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I campioni dell’UDC

Senza scomodare il solito Cuffaro potete scegliere fra l’altro condannato (e deputato abusivo) Drago, il fuffologo Tassone e l’”esperto di rete” e nemico dei blogger Sen. Amedeo.

Raccolta differenziata

In Brasile una trasmissione trash sbeffeggia il nostro premier.

Qui da noi, Dell’Utri continua ad inneggiare alla mafia, mentre la Sicilia è sommersa dalla spazzatura.

Il rifiuto del giorno, però, è quello dell’UDC, che non firma la richiesta di dimissioni per Brancher, mostrando a tutti, come se ce ne fosse ancora bisogno, che certe manovre di avvicinamento al partito di Cuffaro erano state alquanto avventate e che, dove possibile, loro preferiscono andare a destra, fra “amici”.

Un mondezzaio, del genere è troppo grosso per non esser notato dagli elettori: la fiducia in Berlusconi è ai livelli minimi dal 2008.

Nord, Sud, Ovest, Est

Bossi: Noi siamo destinati a veder nascere la Padania, non c’è santo che tenga. La Padania sta a noi se farla in maniera pacifica o violenta: io preferisco la via pacifica, perché per l’altra via c’è sempre tempo a utilizzarla.

Cuffaro: La mia fiducia nelle istituzioni e nella giustizia mi impongono il rispetto per il ruolo dei pubblici ministeri, ma è chiaro che non condividiamo le loro conclusioni.

Berlusconi: I giornali disinformano. I lettori dovrebbero scioperare per insegnare a chi scrive a non prenderli in giro.

Obama: Il nostro obiettivo principale è che il consiglio di sicurezza dell’Onu riconosca in modo limpido che il comportamento bellicoso della Corea del Nord è inaccettabile per la comunità internazionale.

Vecchi giochi, nuovi Casini

Mentre qualcuno nel PD continua a bearsi degli accordi col partito di Cuffaro (di cui è stata da poco confermata la condanna), anche i blogger di destra non amano il doppiogiochismo di Casini:

Lo spettacolo indecoroso delle candidature per le elezioni regionali ha raggiunto ormai un livello di mercimonio indegno, e la confusione che regna sovrana in molte regioni non aiuta a districare una situazione che andrebbe risolta a breve, essendo le elezioni tra circa due mesi.
A spadroneggiare, in questo mercato delle vacche, sono gli esperti in politichese ed in poltrone dell’UDC, quelli che vaneggiano da anni su una possibile alternativa, senza spiegarci di cosa si tratti, e che danno prova, in queste settimane, di avere un comportamento che un Gianfranco Fini di dieci anni fa avrebbe definito (per altro in un’aula Parlamentare) da “puttani della politica“.

Il giochino che Casini (nomen omen) sta conducendo é semplice e tortuoso al tempo stesso: una politica dei due forni, offrendosi al miglior contendente ma soprattutto a chi ha maggiori chance di vittoria, senza tuttavia fare accordi prevalentemente con una parte per non sbilanciarsi, e poi vendersi, ad urne chiuse, come forza determinante per alzare il proprio prezzo per il futuro. Niente di nuovo, per chi é nato ed ha campato su meccanismi ben oliati durante la prima repubblica. Niente di accettabile per i cittadini, che meritano rispetto e soprattutto chiarezza.

CLN?

Casini lo propone. Bersani ci sta. Ma voi nel CLN ve lo immaginavate uno cosi?

Al tavoliere del risiko

“… eh sì lo so… sì sì ti avevo detto in questi 5 anni che Vendola stava governando bene, ma sai… poi le cose sono cambiate… la politica, le ragioni della coalizione, gli alleati… antani come se fosse la supercazzola… vedi il discorso è complesso”…

“Ma noooo… macchè mafia… sì è vero D’Alema una volta in tv si arrabbiò  con Casini e gli rinfacciò che aveva Cuffaro in lista… ma poi hanno fatto pace… e quelli dell’Udc pugliese sono persone perbene. Sì lo so che stavano con Fitto e Berlusconi 5 anni fa… ma ora stanno con noi perchè siamo più affidabili. Come dici? In Piemonte e Lazio stanno col centrodestra? ma sai, questa è la nuova politica”

“Sì sì… E lo so che Vendola ha fatto la legge contro la diossina in Puglia, ha detto NO alle centrali nucleari e al raddoppio dell’Eni… sì sì… ma non potevamo ricandidarlo. Non vedi, era troppo sicuro di sè, arrogante… poi con quei baffi… ah no scusa, non ha i baffi e poi io arroganti con i baffi non ne conosco…”.

Zeman

Intanto, nel paese

A Bergamo il nome di Peppino Impastato continua a far discutere. Dopo la decisione del sindaco leghista di Ponteranica di togliere l’intitolazione della biblioteca al giovane siciliano ucciso dalla mafia, che ha suscitato proteste in tutta Italia, stavolta è stato il Comune di Bergamo a negargli l’intitolazione di una via. (Repubblica)

Morte sospetta in carcere. Dieci giorni fa Stefano Cucchi viene arrestato per possesso di un piccolo quantitativo di droga, entra nel carcere romano di Regina Coeli per non uscirne più: il corpo del 31enne è coperto di lividi, ha il volto tumefatto, i genitori sono sconvolti, non hanno avuto neppure la possibilità di vederlo nei giorni dell’agonia, quando era ricoverato nel reparto detentivo dell’ospedale Pertini. (CNRMedia)

Cuffaro denuncia in massa i commentatori di un video di YouTube con uno spezzone di un vecchio Maurizio Costanzo Show in cui il senatore UDC, allora giovane democristiano, aggrediva verbalmente e accusava pesantemente Giovanni Falcone, poco tempo prima della sua morte. Il caso è finito su Boing Boing, uno dei blog più letti del pianeta, anche in virtù del fatto che l’IdV ha deciso di difendere gli accusati con una sorta di class action.