Dito medio alzato, i leghisti si godono la Dolce Vita di Roma Ladrona.
Sarà forse per Barbareschi, ma il povero Silvio si sente vittima di una campagna mediatica.
Mentre si erge a paladino della libertà contro il ddl intercettazioni, Fini prende in giro la rete e lascia intatto l’articolo ammazza-blog (e anche i giornali, prendendo spunto, dicono Me ne frego).
Nonostante le promesse i parlamentari non si mettono d’accordo sul taglio degli stipendi. Accordo unanime invece fra i consiglieri capitolini per aumentare le poltrone.
Permesso su permesso, i sindacati italiani preferiscono perdere le fabbriche piuttosto che, in questa situazione di crisi, rimboccarsi le maniche e far qualcosa che non hanno mai fatto: lavorare.
Con la scusa degli errori della Gelmini gli insegnanti italiani rifiutano la meritocrazia e fanno di tutto per aggirare gli esami, per paura di non essere all’altezza.
Dulcis in fundo, mentre Berlusconi è travolto dalle sue ombre, l’opposizione movimentista cosa fa? Va a prendere il sole.
