A Padova degli studenti dovevano trovare un coinquilino. L’appartamento è abitato in pacifica e amichevole convivenza da veneti e pugliesi, con sporadiche visite di amici stranieri. Per evitare di rompere questo clima, specificano di non gradire eventuali leghisti.
La richiesta è forse provocatoria, ma trattandosi di casa loro (e dei fragili equilibri interni che solo chi ha fatto l’esperienza della convivenza può capire) pienamente giustificabile. Le bacheche sono piene di condizioni per i futuri coinquilini, dal “solo per amanti degli animali” (che significa che dovrete vivere in una specie di zoo) ai più tristi ma ancora esistenti “non si affitta a stranieri e meridionali”.
Il Gazzettino, quotidiano vicino alla Lega, ne approfitta invece per montare un caso politico in vista delle prossime regionali.
I ragazzi non si scompongono, e rispondono in maniera esemplare:
Noi non siamo militanti di nessun partito nè di qualche centro sociale nè tantomeno di qualsiasi altra forma associativa o partitica. Tuttavia non serve essere militanti o indottrinati politici per notare la strumentalizzazione del fatto, evidente dal momento che si sia preso a manifesto politico un semplice annuncio di affitto. Non riteniamo sia stato giusto, pubblicare un articolo con le dichiarazioni della nostra coinquilina che credeva di parlare con uno studente, senza avvisarci di nulla, e nella pagina accanto un’ampia intervista ad un esponente della Lega che addossava buona parte della “colpa” all’ambiente universitario e l’ex rettore, come se le nostre azioni ed idee, fossero loro responsabilità. Se poi, come si legge nello stesso articolo, si apprende che l’ex rettore stesso è candidato per il centrosinistra alle regionali, risulta lampante il fatto che siamo stati trascinati in un classico e sempre deplorevole battibecco elettorale. Dimostrazione di questo è anche il fatto che l’annuncio sia balzato all’attenzione solo adesso, nonostante sia stato affisso nei soliti spazi già molte altre volte negli anni passati.
Inoltre, tutti noi semplici studenti e ragazzi, siamo pronti a scusarci con chiunque si sia sentito offeso, anche indirettamente, solo e soltanto qualora si scusasse anche il partito responsabile di gesti ed affermazioni razziste, o quantomeno intolleranti, che i suoi esponenti hanno indirizzato verso meridionali, extracomunitari, omosessuali e quant’altro nel corso di quest’anni.
Speriamo, anche se non lo crediamo, che si chiuda qui l’inutile polemica sollevata e di non continuare a leggere ancora per molto i nostri nomi sui giornali e nelle varie strumentalizzazioni utili solo ad esasperare il clima elettorale.
Se avete tempo leggete i commenti su Il Gazzettino. Dal paternalismo dei più anziani alla meraviglia di altri di fronte al fatto che dei giovani sappiano scrivere, ci son tutte le motivazioni della scelta di questi ragazzi.