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Futuro ed elezioni

Da oggi in Ialia c’è un partito in più. Ne sentivate la mancanza vero?

Come democratici diamo il benvenuto ai compagni camerati amici futurolibertini (?). Ispirandoci alle parole del loro leader consigliamo anche a Bersani e ai nostri di «Tenersi pronti al voto».

Le elezioni sembrano essere dietro l’angolo, e l’unica cosa certa è che non saranno nell’ottica del bipolarismo a questo giro.

Vincere le elezioni. Istruzioni per l’uso

Lessico e bufale: Beppe Grillo colpisce ancora

da Champ’s Version

Sono molto d’accordo con questa osservazione di Leonardo: esiste una questione “lessico”. E come ho detto anche in altre occasioni  questo scadimento del linguaggio è probabilmente la conseguenza più deteriore e – temo – più duratura negli anni a venire della “berlusconizzazione” di certa sinistra (che io non considero tale, ma questo è un altro post).

La seconda conseguenza – in ordine di gravità – è analoga, ma non identica e attiene alla veridicità delle affermazioni: spesso infatti si propagandano dei luoghi comuni come verità. E alcuni sono maestri in questo: Berlusconi, ad esempio, ma non solo. Il post citato da Leonardo (immagino non vi stupirete, io non mi sono stupito) ne contiene almeno una di queste verità che verità non sono. A qualche pentastellato potrà sembrare un pelo nell’uovo, ma come ho detto è una questione di principio: Berlusconi lo si combatte anche lottando contro i suoi epigoni. Ma anche fosse, Grillo è così bravo a trovare peli nelle uova degli altri che non si offenderà se faccio notare la cosa. la frase è questa:

Il Parlamento è un pensionificio e i parlamentari lo sanno bene. Infatti, il Parlamento si scioglie SOLO dopo aver maturato la pensione e quindi dopo due anni e mezzo.

Quel “SOLO” è in maiuscolo nel testo originale. Peccato però che nella cosiddetta Seconda Repubblica (anche facendola cominciare da Tangentopoli, XI Legislatura) tutte (anzi, come scriverebbe un noto comico prestato al qualunquismo, TUTTE) le legislature interrotte anticipatamente (XI, XII e XV) sono durate meno (MENO) di due anni e mezzo.

Finis terrae

Il pensiero di Fini, l’uomo che minaccia promettendo il voto all’ultimo lodo, affascina inspiegabilmente la sinistra italiana. Il Secolo d’Italia si stacca dal Pdl, Minzolini mette pezze dove può, il PD osserva inerte aspettando che il cadavere dell’avversario gli passi davanti trasportato dalla corrente. Per capirci qualcosa forse è meglio leggere queste utili FAQ.

Primache?

Mentre Gilioli si augura che il PD cominci a muoversi per le primarie nazionali, in vista delle probabili elezioni di marzo, sembra che invece Bersani stia facendo pressioni affinché non si facciano a Torino.

Terremoto sotto il Vesuvio

Tra minacce di scissioni, congressi all’Ok Corral e stilettate a mezzo stampa, il Partito Democratico evidenzia, ancora una volta, il suo stato di perdurante crisi. Intanto, con questi chiari di luna a Marechiaro… l’anno prossimo si vota per il Comune.

Davide Cerullo, "Ali Bruciate. I bambini di Scampia"

Non votate mio padre

da Giornalettismo

La figlia di un aspirante giudice dell’ Oklahoma ha acquistato spazi pubblicitari e aperto un blog per impedire l’elezione del familiare

In Oklhoma un aspirante giudice si prepara alle elezioni giudiziarie della propria contea. Con un ostacolo in più. La figlia, Jan Schill (in realtà figlia della moglie), 31 anni, gli fa campagna elettorale contro. Succede a John Mantooth. toghe Usa: ragazza organizza campagna elettorale contro il padreLa figlia ha pagato per una pagina pubblicitaria trimestrale, con la pubblicazione di una foto di famiglia. La signora mette in evidenza tutti i casi in cui il padre è stato denunciato.

NON SAREBBE UN BUON GIUDICE – Disponibile anche un apposito sito web: donotvoteformydad.com. “Non è un buon padre – si legge oggi nella homepage del blog – non un nonno buono e, a mio parere, un riesame dei suoi 37 anni come avvocato a Cleveland, Garvin e McClain Contee dimostra pure che egli non sarebbe un buon giudice“. Dispiaciuto il diretto interessato: “Questa è una questione di famiglia che avrei voluto mantenere riservata – ha fatto sapere due giorni fa l’aspirante giudice – Sono molto triste per questo. Molto deluso. Sto male, ma comunque spero che le cose con mia figlia possano andare meglio“.

MANOVRA POLITICA? – Keith Gaddie, professore di scienze politiche presso l’Università di Oklahoma, parla di “politica del reality show. E’ disgustoso, indegno, ed è reale“. Mantooth vede anche lo zampino di manovre politiche dietro la campagna della figlia. Suo figlio Andrew Schill, fratello di Jan, sarebbe stato socio di uno dei suoi avversari nelle primarie di martedì prossimo, Greg Dixon: “Sono circostanze strane - ha detto - Credere che Dixon non c’entri niente in tutta questa storia è come credere che le mucche danno latte al cioccolato“. Andrew respinge le accuse al mittente, sottolineando come la sua partnership con l’avvocato si sia sciolta nel 2007, anno in cui si è trasferito in Colorado: “La gente trarrà da sola le sue conclusioni“, dice oggi. Anche Dixon nega ogni coinvolgimento affermano di non aver nulla a che fare con annuncio e sito web: “Non voglio usarlo per la mia campagna politica“.

