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La par condicio della canzonetta

da Politica Pop

Offeso perché al festival c’è la canzone in napoletano e non quella in lombardo-veneto, il ministro Zaia chiede la par condicio della canzonetta. Vuole che siano assicurate “quote” per la musica padana, e intima: “All’Ariston non accada mai più quello che è successo quest’anno”.

Non è una boutade. Il ministro (candidato alla presidenza del Veneto) è serissimo, e così dichiarando conferma un andazzo che nel centrodestra italiano pare ormai consolidato.

C’è la Gelmini che fissa le quote per gli studenti stranieri nelle classi, c’è il Giornale che lancia la proposta di quote per gli immigrati quartiere per quartiere, c’è il leghista Salvini che vorrebbe quote garantite di autobus per soli italiani. E via andare.

Insomma, questa faccenda delle quote per il Pdl-Lega sta diventando una specie di ossessione.

Viene il sospetto che il tic delle quote, la mania di fare politica sommando e sottraendo a piacimento, serva ad esorcizzare lo spettro di una secessione mai scomparso dai sogni degli alfieri di Pontida.

Con il solo risultato di fare dell’Italia, Nord compreso, un paese ancora unito, ma di ghetto in ghetto.

Amore per il proprio paese

Da San Valentino a San Remo, grazie a (o per colpa di) Emanuele Filiberto di Savoia, più Pupo e Luca Canonici. Un testo così superficale, reazionario e nazional(ista)popolare da sembrare una parodia.

ITALIA AMORE MIO

(Pupo) Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente.

(E. Filiberto) Io credo nella mia cultura e nella mia religione,
per questo io non ho paura, di esprimere la mia opinione.
Io sento battere più forte, il cuore di un’Italia sola,
che oggi più serenamente, si specchia in tutta la sua storia.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

(E. Filiberto) Ricordo quando ero bambino, viaggiavo con la fantasia,
chiudevo gli occhi e immaginavo, di stringerla fra le mie braccia.

(Pupo) Tu non potevi ritornare pur non avendo fatto niente,
ma chi si può paragonare, a chi ha sofferto veramente.

(L. Canonici) Sì stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio
Io, io non mi stancherò, di dire al mondo e a Dio, Italia amore mio

(Pupo) Io credo ancora nel rispetto, nell’onestà di un ideale,
nel sogno chiuso in un cassetto e in un paese più normale.

(E. Filiberto) Sì, stasera sono qui, per dire al mondo e a Dio, Italia amore mio.

Censured

La commissione di Sanremo ha dichiarato “non idoneo” il brano qui sopra perché non conforme al regolamento della manifestazione che vieta testi con elementi “discriminatori” in base a età, sesso, religione, razza o nazionalità.

L’anno scorso dov’erano?

Giulia era in coma

Giulia era in coma
in un ospedale a Roma
le volevan toglier l’alimentazione
ma secondo alcuni sta benone
ha le piaghe e sta sempre stesa
con l’approvazione della Chiesa
Giulia non sa niente di Giuliano
che sul Foglio ha fatto un gran baccano
le dedicheranno una canzone
scritta dal cantante gran furbone
Giulia vive col sondino in pancia
forse la trasferiranno in Francia
e anche se a qualcuno ciò non piace
forse lì potrà morire in pace.

(grazie a Popolino, il testo di una delle canzoni in concorso al prossimo Festival di Sanremo)