da Barbablog
Giuliano Ferrara si è svegliato dal suo torpore post batosta elettorale. Da amica dei suoi cani, mi fa tanto piacere: era ora, sentivamo la sua mancanza. Mi fa meno piacere vederlo ringalluzzito contro qualcuno, invece che a favore di qualcosa. In questo caso, il direttore del Foglio si è svegliato per attaccare Emma Bonino, una delle personalità più esperte e concrete che la politica italiana abbia mai espresso, perché si è presa la grana di candidarsi alla presidenza della Regione Lazio.
Emma Bonino è colpevole, agli occhi di Giuliano Ferrara, di essere un’«abortista», per via della sua campagna di trent’anni fa a favore della legge 194, una legge che, come tutti sanno, ha contribuito a salvare migliaia di donne da uno squallido destino fatto di mammane e aborti clandestini. C’è bisogno di ripetere, qui e ora, che l’aborto è un lutto e che nessuna donna se lo augura? Non c’è bisogno. Siamo nel 2010, e trentadue anni dopo quella legge sappiamo tutte e tutti che l’aborto è un male estremo necessario, al quale ricorrere solo in casi in cui la vita del nascituro o della madre siano compromesse, per motivi psicologici, biologici o sociali. Punto.
Eppure, ecco sbucare tante anime belle (e noi che aborriamo i dietrologi non citeremo né prenderemo in considerazione i legami economici e politici degli editori dei giornali più ferocemente schierati contro Emma Bonino) che si permettono di crocifiggere una come la Bonino a causa di quella legge, dolorosa e necessaria, di trent’anni fa. Con quale serietà e responsabilità la Bonino si sia sempre posta al servizio del bene comune lo sanno anche tanti cattolici, che, così come tanti anni fa votarono a favore del referendum sull’aborto, credo non si faranno condizionare oggi da questi attacchi alla persona Emma Bonino. Mi sembra che la questione nel Lazio sarà squisitamente politica, e che vincerà la destra o la sinistra (e la destra nel Lazio ha certamente molte chance) a seconda del vento elettorale. Difficilmente gli elettori si faranno influenzare dalle polemiche impiantate dai detrattori di Bonino: immagino che i laziali voteranno la persona, ma soprattutto lo schieramento, come è normale che sia e come di questi tempi è inevitabile.
Renata Polverini è persona piacevole e accorta, sindacalista e politica nata. Gli elettori di destra voteranno più volentieri lei di tanti bolsi parrucconi: averla scelta è stata una buona mossa. Ma Emma Bonino, lei, lei è di un’altra razza, la razza dei fuoriclasse della politica. La razza degli incorruttibili, degli abili, dei forti, dei concreti, degli esperti, degli audaci. Ce ne fossero, in Italia, di emme bonino.