Sono molto d’accordo con questa osservazione di Leonardo: esiste una questione “lessico”. E come ho detto anche in altre occasioni questo scadimento del linguaggio è probabilmente la conseguenza più deteriore e – temo – più duratura negli anni a venire della “berlusconizzazione” di certa sinistra (che io non considero tale, ma questo è un altro post).
La seconda conseguenza – in ordine di gravità – è analoga, ma non identica e attiene alla veridicità delle affermazioni: spesso infatti si propagandano dei luoghi comuni come verità. E alcuni sono maestri in questo: Berlusconi, ad esempio, ma non solo. Il post citato da Leonardo (immagino non vi stupirete, io non mi sono stupito) ne contiene almeno una di queste verità che verità non sono. A qualche pentastellato potrà sembrare un pelo nell’uovo, ma come ho detto è una questione di principio: Berlusconi lo si combatte anche lottando contro i suoi epigoni. Ma anche fosse, Grillo è così bravo a trovare peli nelle uova degli altri che non si offenderà se faccio notare la cosa. la frase è questa:
Il Parlamento è un pensionificio e i parlamentari lo sanno bene. Infatti, il Parlamento si scioglie SOLO dopo aver maturato la pensione e quindi dopo due anni e mezzo.
Quel “SOLO” è in maiuscolo nel testo originale. Peccato però che nella cosiddetta Seconda Repubblica (anche facendola cominciare da Tangentopoli, XI Legislatura) tutte (anzi, come scriverebbe un noto comico prestato al qualunquismo, TUTTE) le legislature interrotte anticipatamente (XI, XII e XV) sono durate meno (MENO) di due anni e mezzo.