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Ipocrisie

Dito medio alzato, i leghisti si godono la Dolce Vita di Roma Ladrona.

Sarà forse per Barbareschi, ma il povero Silvio si sente vittima di una campagna mediatica.

Mentre si erge a paladino della libertà contro il ddl intercettazioni, Fini prende in giro la rete e lascia intatto l’articolo ammazza-blog (e anche i giornali, prendendo spunto, dicono Me ne frego).

Nonostante le promesse i parlamentari non si mettono d’accordo sul taglio degli stipendi. Accordo unanime invece fra i consiglieri capitolini per aumentare le poltrone.

Permesso su permesso, i sindacati italiani preferiscono perdere le fabbriche piuttosto che, in questa situazione di crisi, rimboccarsi le maniche e far qualcosa che non hanno mai fatto: lavorare.

Con la scusa degli errori della Gelmini gli insegnanti italiani rifiutano la meritocrazia e fanno di tutto per aggirare gli esami, per paura di non essere all’altezza.

Dulcis in fundo, mentre Berlusconi è travolto dalle sue ombre, l’opposizione movimentista cosa fa? Va a prendere il sole.

Una splendida giornata

Cucù! Il latin lover rivela che per cambiare l’Italia ha bisogno di altri 75 anni di governo. Anche a destra lo credevano più bravo.

Ma mentre dall’estero si spiegano come funziona da loro la legislazione sulle intercettazioni (Legge Amintore Bavaglio) e da noi D’Alema riesce a farsi sanzionare dall’Ordine dei Giornalisti, la cena per farli conoscere (il menu sarà polpo o piovra?) contina a tener banco: Rutelli (non invitato, così come i cattolici PD) è confuso da Casini, che non capisce da che parte sedersi.

Farà meglio a decidersi, perché il PD siciliano sta per rubargli i posti di destra, mentre quello marchigano li ruba anche all’ala più estrema del PdL.

In questo scambio di poltrone capita che chi promette meno tasse poi le aumenti o che chi inveisce contro Roma ladrona sia scoperto a rubare, così come un pensionato con la social card si ritrovi a sua insaputa proprietario di uno yacht.

Non è un caso, forse, che la speranza qui ha il colore del lutto. Sempre che non la massacrino di botte, prima.

L’agenda di Gilioli

Non fai in tempo a lamentarti della poca chiarezza del PD sull’adesione alla manifestazione, che gli organizzatori cambiano data e si fondono con la protesta finiana.

Noi ci siamo opposti

Noi ci siamo opposti al miliardario corruttore che costruiva i partiti con le sue concessionarie di pubblicità e poi si faceva le leggi per non farsi giudicare nei tribunali.

Noi ci siamo opposti all’imbarbarimento terrorizzato e feroce di chi voleva cacciare dall’Italia le persone con una pelle diversa.

Noi ci siamo opposti, in quell’inizio di primavera del 2010, il 27 febbraio e il primo marzo.

Noi ci siamo opposti: e lo potremo dire, tra pochi anni, come qualcosa di cui andare orgogliosi con i nostri figli.

Protesta a breve

Nella speranza che i feed e gli iPhone aiutino a far circolare questo post in extremis: oggi dalle 12,30, in piazza Navona a Roma, sit-in lampo contro l’approvazione della legge sul cosiddetto “processo breve”.

da Piovonorane

[UPDATE: nonostante la singolare protesta del PD, il ddl è passato]

[UPDATE(2): La protesta c'è stata, in viola. D'altronde, ormai sono organizzati anche con un ning]

No B Tutto l’anno

Torna il popolo Viola, e prova a organizzarsi.