Forse scegliere la propria classe dirigente su basi diverse (e far pulizia con la ramazza) dovrebbe essere il primo impegno per chi dalla settimana prossima – o poco dopo – dovrà ricostruire da zero il principale partito d’opposizione in Italia.

Citazione del giorno

Sarebbe illogico e assurdo se uno di noi due venisse giudicato colpevole e l’altro assolto. Siamo entrambi colpevoli o entrambi innocenti. Tale è la natura dei processi per corruzione.

David Mills

Ha pagato dei giudici, non può tacerlo

“Ho speso più di duecento milioni di euro per consulenti e giudici”, pardon, “per consulenti e avvocati”: lo stesso lapsus dello scorso 19 maggio, anche stavolta, oggi, nel corso della conferenza stampa al termine di un Consiglio dei Ministri (29:16-29:21). La volta scorsa concludevo: “Certo, i lapsus non fanno prova certa”. Ma se ripetuti?

Malvino

Discount parlamentare

Le accuse di Guzzanti sembra si siano rivelate non totalmente infondate: Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL, è indagato per la compravendita di seggi parlamentari. 600’000 euro per diventare onorevoli, con poco onore.