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La società dei magnaccioni

via Dissapore

La grande, ehmm, prova di forza di Polverini

da Cerazade

Qualche tempo fa Casini aveva detto che nel Lazio il problema era politico, non di assessorato, e se l’Udc non entrava in giunta non era perché non gli venivano dati assessori, ma era perché c’era un problema di fondo. “Noi abbiamo stipulato dei patti che, come spesso accade, non sono stati rispettati – ha spiegato – non è che siamo degli accattoni che ci tengono buoni con un assessorato”. Oggi è successo quanto segue.

(ASCA) – Roma, 21 giu – Nuova squadra di governo per Renata Polverini. La presidente della Regione Lazio, ha presentato oggi, in tarda mattinata, la sua giunta da oggi ”al completo”, nella quale sono entrati due esponenti dell’Udc.Al segretario regionale Luciano Ciocchetti sono state assegnate le deleghe all’Urbanistica e la vicepresidenza.

Altri divorzi in vista per B?

Berlusconi sta inanelando una serie di “tradimenti” pubblici. Criticato dall’ex fedelissimo Paolo Guzzanti, abbandonato dalla moglie Veronica Lario, messo in discussionne dalla fronda interna di Gianfranco Fini.

Adesso tocca a Leonardo, l’allenatore del Milan.

“Non posso negare che il nostro rapporto è difficile. Siamo molto diversi, forse siamo incompatibili”

La maledizione sembra cogliere anche chi da lui viene sostenuto: in Lazio la Polverini ha serie difficoltà a formare il governo regionale, con addirittura quattro province che grazie a lei chiedono la secessione da Roma.

Renata Polverini. Con te … forse

dal blog di Luca Nicotra

[ndb quello a cui pare la Polverini ed Alemanno si apprestino a svendere ACEA, l’azienda comunale romana della luce e dell’acqua]

Ma anche Olimpia

di Giulia Innocenzi, perché Renata non è solo romanista maanche laziale:

Una domanda sorge spontanea: chi sono i candidati della lista civica della Polverini, quelli che si prenderanno tutti i voti mancati del Pdl?
Ecco a voi Olimpia Tarzia, candidata nella lista civica di Renata Polverini, appunto, e dotata di un curriculum mica da ridere:

Tra i fondatori del movimento per la vita italiano;
VicePresidente nazionale della Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana;
Presidente nazionale del Comitato per la Famiglia, sorto in occasione della preparazione del Family Day;
Capolista in diverse Regioni per le elezioni al Senato 2008 nella Lista con Giuliano Ferrara “Aborto? No, grazie”;
Cantautrice, oltre de “Una vita mancata” che potete sentire sopra, anche di “Sì alla vita“, che recita: “Troveremo insieme la via d’uscita a questa lucida follia/che vuole la vita e le sue leggi schiave di un’ideologia”.

Cotanta donna, oltre a portare il suo valore aggiunto alla candidatura della Polverini, ha già provveduto a portare più “vita” alla città di Roma, e soprattutto ai suoi muri, come potete vedere nella foto qui sotto, scorgendo la sua chioma bionda oltre i manifesti che allertano i cittadini dei soldi spesi per le buche (se anziché sprecarli per i manifesti, li avessero spesi per coprire qualche buca in più, magari i cittadini se ne sarebbero accorti da soli, dell’intervento salva-buche):

E la Polverini, con popò di candidati, sarebbe quella a favore delle coppie di fatto?
A me la Polverini, ogni giorno che passa, mi ricorda sempre più il maanchismo veltroniano. Francamente, non ne sentivamo proprio la mancanza.

