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Oltre Gomorra

GOMORRA di Roberto Saviano è stato un fondamentale punto di partenza, ma l’obiettivo assolutamente autonomo è diventare gruppo, confrontarci, condividere opinioni, scrivere, proporre argomenti di discussione e tutto quanto possa occorrere per incamminarci andando … oltre.

OLTREGOMORRA nasce dalla voglia di andare OLTRE, far si che “i germogli possano diventare radici profonde”. Uno spazio in continua evoluzione, con l’obiettivo di offrire al lettore una visione delle mafie differente da quella proposta dai tradizionali mezzi di comunicazione.

Il resto qui

Hai impegni per venerdì 10?

Roberto Saviano torna in pubblico per Emergency. Lo scrittore napoletano, insieme a Gino Strada, Vauro, Antonio Tabucchi e Samuele Bersani, parteciperà il 10 settembre alla serata condotta da Fabio Fazio al Mandela Forum (ore 21,30) intitolata “Il mondo che vogliamo”, uno degli eventi che fa parte del Nono incontro nazionale di Emergency 1, a Firenze fino a domenica prossima.

Non per dividere

Mi ha molto spaventato essere confuso con quello che racconto; perché questo significa confondere me con quel che scrivo, ed è un modo per nascondere, ignorare, occultare la realtà di Gomorra, dell’illegalità. Ma la legalità non è né di destra né di sinistra, non è ideologica. Ci sono persone per bene che votano a sinistra, e persone per bene che votano a destra. E naturalmente esiste anche il contrario. Io voglio parlare a tutti, non agli elettori di questo o di quello; non si tratta di dividere il Paese, ma di parlare a tutte le persone per bene

Roberto Saviano

Il gioco del mercato

«Quando si satura il mercato del parlar bene conviene parlar male. Ma non di Saviano, di chiunque. Fa parte del gioco».

(Roberto Saviano nell’intervista di Gianluca Di Feo, su L’espresso)

Camorrista è meglio di culattone

Saviano e il caso Cosentino-Caldoro: un linguaggio che mette i brividi

da Barbablog

La ricostruzione di Roberto Saviano uscita sabato 17 luglio su Repubblica a proposito del dossier di Cosentino contro Caldoro è una bomba. Se non l’avete letta correte a farlo, la trovate in Rete, ma preparatevi: vi verrà la nausea. È nauseante quello che si legge dei colloqui tra Nicola Cosentino, coordinatore del Popolo della libertà in Campania, e Arcangelo Marino, un ex assessore socialista incaricato di preparare un falso dossier sull’allora candidato alle elezioni regionali Stefano Caldoro. Gli era piaciuto il caso Marrazzo, a Cosentino e ai suoi, e avevano deciso che quella sceneggiatura poteva funzionare per togliersi dai piedi un rivale. Cosentino, già accusato di connivenze con la camorra, voleva diventare presidente della Regione Campania a ogni costo: il suo gruppo, cosca, cricca, scegliete il termine voi, pensò che per delegittimare Caldoro, scelto dal Pdl per sostituirlo, non ci fosse niente di meglio che dare qualche imbeccata ai giornali per costruire il caso «Caldoro e il transessuale».
Non so che cosa faccia stare peggio in questa storia: vedere come certi politici trovino normale pensare di usare l’informazione per screditare gli avversari o l’idea – dalle intercettazioni sembra largamente condivisa – che frocio sia peggio che camorrista. Anzi, culattone: apprendiamo infatti dalla ricostruzione di Saviano che i gay ricchi, in quell’ambiente, vengono definiti «culattoni», e quelli poveri «ricchioni». Cosentino e il suo gruppo pensano, probabilmente a ragione, che il sospetto di essere gay pesi più che essere indagati per camorra. Mette i brividi il linguaggio che esce dalle intercettazioni e dal dossier: i giornalisti sono «guaglioni ’e barbiere», «garzoni del barbiere» che lavorano per la cricca, i testimoni sono chiamati «cantatori». È un linguaggio che racconta una mentalità profondamente corrotta, arrogante, che ha in spregio assoluto le leggi, lo Stato, le regole della democrazia e della civiltà.
Altro che Gomorra: è stato fin troppo prudente Saviano in Gomorra. Qui esce che la realtà è ancora peggio di come sospettiamo. E soprattutto che poggia e conta sulla mentalità più bieca e arretrata per perpetrare i propri affari: un mondo vecchio, corrotto e maschio. Neanche una donna compare in questa melma. Intanto, in Versilia, un bagnino cacciava due gay che si baciavano in spiaggia, perché non tutte le mamme sono «madri snaturate che accettano di far vedere queste cose ai loro bambini».
Mentre noi navighiamo in quest’arretratezza e in questo fango, la settimana scorsa persino l’Argentina legalizzava il matrimonio tra omosessuali.

Pd, con le tessere abbiamo ancora un problema

da Cambia l’Italia

C’è un problema con le tessere del Partito Democratico, e da queste parti lo andiamo dicendo da più di un anno. Sembra ieri che ci interrogavamo sulle modalità con cui si costruiva la base tesserata del Pd, specialmente su alcuni territori a rischio come la Campania e la Sicilia, sembra ieri che ci si domandava, come fece anche Roberto Saviano, chi erano tutti quei nuovi iscritti, da chi era formata la base di un partito che nella sola provincia di Caserta contava più iscritti di tutta la Lombardia o che in alcuni Comuni era in grado di vantare più tesserati alla vigilia delle primarie che votanti alle elezioni. Ne parlammo, con toni anche duri, molte volte, rivolgendoci anche al segretario democraticamente eletto di questo partito che non può essere “un ufficio di collocamento”.

Non è una battaglia di cui, a primarie passate eccetera, ci siamo dimenticati. E vale la pena ribadirlo come fa il senatore Ignazio Marino in questa lettera al Fatto Quotidiano replicando a un’inchiesta sullo strano crollo del Pd campano.

La lettera di Marino al Fatto Quotidiano del 19 giugno 2010 si può leggere qui (in pdf).

Senza rancore

Arrestato il figlio di “Sandokan”, Saviano gli scrive.

Un po’ di sole

Mentre da destra tentano di spiegare a Emilio Fede che Saviano è un eroe per tutti, al di là degli schieramenti, dalla Sicilia arriva una bella notizia: 42 imprese delle aree industriali di Termini Imerese, Brancaccio e Carini, hanno aderito in massa ad Addiopizzo

Come rispondere a un’intervista: lezione 1

Insidiosa intervista di Panorama a Roberto Saviano, che risponde con brillante semplicità alle evidenti provocazioni di Buttafuoco, nomen omen, che lo incalza tentando di farlo passare per il “solito comunista”.

Pensi se solo lei dicesse: è vero, questo è il governo che più di tutti ha fatto contro la criminalità organizzata. Che cosa accadrebbe?
Lo direi, se fosse vero, e non avrei alcun problema.

Ma va a ciapà i ratt*

*Elegante espressione meneghina proferita dal sempre elegante e misurato dottor Castelli nei confronti di Saviano