Facebook sbaglia nel suggerire le amicizie, il Post invece riassume 10 consigli al Presidente del Consiglio:
Mantenga almeno una promessa
Il Cavaliere ha i suoi bei problemi sui sondaggi, ma la sua forza sono le campagne elettorali. È un fatto di coazione a ripetere: vince le elezioni ma poi non riesce a governare, e non ci riesce non perché abbia di fronte un’opposizione particolarmente puntuta, e nemmeno perché c’è Travaglio o per colpa dei giudici. Il problema del Cavaliere è che ha messo insieme un blocco sociale complicato, che non riesce a governare. Il problema vero è che Berlusconi nel 1994 aveva detto due cose: abbasserò le tasse e farò la riforma della giustizia. Ma sono passati sedici anni e non ha fatto né l’una né l’altra cosa, e non perché sia un inetto, ma perché ha dei problemi di governo del blocco sociale che lo ha votato. Una cosa da non fare è non rompere con Fini: dal punto di vista di Berlusconi sarebbe una sciocchezza. Dovrebbe allora concretizzare qualcosa che dia l’idea del cambiamento. Una cosa sola, magari, ma deve farla.
Massimo Bordin – direttore di Radio Radicale dal 1991 e fino al prossimo primo agosto, è il conduttore della rassegna quotidiana “Stampa e regime”
Un plebiscito sulla riforma costituzionale
Da osservatore, non come consiglio ma come pura analisi non partecipata, penso che per provare a risollevarsi dovrebbe riunire una commissione di sua fiducia, di grande valore e immagine, fatta cioè di persone libere e autorevoli e non di camerieri, e a queste persone deve chiedere di riscrivere la seconda parte della Costituzione. Su quello, poi, deve andare alle elezioni anticipate. Non è un mistero: la carta vincente berlusconiana è notoriamente quella elettorale. Personalmente potrei addirittura temere un esito che portasse Silvio Berlusconi alla presidenza della Repubblica, ma se la domanda è “la cosa giusta da fare per lui”, allora la cosa che lui sa fare meglio è vincere le elezioni. Stavolta su un programma preciso: la riforma della Costituzione. Ora Berlusconi è paralizzato, non riesce a portare in Parlamento nemmeno una legge come lui la vorrebbe. Invece la vittoria elettorale è solo sua, nessuno gliela può togliere.
Ernesto Galli della Loggia – storico ed editorialista del Corriere della Sera, è ordinario di Storia contemporanea presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane
Continua a leggere→