Curve pericolose

Ricattata dai tifosi laziali, la destra romana ha convinto l’allenatore della squadra alle dimissioni. Poi però l’accusa per la Polverini è stata quella di essere troppo vicina alla presidenza, Lotito, invisa agli ultras. La candidata ha allora ceduto candidando il fratello di Gabriele Sandri, il tifoso biancazzurro ucciso nel 2007. Ma tutto questo impegno pro-Lazio rischiava di offendere i tifosi romanisti, e allora ecco candidato anche Guido Zappavigna, ex Nar, leader storico della tifoseria ultrà fascista della Roma, già coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio di Fausto e Iaio. Cosa non si fa per un pugno di voti…

Ce ne fossero, di emme bonino

da Barbablog

Giuliano Ferrara si è svegliato dal suo torpore post batosta elettorale. Da amica dei suoi cani, mi fa tanto piacere: era ora, sentivamo la sua mancanza. Mi fa meno piacere vederlo ringalluzzito contro qualcuno, invece che a favore di qualcosa. In questo caso, il direttore del Foglio si è svegliato per attaccare Emma Bonino, una delle personalità più esperte e concrete che la politica italiana abbia mai espresso, perché si è presa la grana di candidarsi alla presidenza della Regione Lazio.
Emma Bonino è colpevole, agli occhi di Giuliano Ferrara, di essere un’«abortista», per via della sua campagna di trent’anni fa a favore della legge 194, una legge che, come tutti sanno, ha contribuito a salvare migliaia di donne da uno squallido destino fatto di mammane e aborti clandestini. C’è bisogno di ripetere, qui e ora, che l’aborto è un lutto e che nessuna donna se lo augura? Non c’è bisogno. Siamo nel 2010, e trentadue anni dopo quella legge sappiamo tutte e tutti che l’aborto è un male estremo necessario, al quale ricorrere solo in casi in cui la vita del nascituro o della madre siano compromesse, per motivi psicologici, biologici o sociali. Punto.
Eppure, ecco sbucare tante anime belle (e noi che aborriamo i dietrologi non citeremo né prenderemo in considerazione i legami economici e politici degli editori dei giornali più ferocemente schierati contro Emma Bonino) che si permettono di crocifiggere una come la Bonino a causa di quella legge, dolorosa e necessaria, di trent’anni fa. Con quale serietà e responsabilità la Bonino si sia sempre posta al servizio del bene comune lo sanno anche tanti cattolici, che, così come tanti anni fa votarono a favore del referendum sull’aborto, credo non si faranno condizionare oggi da questi attacchi alla persona Emma Bonino. Mi sembra che la questione nel Lazio sarà squisitamente politica, e che vincerà la destra o la sinistra (e la destra nel Lazio ha certamente molte chance) a seconda del vento elettorale. Difficilmente gli elettori si faranno influenzare dalle polemiche impiantate dai detrattori di Bonino: immagino che i laziali voteranno la persona, ma soprattutto lo schieramento, come è normale che sia e come di questi tempi è inevitabile.
Renata Polverini è persona piacevole e accorta, sindacalista e politica nata. Gli elettori di destra voteranno più volentieri lei di tanti bolsi parrucconi: averla scelta è stata una buona mossa. Ma Emma Bonino, lei, lei è di un’altra razza, la razza dei fuoriclasse della politica. La razza degli incorruttibili, degli abili, dei forti, dei concreti, degli esperti, degli audaci. Ce ne fossero, in Italia, di emme bonino.

Senza parole

Una sola immagine vale più di mille commenti all’ultima “porcata” governativa.

Dell’esser senza firme nella settimana della Moda

Dopo vibranti e sconsiderate dichiarazioni eversive la risposta di pubblico non è stata quella che si aspettavano, né in piazzaonline. E mentre venivan derisi anche da destra, son riusciti ad arrivare tardi anche al TAR per far ricorso.

Tanto, che gliene importa? Fatto l’inganno, troveranno la legge.

Il nucleare? Non serve. E Berlusconi? Nemmeno.

da Ciwati

Anzi, fa danni. E lo dicono addirittura i suoi. Renata Polverini e il Pdl per Berlusconi presidente attaccano durissimi il presidente Berlusconi e il suo governo. Niente nucleare! Lo stampano sui manifesti e li affiggono per tutta Roma, smentendo clamorosamente il governo B e il ministro S. Ora, mi chiedo, perché non mi avete dato retta, dirigenti del Pd, quando vi dicevo di attaccare il nucleare, perché loro sarebbero andati in confusione? Risponditore automatico: perché no. Peccato.

polverininuke

Vi ricordo che nelle altre regioni fanno lo stesso:

«Nel Lazio non serve». (Polverini)
«In Lombardia non serve». (Formigoni)
«In Veneto non serve». (Zaia)
«In Puglia non serve». (Palese)