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Il mondo alla rovescia

Come vanno questi fatti di solito: dei giovinastri imbrattano targhe antifasciste più per ignoranza che per precise idee politiche e vengono rampognati inutilmente da qualche anziano. Com’è andata questa vicenda: degli anziani partigiani imbrattano una targa fascista e vengono rampognati inutilmente da alcuni giovani, “perché non si scrive sui muri”.

Ognuno ha i suoi tempi

di Leonardo

E sul torpedone, vendita di pentole fasciste

da Metilparaben

destra

Strepitosa inserzione pubblicitaria uscita sull’Eco di ieri.

Update: scioccamente, nel titolo avevo usato la parola pullman. Non avevo pensato che, quando c’era “lui”, non si poteva mica.

La giornata di un Cavaliere

Mettere in imbarazzo il Presidente di Confindustria e mandare un avvertimento al Presidente della camera. Fatto.

Sostenere che il Milan, con lui in panchina, avrebbe vinto lo scudetto. Fatto.

Citare Mussolini per addossare ad altri le “colpe” della manovra. Fatto.

Dichiarare di essere perseguitato dai suoi stessi alleati. Fatto.

Chiudere l’Istituto di Studi e Analisi Economica, lasciando il campo solo ai suoi numeri e i suoi sondaggi. Fatto.

Riuscire a farci parlare di tutt’altro mentre loro approvano una manovra finanziaria inadeguata, litigano sul numero di province e provano ad ostacolare il lavoro della magistratura. Fatto anche questo.

Neofascismi

Libero regala il DVD coi discorsi del Duce. Quello originale.

Dal Duce a spese nostre

Con i contributi pubblici per l’editoria, Ciarrapico pagava anche le trasferte dei neofascisti sulla tomba di Mussolini a Predappio.

Nostalgia canaglia

La Messa di domenica a Riposto, in provincia di Catania, è stata dedicata al “fratello Benito Mussolini”. Davanti a una affollata platea di fedeli, il parroco ha ricordato, a 65 anni dalla morte avvenuta per mano dei partigiani, quello che fu il duce del fascismo.

Dire, Fare, Futuro, Lettera, Testamento

Da Zabajone:

Alle 9 Fini era virtualmente fuori dal Pdl.
Alle 10 era di nuovo dentro e progettava di formare una corrente.
Alle 11 sosteneva di non poter stare in un partito nel quale c’è Berlusconi.
Alle 12 incontrava Berlusconi e lo intimava di uscire dal Pdl.
Alle 13 si arrendeva senza condizioni a Berlusconi.
Alle 14 presentava il simbolo del suo nuovo partito.
Alle 15 La Russa gli dava pubblicamente del pirla.
Alle 16 contava quelli che stavano con lui e il totale faceva due.
Alle 17 veniva messo in minoranza nel nuovo partito.
Alle 18 Gasparri negava di averlo mai conosciuto.
Alle 19 si concentrava sui lavori della Camera per non pensare.
Alle 20 confluiva per alcuni minuti nel movimento di Storace.
Alle 21 era virtualmente dentro al Pdl.
Alle 22 andava a letto, stremato.

O, più che stremato, Fini(to). E più a rischio di lui sono i “finoidi“, colpevoli di aver “tradito la linea” e minacciati di esser presi a pallettoni nelle parti basse. Sempre per amore, ovviamente.

Alemanno in maschera

dal blog di Corrado Truffi

Malgrado le smentite del Sindaco Alemanno, apparse su tutti i quotidiani romani e al TG3 del 5 febbraio u.s., le maschere di Hitler, Mussolini, Eva Braun e Clara Petacci, sfileranno comunque  per le vie del nostro territorio.

“Il 9 febbraio,” afferma la Presidente Susi Fantino, “è pervenuta da parte del Gabinetto del Sindaco,  la richiesta di occupazione di suolo pubblico per domenica 14 febbraio, che conferma in pieno la stessa manifestazione che Alemanno nei  giorni passati aveva valutato “…di pessimo gusto per una manifestazione gioiosa,come il Carnevale l’ utilizzo delle maschere che rievocano personaggi che ricordano momenti tragici della storia nazionale ed internazionale”.

Ancora una volta il “SINDACO INDOSSA LA MASCHERA DI PINOCCHIO” regalando 225.000,00 euro all’Associazione Arte Musica e Spettacolo, per l’organizzazione e la realizzazione di un evento così discutibile.

Tutto ciò mentre i municipi, senza fondi, sono in esercizio provvisorio, con gravi difficoltà nel garantire ai propri cittadini i servizi essenziali.

Hard discount

Il video hard con la Mussolini è stato offerto a Palazzo Chigi per un milione di euro.

Secca la risposta del premier: “No, grazie, ho già i miei gratis”.