Caro Bersani

Che si voti fra 3 mesi o fra 3 anni,l’importante è rispettare le regole che questo partito si è dato

Ancila dello Zen

Ancila per le elezioni nazionali si fece quattrocento leuri perché a casa sua sono in otto. Poi s’incazzò di brutto perché per le ultime comunali furono la metà. Quel giovanotto, sempre in giacca e cravatta, glielo disse chiaro chiaro che tanto quello lo eleggevano lo stesso con o senza i suoi otto voti.
Le avevo suggerito di prendersi i soldi e votare per chi voleva, ma con un sorriso, solitamente riservato ai milanesi o a quelli che non capiscono niente, mi disse che non si poteva fare perché quelli se la squarano dopo due tre giorni e rivogliono indietro i soldi. Lo aveva fatto suo figlio il grande, a sua insaputa, e quando quello venne a dirle che qualcuno della famiglia aveva fatto lo stronzo lei rimase senza parole.
Quel giovanotto è sempre gentile con tutti noi del rione e spirugghia sempre un mare di cose perché ha aderenze con quelli che stanno llà… Mi capìu?
Quando cominciò a arricogghiri voti era disoccupato. Frequentava la parrocchia e si metteva sempre a disposizione per noi gente di una certa età: per sollecitare una pratica di mè figghiu che doveva passare una visita e ci volevano tre mesi e dieci giorni e lui ce la fece avere in tre giorni. Poi ci fu il fatto della pensione di Giuvannina, la mia vicina che non ci vede più, e si fece in quattro e ce la fece avere. E poi, le cose giuste, andava a prendermi la pensione che a lui gliela davano pure senza la delega, per arrivare fino alla carta d’identità che mi portò posto casa per metterci la firma.
E a uno accussì che non chiede niente, quella volta che ti domanda un favore, pure pagato, chi cci rici?
Ancila non sa neppure cosa sia il patronato, il problema della mmunnizza la tocca solo nel mese di luglio e agosto quando dorme con la finestra aperta e cci arriva un fetu che non si può dormire. Certo che dell’aumento della tarsu (…a mmunnizza) a lei non gliene importa perché non l’ha mai pagata. I suoi figli sono disoccupati, anche se ‘u giovanotto, cci dissi che sono inoccupati e non cci attocca niente. Si potesse fare qualche cosa si fossero detenuti, ma loro, purtroppo, non sono stati mai in galera. Tanti traseru nei Lessù (Lsu) e altri beddi posti dove ti pagano e non si fa niente. Quelli che non trovano cummattino con la droca. Con la bustine, mi capiù? Debbono campare pure loro.
Certo, questo Bernusconi ci aveva fatto tante promisioni, ma non accucchiò niente: preciso come fanno tutti quando è ura di votare. Ancila si ricorda ancora di un certo Giganti che, ai tempi della sua gioventù, era monarchico e dava a sua madre pasta e un chilo di ciciri o linticchi, a scelta, per votare per il reuzzu. Poi addivintò fascista e dava sempre pasta, ciciri e un chilo di zuccaru; poi s’apprisintò demogratico e cominciò a dare piccioli. Mah, sapiddu chi fini fici… Lei sapi si è ancora vivu?
Io oramai sono vecchia e cose di questo mondo ne ho viste tante: un politico onestu nun s’ha bistu mai. Almeno da queste parti. Poi, sapiddu…
Le case? Ci vogliono i santi in paradiso per averla, di questi tempi. O vasinnò si debbono occupare: lei che dice?…o chistu o nenti.
I parrini? …ce ne sono buoni e di jiccàri… Quando sono persone perbene duranu picca. Dice che li trasferiscono, come ficiru cu chiddu della Briarìa, ca non mi ricordo come si chiama. Lei se lo deve ricordare perché fu ammuntuatu puru alla televisioni. Alla messa ci vado ogni domenica e pure per Natale, per Pasqua, per le feste comandate, ma le dico che io al Signuruzzu ci porto rispetto, sempre. Con o senza missa. L’avessero a fare pure quelli che comandano perché io non ci credo che sono tutta ‘na cosa con la santa chiesa comu dìcinu e fannu cririri.
Mia figlia si maritò con uno che prima facevo lo sbirru, poliziotto come si dice, e mi cuntò cose da arrizzare le carni. Basta, nun mi facissi parrari.
No, mi deve credere, non è per ammucciarlu, ma quel giovanotto con la giacca e la cravatta non so come si chiama di preciso. Ora si vede di meno perché entrò in un posto dove è pagato buono. Ma iddu firria sempre da queste parti: chiede se abbiamo bisogno di qualche cosa, fa avere pensioni, ci fece levare la multa a Ninuzzu che vendeva abbusivu allo stadio, e ci fece levare pure il frigorifero e i mobili vecchi che qualche sdisanoratu aveva lasciato in via Resuttana, davanti la putìa di Stefanuzzu…
Un picciottu d’oro, mi deve credere. Per il resto che vuole che cci dico?…

Tanto rumore per nulla (ancora)

Fra accordi per l’astensione e inni al duce, un’altra giornata è passata. Ma se anche il governo cadesse, a Berlusconi probabilmente converrebbe.